Imu: art. 4 del decreto semplificazioni fiscali convertito in legge

A seguito della conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, si stabilisce che, ai fini Imu, i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola – persone fisiche e società – non vengono considerati fabbricabili (art. 4, 5°, lettera a)).

Per i terreni agricoli, viene aumentato al valore 135 il moltiplicatore da applicare al reddito dominicale rivalutato, mentre è pari alla misura agevolata di 110 il moltiplicatore da utilizzare per i terreni agricoli e per i terreni non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (comma 5, lettera c).

La lettera e) del 5° comma istituisce una limitazione all’imposta che grava oltre i primi 6.000 euro di valore, e riduzioni dell’imposta progressivamente minori (dal 70% al 25%) all’aumentare del valore del terreno, per i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, purché condotti dagli stessi.

Il 5° comma, sempre alla lettera a), restringe la definizione di “abitazione principale” del contribuente a quella in cui, fra gli immobili di riferimento (presupposto), il possessore ed il proprio nucleo familiare hanno stabilito dimora e residenza anagrafica, ed ancora stabilisce che aliquota agevolata e detrazione si applicano per un solo immobile qualora i componenti del nucleo familiare abbiano dimora e residenza in immobili diversi del territorio comunale.

In caso di separazione legale o divorzio, l’assegnazione della casa coniugale al coniuge non titolare di diritti reali sulla stessa si intende effettuata a titolo di diritto di abitazione (comma 12-quinquies).

Inoltre per il 5° comma, lettera f), ai fini Imu, è considerata abitazione principale l’immobile posseduto, a titolo di proprietà o usufrutto e purchè non locato, da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in strutture di ricovero o sanitarie in seguito a ricovero permanente, come pure l’immobile posseduto alle medesime condizioni da cittadini italiani non residenti in Italia.

La lettera i) del 5° comma afferma che i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio, o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, e posticipa al 30 settembre 2012 il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione Imu sugli immobili in relazione ai quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal giorno 01/01/2012.

L’imposta, che dal 1° dicembre di quest’anno potrà essere versata a mezzo bollettino postale (lettera h)), per l’anno 2012 sarà pagata ratealmente per l’abitazione principale e le relative pertinenze: la prima e la seconda rata, da corrispondere rispettivamente entro il 16 giugno e il 16 settembre, saranno ciascuna pari ad un terzo dell’imposta con applicazione di aliquota base e detrazione; la terza rata, da corrispondere entro il 16 dicembre, sarà versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno.

In alternativa, sarà possibile versare l’Imu 2012 in due sole rate di cui la prima, pari alla metà dell’imposta calcolata con aliquota base e detrazione, sarà pagata entro il 16 giugno e la seconda, corrisposta a saldo dell’imposta dovuta, sarà pagata entro il 16 dicembre.

(per le novità del D.L. 16/2012, convertito in legge, sull’accredito di stipendi e pensioni per somme superiori a mille euro: “Stipendi e pensioni sopra i 1.000 euro, delega alla riscossione, pignoramento delle somme ed espropriazione immobiliare secondo il D.L. 16/2012 convertito in legge 44/2012 (art. 3)“)

(per i chiarimenti della circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012 si legga: “Istruzioni Imu 2012: soggetti passivi e presupposto dell’imposta in base alla circolare n. 3/DF. Esempi“)

Previsioni Euribor 3 mesi del 27 aprile 2012

Nonostante il recupero delle piazze europee che hanno concluso in territorio positivo, sono quasi tutti in rialzo i futures sul Liffe al termine della giornata di venerdi, influenzati dalle cattive notizie relative al downgrade del rating sul debito spagnolo deciso da S&P’s e relative al calo dell’indice di fiducia dei consumatori tedeschi per l’impennata del prezzo del petrolio. Sembra essere stato nullo, invece, l’effetto del dato inferiore alle attese del primo trimestre 2012 che porta a +2% su base annua l’incremento del Pil a stelle e strisce.

I tassi previsti dagli operatori di Londra, inferiori su ogni scadenza a confronto con le risultanze della settimana scorsa, disegnano una curva che rivede il minimo di settembre allo 0,6% e supera quota 1% soltanto a giugno 2014. Viene così accentuata, in proiezione futura, la discesa dell’Euribor 3 mesi base 360, giunto a quota 0,715% in data 27/04/2012 grazie all’eccedenza di liquidità presente nel circuito interbancario: prezioso per immunizzare il mercato dalle vicende che scuotono l’azionario, tuttavia il denaro non raggiunge l’economia reale (depositi presso la Bce in crescita a 782 miliardi di euro giovedi scorso).

Nessuna indicazione particolare dall’Euribor overnight (Eonia a 0,343% il 26 aprile) nè dallo spread Euribor-Ois (40 punti base nel primo pomeriggio di ieri).

