Ragazzo con canestra di frutta: la sensualità sperimentale di Caravaggio

Il sequestro dei beni del 1607, ordinato per inadempienze fiscali dell’artista e collezionista Giuseppe Cesari meglio noto come Cavalier d’Arpino, costrinse il pittore a privarsi del celebre dipinto “fanciullo con canestro di frutta”, la più antica opera autografa di Caravaggio.

Michelangelo Merisi, che trascorse solo pochi mesi presso la bottega del Cavalier d’Arpino, in quel periodo si impegnò nella composizione artistica di fiori e frutti con l’intento di pareggiare la pittura della natura morta con la pittura di figura.

Il risultato che ci è pervenuto va a vantaggio della prima: gioiosa nei suoi tanti colori vividi, la frutta che strabocca dalla cesta, simbolo dell’amore, viene offerta all’artista e, idealmente, a chiunque si trovi ad ammirare il quadro.

Il giovane che porge la canestra, per quanto dettagliato nella descrizione della pelle e delle pieghe dell’abito, è ritratto invece in una posa patetica: viene raffigurato Mario Minniti, amico intimo di Caravaggio e primo tra i modelli ad entrare nelle sue opere. Anche altre fonti lo descrivono come un bel ragazzo, ma qui l’Artista ne accentua l’aspetto sensuale con la bocca dischiusa, il capo inclinato e la spalla scoperta che lo rendono molle e sognante.

Entrato poi a far parte della collezione del cardinale Scipione Borghese, ed oggi nella stessa collezione della Galleria Borghese a Roma, l’olio su tela “giovane con un canestro di frutti” (1592-1593) può essere ammirato presso le Scuderie del Quirinale (http://www.questidenari.com/?tag=scuderie-quirinale).

Rendimenti Bot semestrali e Ctz (1,753%) in rialzo, Fondiaria Sai sotto la lente: l’Italia ha paura della Grecia

Non accadeva da aprile dell’anno scorso che i più apprezzati titoli governativi di casa nostra subissero un’impennata di queste proporzioni: all’asta del 27 aprile 2010, i Bot a scadenza 6 mesi hanno fatto segnare un rendimento annuo lordo dello 0,814%, in forte salita rispetto allo 0,567% di fine marzo (fonte: IlSole24Ore.com).

Merito (o colpa, a seconda dei punti di vista) della domanda, in questa circostanza non proprio esorbitante, appena in grado di coprire l’offerta che era stata appositamente ridotta rispetto all’ammontare dell’ultima tranche di titoli in scadenza: la strategia del Tesoro, attuata già da mesi, mirava a tenere bassi i rendimenti (per la successiva asta del Tesoro – emissioni di Cct e Btp a 3 e 10 anni – si veda http://www.questidenari.com/?p=2518).

Ma i numeri dicono che ciò non è stato sufficiente, come pure non è bastato che la notizia del declassamento di Standard & Poor’s per i titoli del debito greco e portoghese venisse annunciata qualche ora dopo la chiusura dell’asta: la paura degli operatori di mercato manifestata verso tutti gli emittenti “periferici” dell’Eurozona – Portogallo, Irlanda, Grecia soprattutto e Spagna – deve aver contagiato anche il Belpaese, danneggiato dal “volo verso la qualità”. Non a caso giorni fa l’acronimo PIGS era divenuto PIIGS, per poi tornare alla prima versione a denunciare la mutevolezza del sentiment sull’Italia.

In attesa che i colloqui fra Trichet, Merkel e gli attuali protagonisti della tragedia greca giungano a rapide conclusioni sul piano di salvataggio del governo di Atene, dichiaratosi incapace di autofinanziarsi sul mercato per via dei costi troppo elevati, la psicosi scatenata dai giudizi di Standard & Poor’s (che ha declassato a “spazzatura” i bond del paese ellenico ed ha abbassato ieri pure il rating della Spagna) ha già creato sufficienti sconquassi nei mercati azionari, con la sola eccezione di Wall Street nella chiusura di mercoledi.

Gli analisti cominciano a sezionare i bilanci societari alla scoperta del grado di inquinamento dovuto alla presenza dei Paesi a rischio, come nel caso di Fondiaria Sai e della sua controllata Milano Assicurazioni (fonte: MilanoFinanza.it).

