Il meteo di Pasquetta 2010, tra previsioni e business

Puntualmente, ad ogni ricorrenza festiva, milioni di Italiani si affannano a cercare fonti qualificate per sapere in anticipo se il tempo meteorologico sarà più o meno clemente.

La voglia della tradizionale gita fuoriporta offerta da questa pasquetta del 5 aprile 2010 forse è ancora più intensa del solito, dato che la ricorrenza giunge dopo un lungo periodo di freddo e di lontananza forzata dalle bellezze naturali: e allora sotto con la televisione, il televideo, la radio e – naturalmente – la rete Internet che offre tante possibilità di scelta, spesso con risultati non omogenei.

Eh sì, perché chi prova a cliccare sui siti web dedicati alle previsioni del tempo trova che nello stesso giorno del prossimo lunedi dell’Angelo, alla stessa ora della stessa località, qualche metereologo (tecnologico, e non interprete umano conoscitore del territorio e del microclima locale!!!) indica sereno per la mattinata di Roma, e nuvole nel pomeriggio.

Tutto il contrario di quello che specifica qualche altro sito web per la Capitale. Idem per Genova, dove troverete il simbolo del sole o del tempo coperto a seconda dell’indirizzo cliccato, mentre un ultimo, e forse più onesto sul piano intellettuale, non osa più di tanto ma preferisce dichiarare una “tendenza” per sabato prossimo, limitando così l’orizzonte temporale della propria previsione.

Quello che mette tutti d’accordo, invece, è la babele di banner pubblicitari che troverete sulle pagine dei siti meteo bersagliati dalle nostre visite: fra click e impressioni, è facile prevedere che la pasquetta di qualche editore on line sarà splendente!

Bacco: le molteplici trasfigurazioni di Caravaggio

La possibilità di fornire diverse interpretazioni di una stessa opera è certamente un punto di forza della pittura di Caravaggio: mai univoco nelle proprie dichiarazioni artistiche, il genio lombardo, già nel periodo che precede la maturità delle commissioni pubbliche, affascina per la capacità di osservare la realtà del tempo che vive e trasferire nei propri dipinti cose e persone caricate di elevato significato simbolico.

Forse commissionato dal cardinal Del Monte per farne dono, anche il Bacco appartenente alla Galleria degli Uffizi rientra in questa ottica: a fare da modello con aspetto languido e sensuale è ancora Mario Minniti, amico intimo di Michelangelo Merisi e già protagonista del “giovane con un canestro di frutti”, qui coronato da meravigliosi pampini d’uva e ritrattato mentre offre il vino nei cristalli, dei quali si apprezza la pittura delicatissima per trasparenze e riflessi. L’allusione è a Dioniso, dio del vino e dell’ispirazione artistica, ma potrebbe anche riferirsi a Cristo che offre il proprio sangue per la salvezza dell’umanità.

Il dipinto è straordinario per la luminosità dell’incarnato e della veste argentea che lo avvolge, contrastati dallo sfondo scuro e completati dall’evidenza e dai colori di una moderna natura morta.

Databile alla fine del ‘500, il Bacco può essere ammirato presso le Scuderie del Quirinale (http://www.questidenari.com/?tag=scuderie-quirinale).

Bollorè: chiusura 2009

Il gruppo Bollorè arriva a totalizzare 94 milioni di euro per l’utile netto 2009, quasi il doppio dei 50 milioni esercizio precedente.

Il reddito operativo arriva a 174 milioni (+21%), nonostante la diminuzione del fatturato a 6,01 miliardi (-17%).

Sul piano patrimoniale, i mezzi propri aumentano a 3,07 miliardi (da 2,47 miliardi) e i debiti diminuiscono a 1,31 miliardi (81 milioni in meno).

Il dividendo è stato proposto a 1,30 euro per azione.

Fonte: Milano Finanza

Fondiaria Sai: chiusura 2009

Profondo rosso per Fondiaria Sai: il 2009 si chiude in negativo (superiore alle stime di Equita Sim) con perdite consolidate pari a 391,5 milioni di euro, contro l’utile di 90,7 milioni del 2008. La perdita si attenua a 342,6 milioni (rispetto all’utile di 87,4 milioni) se valutata al netto delle quote di pertinenza terzi.

