Previsioni Euribor del 13 ottobre 2017

Mentre sul mercato interbancario i tassi appaiono sclerotizzati dall’enorme mole di liquidità che fossilizza a -0,329% l’Euribor 3 mesi (fixing 13/10/2017) e l’Euribor 12 mesi a -0,181%, sul mercato dei derivati di Londra le ultime sedute sono state movimentate al rialzo.

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-13-ottobre-2017Hanno giovato le parole ripetitive di Draghi espresse a Washington circa i tassi d’interesse che resteranno bassi “ben dopo” la conclusione del programma di acquisti in titoli, come pure ha esercitato pressioni la comunicazione del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti sull’indice grezzo dei prezzi al consumo cresciuto meno delle attese a settembre.

Le aspettative di breve termine appaiono limate fino a due centesimi con quota -0,275% di settembre prossimo e, nel complesso, l’intera curva dei tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi, in data 13 ottobre 2017, si presenta più vicina dall’asse orizzontale pur mantenendo il proprio andamento crescente. Le variazioni negative a sette giorni sono progressive fino al termine dell’anno 2022, quando l’Euribor 3 mesi sarà pari a 0,915%.

Euribor 3 mesi visto a 0,16% a metà 2020.

Euribor 1-6 mesi rispettivamente a -0,371% e -0,274% (fonte dati: Aritma).

Giovedi depositi giornalieri usati per 657 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.272 miliardi.

Previsioni Irs del 6 ottobre 2017

Il giro di vite che la Federal Reserve inizia a dare ad ottobre, con la riduzione degli acquisti in titoli per dieci miliardi di dollari ogni mese (QT), produrrà effetti limitati sui tassi europei fin quando la Bce manterrà il proprio Quantitative Easing. Un eventuale annuncio di Tapering, tuttavia, potrebbe indurre i mercati finanziari ad anticipare gli eventi spostando il Bund verso quota 0,7%.

irs-6-ottobre-2017Martedi 12 settembre le Borse festeggiavano la perdita di intensità dell’uragano Irma ed il rinvio del test missilistico nordcoreano, quindi venerdi il mercato obbligazionario reagiva alle parole sul Tapering di Lautenschlaeger, falco tra i membri del board Bce: risalivano il Bund oltre lo 0,43% e l’Irs 10 anni a 0,89% il 15 settembre.

Nella seconda metà del mese scorso arrivava l’atteso comunicato Fed sulla pianificazione di un Tightening progressivo.

Mentre i futures sui Fed funds prezzavano il rialzo dei tassi base Usa per dicembre ed il Treasury riprendeva quota 2,26%, gli effetti sui rendimenti core nell’Eurozona erano più contenuti (Bund comunque sotto lo 0,5%) e l’Irs 10Y chiudeva la settimana a 0,91%, esattamente come l’aveva iniziata.

Nell’ultima settimana di settembre i mercati erano pervasi prima dalla prudenza per le relazioni internazionali sempre più complicate tra Corea del Nord e Stati Uniti, poi dal ritorno dell’appetito al rischio: a supporto degli acquisti sia la condotta della Federal Reserve, intenzionata a proseguire la strada del rialzo tassi nonostante i sospetti errori di stima sui prezzi al consumo, sia la presentazione del piano di riduzione delle tasse con cui l’amministrazione Usa intende favorire crescita e inflazione. A fine mese i tassi europei variavano per un solo centesimo sul venerdi prima e l’Irs 10 anni, fissato a 0,92%, si presentava ad un passo dal limite superiore del campo di variazione ipotizzato con le precedenti previsioni sul tasso fisso. Rimangono verificate le attese di rialzo del tasso a seguito di annuncio del Tightening, come pure è riscontrato il contenimento del tasso al di sotto del massimo teorizzato 0,93%, mai superato a settembre.

