Previsioni Euribor 3 mesi del 22 febbraio 2013

Se le intenzioni della Bce furono quelle di raffreddare le tensioni sul mercato interbancario con le aste a tre anni del dicembre 2011 e del febbraio 2012, con risultati apprezzabili per la veloce discesa dei tassi Euribor, la motivazione che ora spinge le banche europee a rimborsare cifre relativamente basse va ricercata proprio nella rimozione incompleta delle cause scatenanti le stesse problematiche di allora. Ne rimane coinvolto l’accesso alle linee di credito, mantenutosi piuttosto oneroso per alcuni istituti localizzati nella zona periferica. Ad esempio il rischio-Paese per le banche italiane in attesa dell’esito elettorale, mescolato ai rischi derivanti da bilanci imbottiti di debito pubblico nostrano per motivi di arbitraggio, fornisce spiegazione sullo scarso contributo alle restituzioni settimanali proveniente dall’Italia.

La comunicazione ultima da fonte Bce indica per il prossimo mercoledi rimborsi complessivi per 1,744 miliardi di euro relativi alla Ltro 2011 e per oltre 61,092 miliardi di euro in occasione della prima “finestra” della Ltro 2012.

I dati, di nuovo inferiori alle attese, giungono al termine di una settimana che ha visto i tassi Euribor proseguire in discesa al ritmo lento di qualche millesimo: Euribor 3 mesi fissato a 0,218% il 22 febbraio 2013; Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a quota 0,119%, 0,352% e 0,581%.

Venerdi Euribor 1-2-3 settimane a 0,081%, 0,09% e 0,101%.

Gli operatori di Londra, nell’ultima settimana come nelle due precedenti di febbraio, hanno proceduto a correggere verso il basso i tassi future perché inizialmente erano stati influenzati da attese di restituzioni abbondanti e da prospettive economiche dell’area Euro affette da ottimismo eccessivo, pur nel grigiore delle cifre stimate ai primi dell’anno. Le ultime due sedute hanno comportato limature dell’Euribor 3 mesi, adeguato ai livelli correnti per la scadenza di metà marzo (0,21%) e valutato appena due centesimi sopra per metà anno (0,23%) secondo le previsioni del 22/02/2013 sul mercato Liffe.

Giovedi scorso Eonia a quota 0,07% e diminuzione di circa 9 miliardi di euro in sette giorni per la somma fra depositi giornalieri presso Bce e conti correnti (totale euro 585 mld).

(per le previsioni della prossima settimana sui tassi variabili dei mutui: “Previsioni Euribor 3 mesi del 1° marzo 2013“)

Asta del 27 febbraio 2013: Btp 5 anni e Btp 10 anni

Il MEF ha disposto per mercoledi 27 febbraio 2013, in asta marginale e con regolamento 1° marzo 2013, il collocamento dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali quinquennali e decennali.

I Btp 5 anni (ISIN IT0004867070, decorrenza 01/11/2012, scadenza 01/11/2017, tasso d’interesse annuo lordo 3,5%, data pagamento cedola 1° maggio 2013, giorni dietimi 120) sono offerti in nona tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 1,75 miliardi di euro ad un massimo di 2,5 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo del 2,94% nella precedente asta dello scorso 30 gennaio. Nella mattinata di mercoledi i Btp quinquennali hanno fatto registrare rendimento lordo in salita al 3,59%, prezzo di aggiudicazione 99,75 e rapporto di copertura 1,61 derivante da richieste per oltre 4,03 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

I Btp 10 anni (decorrenza 01/03/2013, scadenza 01/5/2023, tasso d’interesse annuo lordo 4,5%, data pagamento cedola 1° maggio 2013, giorni dietimi 0; prima cedola corta con tasso lordo pari a 0,758287% corrispondente ad un periodo di 61 giorni su un semestre di 181 giorni, scadenza cedole successive: 1° novembre e 1° maggio di ogni anno) sono offerti in prima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 3 miliardi di euro ad un massimo di 4 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo del 4,17% nella precedente asta dello scorso 30 gennaio. I Btp decennali (ISIN IT0004898034), nella mattinata di mercoledi, hanno fatto registrare rendimento lordo in salita al 4,83%, prezzo di aggiudicazione 97,81 e rapporto di copertura 1,65 derivante da richieste per oltre 6,61 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per la prossima asta dei Btp 5 anni e dei Btp 10 anni: “Asta del 27 marzo 2013: Btp 5 anni e Btp 10 anni“)

Asta Bot semestrali del 26 febbraio 2013

Con regolamento 28/02/2013 e sistema di collocamento dell’asta competitiva, il MEF ha disposto per martedi 26 febbraio 2013 l’emissione dei Buoni Ordinari del Tesoro semestrali.