Il bilancio civilistico 2009 dice che l’esposizione totale ai bond della Grecia ammonta a 532,8 milioni di euro (esattamente il 3,1% dei titoli obbligazionari complessivamente detenuti in portafoglio della sola Fondiaria Sai), mentre i titoli governativi portoghesi e irlandesi “pesano” 135,8 milioni di euro cumulati. La quota di bond a rischio sarà stata saggiamente ridotta dai manager del gruppo assicurativo nel corso del 2010?

Incentivi 2010: aggiornamenti sulla banda larga

Secondo le fonti ufficiali, contattate a mezzo call center, i fondi per gli incentivi del Ministero dello Sviluppo Economico da destinare ai nuovi acquirenti della banda larga sarebbero stati utilizzati sinora in misura ridotta, circa il 10% del patrimonio destinato a questa tipologia di prodotto in base ai programmi dei dirigenti pubblici (http://www.questidenari.com/?tag=incentivi-2010).

Destinatarie del beneficio sono le persone fisiche di età compresa tra i 18 e i 30 anni, incentivate con un bonus pari ad euro 50 per le nuove attivazioni di connessione in banda larga mobile e fissa.

La procedura da avviare per ottenere il beneficio è molto semplice: basta attivare una nuova linea fissa o accendere un abbonamento per navigazione in mobilità presso uno degli operatori disponibili, in questi giorni molto propensi a lanciare offerte studiate appositamente per incontrare la politica degli incentivi governativi.

In alcuni casi l’operatore mette a disposizione il proprio call center, sito web o punto vendita per tradurre il bonus in un allungamento del periodo di abbonamento; in altri casi i 50 euro si traducono in uno sconto ulteriore ed immediato sull’acquisto dello strumento per la connessione.

Fonte: Radio24

(per la nuova disponibilità degli incentivi per la banda larga al 3 novembre 2010 si legga http://www.questidenari.com/?p=3168)

Niente caffè per Malinconico. E meno responsabilità per i blogger

La proposta del presidente Fieg Carlo Malinconico ha incontrato venerdi scorso il diniego bipartisan del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e di Paolo Gentiloni, Responsabile Comunicazione del Pd.

Scontenta proprio tutti, a quanto pare, l’idea di tassare la connessione a banda larga per aiutare gli editori ad uscire da una crisi settoriale che origina da più di una causa (http://www.questidenari.com/?p=2491). Valanghe di email, commenti ironici o arrabbiati, sono giunti alle testate dai naviganti della rete web che non intendono appoggiare l’ipotesi dell’obolo versato da tutti a vantaggio del sistema editoriale: forse più di quanto accada in altri contesti che impongono condizioni onerose di accesso e permanenza, gli internauti sentono forte l’appartenenza al luogo telematico dove frequentemente, con criterio meritocratico, vengono premiati i contenuti di elevato interesse, espressi in maniera indipendente da una qualsiasi logica “politica” (fonte: IlSole24Ore.com).

La notizia del rifiuto trasversale è giunta in contemporanea a quella proveniente dalla terza sezione della Corte di Appello di Torino, in cui si intrecciano ancora la dimensione editoriale e la dimensione web.

Il giornalista e blogger Roberto Mancini, condannato alla sanzione pecuniaria di euro 1.000 per essersi reso colpevole del reato di diffamazione a seguito della pubblicazione di due post recanti la sua firma, è stato invece assolto dal reato di omesso controllo degli articoli non firmati.

Secondo i giudici, dunque, devono considerarsi anonimi i post che non recano la firma del gestore del blog. La sentenza, che riforma quella di primo grado, conclude che la figura del blogger non è equiparabile a quella del direttore di giornale (fonte: IlSole24Ore.com).

Malinconico. Tasse per tutti e caffè per gli editori

Il costo di un caffè al mese per navigare in Internet come avete sempre fatto. Sarebbe solo una piccola tassa in cambio della fruizione di tanto materiale informativo (e non) da trovare on line. Una tassa da aggiungere, ovviamente, agli oneri per la connessione che già sostenete.