(per le previsioni Euribor 3 mesi della prossima settimana: “Previsioni Euribor e Irs a maggio 2012“)

Spesometro: prorogata al 15 ottobre 2012 la comunicazione degli acquisti con carta di credito e bancomat

Con provvedimento del 13 aprile 2012 è soppresso l’allegato al vecchio provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2011 e viene prorogato al 15 ottobre 2012 il termine per l’invio dei dati da parte degli intermediari finanziari, originariamente fissato al 30 aprile c.a.

In tal modo, per motivi tecnici, viene differito al prossimo 15 ottobre il termine  ultimo per la comunicazione delle operazioni rilevanti a fini Iva di importo pari o superiore ad euro 3.600 il cui pagamento sia stato effettuato a mezzo carta di credito, carta di debito o prepagata.

Il provvedimento delle Entrate n. 2012/56565 consente agli operatori finanziari (richiamati dall’art. 7, 6°, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605) il beneficio di un periodo di tempo maggiore circa la trasmissione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi a:

acquisti pagati con carta elettronica nel periodo compreso tra il 6 luglio 2011 ed il 31 dicembre 2011,

codice terminale e codice fiscale degli operatori commerciali coi quali è stato perfezionato il contratto di installazione e utilizzo dello stesso Pos (Point of sale), comprese eventuali cessazioni.

(per l’aumento dell’aliquota Iva dell’anno prossimo: “Legge di stabilità 2013: Imu, Iva, detrazioni per figli a carico, crediti iscritti a ruolo e cartelle pazze“)

(per l’ulteriore proroga: “Spesometro: scadenza del 31 gennaio 2013 per la comunicazione delle operazioni rilevanti“)

Asta del 27 aprile 2012: Btp 5 anni e Btp 10 anni; Btp 5 anni e Btp 15 anni non più in corso d’emissione

Il MEF ha disposto per venerdi 27 aprile 2012, in asta marginale e con regolamento 2 maggio 2012, il collocamento dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali quinquennali e decennali e relativi ai Btp 5 anni ed ai Btp 15 anni non più in corso d’emissione.

I seguenti titoli di Stato sono emessi complessivamente per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 1,5 miliardi di euro ad un massimo di 2,5 miliardi di euro.

I Btp 5 anni (ISIN IT0004793474, decorrenza 01/02/2012, scadenza 01/05/2017, tasso d’interesse annuo lordo 4,75%) sono offerti in settima tranche e, nella precedente asta del 29 marzo, avevano fatto segnare rendimento lordo al 4,18%. I Btp 5 anni, nella mattinata di venerdi, hanno fatto registrare rendimento lordo in salita al 4,86%, prezzo di aggiudicazione 99,75 e rapporto di copertura 1,34 derivante da richieste per 3,241 miliardi di euro (assegnato l’importo di 2,416 milioni di euro).

I Btp 10 anni (ISIN IT0004801541, decorrenza 01/03/2012, scadenza 01/09/2022, tasso d’interesse annuo lordo 5,5%) sono offerti in quinta tranche e, nell’asta dello scorso 29 marzo, avevano fatto segnare rendimento lordo al 5,24%. I Btp 10 anni, nella mattinata di venerdi, hanno fatto registrare rendimento lordo in salita al 5,84%, prezzo di aggiudicazione 97,98 e rapporto di copertura 1,48 derivante da richieste per 3,709 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto di 2,5 miliardi di euro).

I seguenti titoli di Stato non più in corso d’emissione sono offerti complessivamente per ammontare nominale da un minimo di 750 milioni di euro ad un massimo di 1,25 miliardi di euro.

I Btp 5 anni off-the-run (ISIN IT0004712748, decorrenza 15/04/2011, scadenza 15/04/2016, tasso d’interesse annuo lordo 3,75%) sono offerti in undicesima tranche e, nella precedente asta del 30 gennaio, avevano fatto segnare rendimento lordo al 4,79%. I Btp 5 anni (vita residua 4 anni), nella mattinata di venerdi, hanno fatto registrare rendimento lordo in calo al 4,29%, prezzo di aggiudicazione (%) 98,20 e rapporto di copertura 2,63 derivante da richieste per 1,297 miliardi di euro (assegnato l’importo di 493 milioni di euro).