I Bot 6 mesi hanno scadenza 30 agosto 2013 (durata 183 giorni), sono offerti per un importo pari a 8,75 miliardi di euro ed avevano fatto registrare rendimento medio ponderato dello 0,731% nell’asta dello scorso 29 gennaio.

Nella mattinata di martedi successiva alle elezioni politiche, i Bot semestrali (ISIN IT0004892656, emissione 28/02/2013), assegnati in prima tranche per l’intero importo offerto, hanno fatto segnare rendimento medio ponderato in salita all’1,237%, prezzo medio ponderato 99,375 ed hanno ricevuto richieste per oltre 12,59 miliardi di euro (rapporto di copertura 1,44). Il rendimento dei Bot 6 mesi scende al rendimento semplice netto minimo dello 0,691%, secondo Assiom Forex, una volta applicata la ritenuta fiscale e sottratte le commissioni bancarie massime.

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per l’asta Bot 6 mesi del mese prossimo: “Asta Bot semestrali del 26 marzo 2013“)

CTZ, BTP€i 10 anni e BTP€i 15 anni: asta 25 febbraio 2013

Per lunedi 25 febbraio 2013, con regolamento 28/02/2013, il MEF ha disposto il collocamento in asta marginale dei Certificati di credito del Tesoro “Zero coupon”, dei Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’Area Euro decennali e dei BTP€i 15 anni.

I Ctz (ISIN IT0004890890, emissione 31 gennaio 2013, scadenza 31 dicembre 2014) sono offerti in terza tranche per ammontare nominale da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 3 miliardi di euro ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari all’1,434% nell’asta dello scorso 28 gennaio. Nella mattinata di lunedi i Ctz 24 mesi, assegnati per quasi 2,82 miliardi di euro (rapporto di copertura 1,65 derivante da richieste per quasi 4,64 miliardi di euro), hanno fatto segnare rendimento lordo in salita all’1,682% e prezzo di aggiudicazione pari a 96,98.

I seguenti titoli sono emessi per ammontare complessivo da un minimo di 500 milioni di euro ad un massimo di 1,25 miliardi di euro.

I BTP€i 10 anni (ISIN IT0004604671, decorrenza 15 marzo 2010, scadenza 15 settembre 2021, cedola al tasso d’interesse reale 2,1% annuo, data pagamento cedola 15 marzo 2013, giorni dietimi 166) sono offerti in ventiseiesima tranche ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari al 3,33% nell’asta dello scorso 26 ottobre 2012. I BTP€i decennali, nella mattinata di lunedi, hanno fatto segnare rendimento lordo al 2,79%, prezzo di aggiudicazione 94,90 e rapporto di copertura 1,76 derivante da richieste per oltre 1,65 miliardi di euro (importo assegnato pari a 941 milioni di euro).

I BTP€i 15 anni (ISIN IT0004735152, decorrenza 15 marzo 2011, scadenza 15 settembre 2026, cedola al tasso d’interesse reale 3,10% annuo, data pagamento cedola 15 marzo 2013, giorni dietimi 166) sono offerti in ottava tranche ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari al 3,49% nell’asta dello scorso 27 novembre 2012. I BTP€i 15 anni, nella mattinata di lunedi, hanno fatto segnare rendimento lordo al 3,23%, prezzo di aggiudicazione 98,91 e rapporto di copertura 3,31 derivante da richieste per oltre 1,02 miliardi di euro (importo assegnato pari a 309 milioni di euro).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per la prossima asta dei Ctz: “CTZ, BTP€i 5 anni e BTP€i 15 anni: asta 25 marzo 2013“)

(per la prossima asta dei BTP€i 15 anni ISIN IT0004735152: “Asta 25 giugno 2013: Ctz, BTP€i 5 anni e BTP€i 15 anni“)

(per la prossima asta dei BTP€i 10 anni: “Asta 25 settembre 2013: Ctz e BTP€i 10 anni“)

Previsioni Euribor 3 mesi del 15 febbraio 2013

Con l’annuncio di altri 3,79 miliardi di euro per mercoledi prossimo (quarta “finestra”) che porteranno i rimborsi volontari per l’operazione straordinaria del 2011 con durata trentasei mesi a superare il totale di 149 mld, si stabilizza verso il basso il quantitativo di denaro restituito dalle banche europee e tornano a scendere tutte le scadenze dei tassi di mercato: Euribor 3 mesi fissato 0,225% in data 15/02/2013; 0,12%, 0,363% e 0,593% rispettivamente per l’Euribor a 1-6-12 mesi.