Nella prima settimana di ottobre i rendimenti sono stati cristallizzati dalla spinta indipendentista catalana e dal nervosismo per le nuove direttive Bce sugli accantonamenti delle banche necessari a fronteggiare il deterioramento dei crediti iscritti a bilancio.

futures-sul-bund-6-ottobre-2017Il trading range del Bund è traslato dallo 0,2%-0,5% allo 0,3%-0,6%, complici le ultime due riunioni delle Banche centrali che, in maniera ufficiale l’una e ufficiosa l’altra, hanno avviato il Tightening ed il Tapering: pertanto l’Irs 10 anni, atteso per ottobre in oscillazione tra quota 0,74% e 0,99%, dovrebbe confermarsi in quota 0,9% a fine mese, vicinissimo al fixing 0,91% del 6 ottobre 2017.

Previsioni Euribor del 6 ottobre 2017

La settimana è stata caratterizzata da grande stabilità sia sul mercato interbancario che sul mercato dei derivati Liffe.

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Sul primo la liquidità ha continuato a confluire, ingrossando il cuscinetto di eccesso che ora viene stimato attorno ai 1.800 miliardi di euro, con la conseguenza di limitare normalmente nell’ordine di un millesimo i movimenti giornalieri dei tassi. L’Euribor 3 mesi chiude ancora una volta a -0,329% in data 06/10/2017.

Le contrattazioni dei futures, invece, sembrano essere state anestetizzate dalla questione indipendentista catalana che in ogni seduta ha impedito alle variazioni giornaliere dei tassi attesi di raggiungere i due centesimi sul medio termine.

Prudenza per le nuove direttive Bce, riguardanti gli accantonamenti degli istituti per crediti deteriorati, e trascuratezza per gli ultimi dati Markit PMI, tutti molto buoni per manifattura, servizi e vendite al dettaglio.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-6-ottobre-2017Il 6 ottobre 2017 i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi confermano le attese fino a metà 2019 descrivendo un andamento al rialzo caratterizzato prima da impercettibile ascesa, con quota -0,285% a giugno dell’anno prossimo, poi da lieve accelerazione che rende nullo il tasso a settembre 2019. L’andamento crescente della curva si stabilizza a partire dall’estate 2020 con l’Euribor 3 mesi sopra quota 0,2%.

Invariata la previsione di settembre 2021 a 0,6%; per fine 2022 il parametro usato per l’indicizzazione delle obbligazioni a tasso variabile è rivisto sotto l’1% di venerdi scorso.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,373%, -0,273% e -0,173% (fonte dati: Aritma).

Giovedi depositi giornalieri usati per 668 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.251 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 13 ottobre 2017”)

Previsioni Euribor del 29 settembre 2017

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Il fatto più interessante accaduto nelle ultime sedute sul mercato interbancario non è l’ennesima quotazione dell’Euribor 3 mesi a -0,329%, col fixing del 29/09/2017 invariato dal venerdi prima, ma il ritorno dell’Euribor 1 settimana al minimo storico assoluto -0,382%.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-29-settembre-2017Sul mercato dei derivati di Londra, invece, i ribassi iniziali dei tassi previsti hanno trovato compensazione nel corso dei giorni successivi sul tratto di medio-lungo termine della curva: prima ha prevalso la prudenza degli operatori, motivata dai toni sempre più accesi nella dialettica tra Trump e Kim Jong Un, poi il ritorno dell’ottimismo sui mercati ha fatto scattare la vendita di attività supportata dall’idea di un percorso al rialzo dei tassi che Janet Yellen ha inteso rafforzare. E ciò nonostante l’ammissione di errori di stima statistica, compiuti dagli analisti Usa, che non hanno consentito di affrontare oggi nel migliore dei modi una dinamica inflazionistica così tenue.

La stabilità dell’inflazione di settembre nell’Eurozona, venerdi 29 settembre 2017, non cambia la quotazione dei futures da cui si estrapolano valori immutati sul breve termine: -0,31% a marzo 2018 e -0,255% per settembre dell’anno prossimo.

Euribor 3 mesi visto per la prima volta positivo sempre a dicembre 2019 (0,06%).

Appena due centesimi in più, rispetto alle attese di sette giorni fa, per l’Euribor 3 mesi di metà 2022 a 0,845%.

Nuova previsione disponibile sulla scaletta per settembre 2023 (1,22%).

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,372%, -0,273% e -0,172% (fonte dati: Aritma).

Giovedi depositi giornalieri usati per 640 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.194 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 6 ottobre 2017”)


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