I Btp 15 anni off-the-run (ISIN IT0003493258, decorrenza 01/02/2003, scadenza 01/02/2019, tasso d’interesse annuo lordo 4,25%) sono offerti in tredicesima tranche e, nella precedente asta del 9 aprile 2009, avevano fatto segnare rendimento lordo al 4,23%. I Btp 15 anni (vita residua 7 anni), nella mattinata di venerdi, hanno fatto registrare rendimento lordo in salita al 5,21%, prezzo di aggiudicazione (%) 94,93 e rapporto di copertura 2,27 derivante da richieste per 1,221 miliardi di euro (assegnato l’importo di 537 milioni di euro).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per la prossima asta dei Btp 5 anni e dei Btp 10 anni si legga: “Asta del 30 maggio 2012: Btp 5 anni e Btp 10 anni”)

(per la prossima asta dei Btp 15 anni ISIN IT0003493258: “Asta del 14 giugno 2012: Btp 3 anni, Btp 10 anni e Btp 15 anni non più in corso d’emissione“)

Previsioni Euribor 3 mesi del 20 aprile 2012

Stabili a 746 miliardi di euro giovedi scorso, ma sempre alti, i depositi presso la Bce rappresentano l’unico segnale significativo di inefficienza del mercato monetario che continua a scambiare denaro a prezzo decrescente, portando l’Euribor 3 mesi del 20 aprile 2012 a quota 0,734%. Inizia a conoscere pause, comunque, la discesa dell’Euribor 1 mese: a 0,408% martedi e mercoledi, il tasso è poi diminuito di un millesimo ed ha mantenuto lo stesso fixing giovedi e venerdi.

Praticamente bloccati l’Eonia (0,347% giovedi, a ridosso del tasso 0,25% riconosciuto dalla banca centrale) e lo spread Euribor-Ois (40 punti base venerdi come sette giorni prima), sempre al minimo dal 1° agosto dell’anno scorso.

Nulla di rilevante nel corso della settimana in termini di previsioni sui tassi; gli operatori sul Liffe, in base agli orientamenti del mercato azionario, hanno rivisto moderatamente in un verso o nell’altro le loro stime fino alla giornata di venerdi 20 aprile tutta improntata al rialzo: la curva dei tassi ricavati dai futures sull’Euribor 3 mesi diviene più ripida da fine anno, quando dovrebbe innescarsi l’inversione dell’attuale trend ribassista per il superamento dei valori minimi di 0,68% a giugno e settembre.

(per le previsioni della prossima settimana: “Previsioni Euribor 3 mesi del 27 aprile 2012”)

Ctz e BTP€i 10 anni: asta del 24 aprile 2012

Per martedi 24 aprile 2012, con regolamento 30 aprile 2012, il MEF ha disposto il collocamento in asta marginale dei Certificati di credito del Tesoro “Zero coupon” e dei Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’Area Euro decennali.

I Ctz (ISIN IT0004793045, decorrenza 31 gennaio 2012, scadenza 31 gennaio 2014) sono emessi in settima tranche per ammontare nominale da un minimo di 1,5 miliardi di euro ad un massimo di 2,5 miliardi di euro ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari al 2,352% nell’asta dello scorso 27 marzo. Nella mattinata di martedi i Ctz 24 mesi, assegnati per l’importo offerto massimo (rapporto di copertura 1,79 derivante da richieste per 4,488 miliardi di euro), hanno fatto segnare rendimento lordo in salita al 3,355% e prezzo di aggiudicazione pari a 94,37.

I seguenti titoli di Stato sono offerti per ammontare complessivo dell’emissione da un minimo di 500 milioni di euro ad un massimo di 1 miliardo di euro.

I BTP€i 10 anni (ventiduesima tranche, ISIN IT0004085210, decorrenza 15 marzo 2006, scadenza 15 settembre 2017, cedola al tasso d’interesse 2,1% annuo pagabile semestralmente), nell’asta del Tesoro dello scorso 27 maggio 2010, avevano fatto registrare rendimento lordo pari al 2,04%. I BTP€i decennali (vita residua 5 anni), nella mattinata di martedi, hanno fatto segnare rendimento lordo in salita al 3,88%, prezzo di aggiudicazione 91,62 e rapporto di copertura 2,13 derivante da richieste per oltre 1,066 miliardi di euro (importo assegnato pari a 501 milioni di euro).

I BTP€i 10 anni (ventiseiesima tranche, ISIN IT0004380546, decorrenza 15 marzo 2008, scadenza 15 settembre 2019, cedola al tasso d’interesse reale 2,35% annuo pagabile semestralmente) avevano fatto registrare rendimento lordo pari al 3,06% nell’asta dello scorso 27 marzo. I BTP€i decennali (vita residua 7 anni), nella mattinata di martedi, hanno fatto segnare rendimento lordo in salita al 4,32%, prezzo di aggiudicazione 87,90 e rapporto di copertura 2,24 derivante da richieste per 989 milioni di euro (importo assegnato pari a 441,5 milioni di euro).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per la prossima asta dei Ctz e dei BTP€i 10 anni a scadenza 2017: “Asta 28 maggio 2012: CTZ, BTP€i 5 anni e BTP€i 10 anni”)

(per la prossima asta dei BTP€i 10 anni a scadenza 15 settembre 2019: “Asta 28 agosto: CTZ, BTP€i 5 anni e BTP€i 10 anni“)


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