L’utile della capogruppo è sceso a 40,2 milioni di euro (dai precedenti 69,6 milioni).

La distribuzione del dividendo sarà di 0,40 euro per le azioni ordinarie (rispetto agli 0,70 dell’esercizio precedente).

Nel settore danni, l’effetto combinato del peggioramento sinistri e dell’adozione di criteri maggiormente orientati al principio della prudenza, sostanziatisi nella crescita da 154,6% a 162,7% del rapporto fra riserve nette e premi di competenza, ha prodotto un risultato prima delle imposte negativo per 498,4 milioni (da +314,9 milioni nel 2008).

Al contrario, nel settore vita si è realizzato un utile ante imposte per 84,9 milioni (contro una perdita di 59,1 milioni nel 2008), per quanto siano state registrate partite straordinarie.

Fonte: Milano Finanza

(per lo stacco del dividendo del 24 maggio 2010 si veda http://www.questidenari.com/?tag=24-maggio-2010)

Monte dei Paschi di Siena: risultati 2009

Deludenti e sotto le attese i numeri MPS del 2009: l’utile netto consolidato è sceso a 220,1 milioni di euro rispetto ai 922 milioni del 2008 – sarebbe stato pari a 354,3 milioni di euro senza considerare la Purchase Price Allocation.

Salgono la raccolta diretta (+9,1%) e gli impieghi (+4,9%).

Di appena 1 centesimo di euro il dividendo per le azioni risparmio che sarà proposto all’assemblea dal Cda.

Con riferimento ai ricavi complessivi da attività finanziaria e di servizio, il margine della gestione finanziaria è pari a 5.707,3 milioni di euro.

Le rettifiche nette di valore per deterioramento di crediti e di attività finanziarie sono state pari, rispettivamente, a circa 1.466 milioni di euro (1.065 milioni nel 2008) e 44 milioni di euro per svalutazione titoli Afs.

Il coefficiente patrimoniale Tier 1 è risultato pari al 7,5% che salirebbe oltre il 7,7% a seguito della considerazione delle recenti operazioni di cessione degli sportelli a Banca Intesa e Banca Carige.

Fonte: Milano Finanza

(per lo stacco del dividendo del 18 maggio 2010 si veda http://www.questidenari.com/?tag=24-maggio-2010)

Incoronazione di spine: i triangoli incidenti di Caravaggio

Opera solo recentemente riconosciuta come originata dai pennelli di Caravaggio almeno nella parte delle figure centrali, forse eseguita dal Maestro per sdebitarsi della protezione offerta da Marcantonio Doria, questa dolce e violenta “Incoronazione di spine” ripropone fra i chiaroscuri la trasposizione della personalità contrastata del genio milanese.

I movimenti degli aguzzini che infieriscono sul Cristo, senza dimostrare alcuna pietà umana né rispetto per il divino, e l’atteggiamento dell’armigero dal cappello piumato che assiste senza patemi alle violenze perpetrate, imprimono forza crudele e schietta ad una scena compassionevole: Gesù, indebolito e con i capelli cadenti, è sul punto di abbandonarsi.

Ma contrastanti, eppure alcuni componenti tra loro, sono anche gli innumerevoli triangoli disegnati dalle linee dei bastoni, delle piume, della corazza, del fascio di luce e dei corpi, fra cui quello di Cristo rappresenta uno studio bellissimo di nudo. Caravaggio ne ricava l’effetto vorticoso che polarizza la tensione su Cristo stesso, originando dall’insieme di figure riducibili ad una “geometria non euclidea” – con le parole di Roberto Longhi, forse il più grande critico d’arte del novecento.

L’Incoronazione di spine (1607?) del museo di Vienna (Kunsthistorische Museum Wien Mit Mvk und ötm Reproduktionsabteilung) può essere ammirato presso le Scuderie del Quirinale (http://www.questidenari.com/?tag=scuderie-quirinale).


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