Anche Moody’s contro i Bot

moodys vs botNon farebbe neanche notizia la nuova discesa dei rendimenti dei titoli pubblici che porta i Bot semestrali al minimo storico dell’1,07%, causa la richiesta forte nell’asta di lunedi scorso (fonte: Ilsole24ORE).

Eppure, stavolta, un dato concomitante induce a riflettere sulla motivazione alla base della scelta di nuovo massiva degli operatori sui Buoni del Tesoro: la conferma del rating “Aa2” assegnato da Moody’s all’Italia (fonte: News24).

Il giudizio positivo espresso dall’agenzia di rating sul rischio Paese discende da considerazioni sui dati di natura quantitativa e qualitativa che riflettono la buona capacità del nostro Stato di adempiere alle proprie obbligazioni, ovvero alle possibilità di restituzione dei soldi ricevuti in prestito.

Tra i punti di forza dello Stivale vi sarebbero un’economia solida e diversificata per settore (per quanto in crescita ad un tasso inferiore a quello di altre economie, complice una produttività non ottimale), ed un alto reddito medio pro-capite dei cittadini (per quanto il loro risparmio si traduca principalmente in debito pubblico), mentre tra i punti di debolezza vi sarebbero l’elevata pressione fiscale (aggravata dall’evasione fiscale diffusa) e l’elevato costo del lavoro (collegato, addirittura in contraddizione, a bassi livelli salariali che non spingono i consumi).

Moody’s valuta con favore l’intervento dello Stato a sostegno delle banche esercitato attraverso la creazione dei Tremonti bond (http://www.questidenari.com/?p=333) in un contesto recessivo che mette a repentaglio i crediti vantati (per quanto un eventuale ricorso al finanziamento pubblico aggraverebbe ulteriormente il bilancio statale), e non esclude un futuro aumento dei tassi d’interesse causato dai maggiori spread richiesti sui titoli del Tesoro per via dei rischi connessi al probabile peggioramento del rapporto Deficit/PIL.

Con la speranza che le previsioni dell’agenzia siano più fondate di quelle che nel recente passato indussero i suoi analisti ad esprimersi su Lehman Brothers, teniamoci stretti questi rendimenti.

IVA per cassa

 

Sulla Gazzetta Ufficiale del 27 aprile è stato pubblicato il decreto che consente il differimento del pagamento dell’Iva, fino al momento dell’incasso, a tutti quei soggetti che hanno realizzato nell’anno solare precedente (o che stimano di realizzare, se si tratta di inizio attività) un volume d’affari al di sotto di Euro 200.000,00.

Questo significa che da oggi gli imprenditori con fatturato inferiore a detta cifra possono attendere (ma non oltre 1 anno!) l’incasso materiale del loro credito prima di effettuare l’esborso per l’imposta, ovvero trattenere liquidità (ed evitare sanzioni: http://www.questidenari.com/?p=454) per il periodo di dilazione concessa ai clienti al fine di ottenere maggiori ritorni economici e finanziari (http://www.questidenari.com/?p=479).

Durante l’applicazione del regime, una volta superato il limite dei 200mila Euro di fatturato, l’imposizione avviene secondo il regime ordinario per le successive operazioni (ferma restando l’applicazione del regime per le precedenti operazioni contabili): ciò comporta l’impiego di un continuo sforzo organizzativo, nell’ambito del controllo gestionale delle aziende, finalizzato al monitoraggio della variabile in oggetto.

Monete dell’antica Roma

 

Circa cento anni dopo la comparsa della monetazione nell’Italia meridionale, anche gli antichi romani utilizzarono monete contenenti rame nell’Italia centrale ma, a differenza di quanto avvenuto nelle città greche, il relativo valore nominale era corrispondente a quello del metallo utilizzato.

Infatti, prima che le influenze greche giungessero in Italia, i popoli romani (ed etruschi) usavano il bronzo a peso come denaro, e solo successivamente si adeguarono al modello greco conferendo alla lega la forma di moneta valorizzata secondo il peso in once e assi.