E’ la proposta del presidente Fieg, Carlo Malinconico, che intende così contrastare in via transitoria la grave crisi del settore dell’editoria, nonché minaccia per il pluralismo informativo. La misura sarebbe anche conseguenza della condotta del Governo, reo non solo di non aver accordato sostegno nel momento della difficoltà congiunturale, ma addirittura di aver posto in essere misure punitive sostanziatesi nella soppressione delle tariffe postali agevolate.

Questa, in sintesi, è la soluzione del presidente della Federazione Italiana Editori Giornali nell’attesa che l’Antitrust risolva il problema dei contenuti editoriali utilizzati dai motori di ricerca: a partire da Google, essi deviano altrove l’utenza che cerca un determinato articolo di testata, mettendo così a rischio la pubblicità on line raccolta dal sito della stessa testata giornalistica (fonte: Corriere.it).

E voi cosa pensate?

Viviamo un’epoca in cui il diritto del cittadino all’informazione è tutelato dalla possibilità di scelta tra una pluralità di fonti informative di cui sono portatori soggetti liberi di esprimere opinioni eterogenee senza pericolo di emarginazione?

Considerate giusto per il Governo rivedere i parametri di assegnazione dei finanziamenti pubblici all’editoria sulla base dei principi dei regimi libero-concorrenziali, ovvero erogare denaro pubblico in proporzione alle vendite realizzate da testate che, evidentemente, siano in grado di raccogliere l’apprezzamento dei lettori?

Ritenete applicabile in Italia il modello proposto da Murdoch che, entro certi limiti e a causa della diminuzione degli introiti pubblicitari, ha reso l’informazione generalista on line (oltre che specialistica in materia finanziaria) accessibile solo a pagamento?

Il caffè vi rende nervosi?

Polizza auto on line: più trasparenza e responsabilità dal 15 luglio 2010

Regole nuove per le polizze on line. Il successo crescente dell’assicurazione auto “stipulata” col mouse ha indotto l’Isvap a varare regole che obbligano le compagnie ad un comportamento di maggiore trasparenza; al tempo stesso, le assicuratrici devono investire maggiormente sulle risorse umane (regolamento ISVAP n. 34 del 19 marzo, pubblicato il 6 aprile 2010 sulla Gazzetta Ufficiale, valido sia per il ramo “danni” che per quello “vita”).

Le compagnie che vendono polizze RC auto, ma anche altri prodotti, entro il 15 luglio prossimo dovranno dedicare un numero minimo di ore alla formazione del personale e, anche quando il call center risultasse in outsourcing, dovranno nominare un coordinatore assumendosi la piena responsabilità del servizio.

Tra gli altri cambiamenti ci sarà l’impossibilità di includere in automatico la polizza incorporandola in un altro servizio come (ad esempio) un finanziamento, ed il divieto di porre in essere procedure finalizzate a disincentivare gli utenti con profilo assicurativo più rischioso, come avviene per la pratica di utilizzo dei numeri telefonici a pagamento (anziché gratuiti) che forniscono informazioni ai residenti nelle zone del meridione a più alto tasso di sinistrosità.

Le sanzioni previste in caso di mancata osservanza da parte della compagnia assicuratrice, eventualmente segnalata dagli stessi utenti/potenziali clienti, potranno arrivare fino a 5 milioni di euro.

Concluso l’accordo a distanza a mezzo telefono o contatto Internet, il cliente riceverà il contratto (in formato cartaceo o elettronico) da restituire firmato a mezzo posta ordinaria o via fax.

Il contrassegno RCA ed il certificato assicurativo dovranno pervenire al cliente entro i 5 giorni successivi al pagamento del premio. Il neo-assicurato, nel frattempo, potrà circolare con altri documenti che attestino l’avvenuto pagamento del premio.

Il diritto di recesso dal contratto negoziato a distanza può essere esercitato nei 14 giorni successivi alla sottoscrizione.

Fonte: IlSole24Ore

(per il divieto di tacito rinnovo riguardante sia le compagnie assicurative tradizionali che le compagnie telefoniche/on line: “DECRETO LEGGE 18 ottobre 2012, n. 179: esclusione del tacito rinnovo per la polizza R.C. Auto, collaborazione tra intermediari e polizze vita “dormienti” (art. 22)“)


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