After Activity Based Costing

 

The more and more common awareness of the lack of a precise procedure useful for costing allocation made financial advisors consider other solutions.

Instead of selecting best drivers, managers have to set in the strongest action for reducing overheads: that only means indirect labor costs are transformed into direct costs.

In particular, blue collars (or staff working to a specific project) should fill in a scorecard where their activity – tied to a number of products – is promptly entered in terms of tipology, number of hours spent, destination, etc. That’s the so called “time reporting”.

As long as managers have to do their best to implement the highest organizational strength, workers will be requested to have daily care of exact records.

At the same time, some managers wouldn’t be able to streamline Cost Accounting System because of the alone consideration of the labor costs: if controller had to allocate other overheads such as workplaces, machineries or services, he would be allowed to overlook things – according to their minor importance compared to total expenditure – or choose again between traditional full costing and ABC.

Le aspettative sui tassi

Le parole del ministro Tremonti prima, espresse nel corso di una trasmissione televisiva dell’emittente pubblica, e poi del presidente Confindustria Marcegaglia dichiarate durante l’assemblea degli industriali di Cremona (fonte: www.ilsole24ore.com), hanno il comune denominatore della statistica basata sulle rilevazioni empiriche più recenti.

Entrambi hanno fatto riferimento al rallentamento – registrato sia nel nostro Paese che a livello mondiale – della caduta degli ordini e del fatturato che riguarda i principali settori economici, e di conseguenza alla speranza che il peggio della crisi economica e finanziaria sia ormai passato. A supporto delle proprie asserzioni sulla fine della grande paura, Tremonti ha citato pure gli interventi governativi a sostegno dell’economia americana, con evidenti riflessi sulle scelte nostrane operate dal Ministero dell’Economia in materia dei c.d. Tremonti bond (http://www.questidenari.com/?p=333).

Gli ultimi dati sul traffico e sul commercio, così come recepiti dagli operatori di Borsa, si sono tramutati nel senso di un’inversione di tendenza sui tassi che ha finito per coinvolgere anche l’Euribor, il tasso interbancario a cui guardano con attenzione coloro che hanno contratto un mutuo casa a tasso variabile.

Se è vero che la settimana scorsa ci siamo trovati di fronte a segnali ancora timidi, è altrettanto vero che gli ultimi rialzi dell’Euribor a un mese hanno indotto gli analisti a ritenere prossima la fine della parabola discendente dei tassi.

Ma se il Centro Studi Confindustria indica difficoltà ancora per qualche mese, e i governi nazionali maggiormente alle prese con interventi a sostegno del sistema economico-finanziario dichiarano che l’economia globale ancora non fornisce indicazioni attendibili di uscita dalla crisi, le previsioni di ripresa delle Borse sono da considerarsi eccessivamente ottimistiche?

O forse, come qualcuno ha dichiarato, le aspettative degli operatori sono sempre esagerate in un senso o nell’altro, e il passaggio dal catastrofismo all’euforia è piuttosto repentino.

Traditional full costing vs ABC /2

 

A lot of financial advisors has been searching for the best practice of allocation for many years: they didn’t consider “traditional full costing” as a scientific method, so something new had to be made up.

The approach called Activity Based Costing considers business as the sum of many activities: unlike traditional full costing, business is considered in horizontal manner because every activity adds a piece of value on to the product.

At first, the controller must choice a number of activities that represent the utilization of inputs, the consumption of which has accounted for the indirect costs.

Secondly, controller’s choice directs overheads to every activity: the best distributive key must be chosen.

Finally, controller must choose the so called cost drivers, because the total of costs referred to each activity needs to be allocated to each product.

Everybody can see that managers enforce this method with using much discretionary power as it was when they used traditional methods.

No difference for using discretionary power, and no difference for necessary carefulness – what’s the best method?

After having used both methods, nobody has demonstrated a relevant gap between traditional full costing and ABC, because each one could be accurate or inaccurate, easy or complicated, fast or slow, cheap or expensive: it all depends on the accuracy used by controller who decides the amount of money and time that has to be spent chance by chance.


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