Sul brevissimo Euribor 1-2-3 settimane a 0,081%, 0,091% e 0,101%: tra questi soltanto il primo in discesa in relazione alle quotazioni del giorno 8.

Bene in linea col quadro descritto dalle cifre, il contenuto dell’ultimo bollettino Eurotower ha rimandato al prossimo anno la crescita del Pil nell’Eurozona ed ha ritoccato verso il basso anche le stime dell’inflazione che riducono la probabilità di una stretta monetaria: proprio giovedi scorso i tassi impliciti nei futures sull’Euribor hanno subito le correzioni più importanti lungo l’intera scaletta.

A confronto con i tassi di sette giorni fa, invece, gli operatori sul Liffe confermano i precedenti valori mantenendo la previsione di un tasso Euribor 3 mesi in rialzo sul fixing corrente: al 15 febbraio 2013 le scadenze da marzo (0,24%) a dicembre di quest’anno (0,39%) perdono soltanto da uno a tre centesimi.

Giovedi scorso differenziale Euribor-Ois a 12,6 basis points, Eonia giù a 0,066% e totale depositi overnight presso Bce più conti correnti sceso a 594 miliardi di euro.

(per le previsioni della settimana prossima sui tassi variabili dei mutui: “Previsioni Euribor 3 mesi del 22 febbraio 2013“)

Previsioni Euribor e Irs a febbraio 2013

Almeno per questo mese ancora, con la discesa dell’inflazione e la stima del vicino raggiungimento dell’obiettivo 2%, non saranno i tassi base confermati dalla Bce (P/T 0,75%; tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale 1,5%; tasso sui depositi 0%) a determinare cambiamenti nelle condizioni di scambio della liquidità sul mercato interbancario.

Piuttosto la quantità di denaro restituito a discrezione delle banche europee, qualificata dalla provenienza core o periferica, è la variabile che determina la direzione dell’Euribor 3 mesi: due settimane fa, sulla scorta del primo cospicuo rimborso da 137,2 miliardi di euro senza dubbio superiore alle attese, il tasso era salito velocemente ma poi, nel corso dell’ultima settimana, è tornato in lieve discesa a causa della deludente seconda tranche che ha comportato la restituzione di appena 3,4 miliardi. Infine, dopo la diffusione dell’annuncio di venerdi mattina sui 5 miliardi di euro relativi alla prossima terza “finestra” con valuta 13 febbraio, l’Euribor 3 mesi ha ripiegato a 0,227% (fixing 8 febbraio 2013).

Il processo di restituzione del denaro, produttivo di effetto opposto alla discesa dei tassi giunti ai minimi storici nell’anno 2012, dovrebbe comunque originare variazioni marginali, oltre che ritardate per via dei meccanismi a media mobile, sulle rate di mutuo a tasso variabile se è vero che (stima Bce) l’eccesso di liquidità nel sistema continuerà ad aggirarsi sui 200 miliardi di euro quando saranno stati completati i rimborsi relativi al secondo finanziamento triennale; inoltre la politica monetaria rimarrà accomodante ovvero la Bce sarà pronta ad offrire liquidità in base alle esigenze (in ogni caso il Direttivo rimane fermo nella posizione di non sperimentare tassi negativi: cfr. depositi overnight, giovedi a 152 miliardi di euro che sommati ai conti correnti fanno un totale in aumento a quota 602 miliardi).

Si aggiunga la difficoltà di ipotizzare restituzioni immediate e considerevoli quando si valuta la proporzione di oltre il 60% della liquidità erogata (con entrambe le Ltro) alle banche italiane e spagnole che hanno investito su titoli pubblici a cedola ben più alta del costo di fornitura del denaro. Come si nota dai tassi future che gli operatori del Liffe hanno corretto nell’ultima settimana, l’Euribor 3 mesi dovrebbe aumentare a quota 0,25% per metà marzo e proseguire con lievi rialzi superando la soglia dello 0,4% per fine anno.

Le ultime stime Bce, confortate dal dato mensile positivo riguardante gli ordinativi dell’industria manifatturiera tedesca nel dicembre ‘12, hanno consentito di ribadire le aspettative per la ripresa dell’economia europea nella seconda parte dell’anno.

Se alla fiducia per l’uscita dall’attuale fase recessiva continua ad accompagnarsi la visione dell’istituto centrale europeo come agente a contrasto della speculazione e si procede a stimare nell’importo di circa 200 miliardi di euro la liquidità che quest’anno dovrebbe percorrere la strada inversa per tornare sui Paesi periferici, rispetto ai 900 trasferiti verso Germania e altri virtuosi nel corso dell’ultimo quinquennio, allora si comprende che l’orientamento dei gestori professionali è rivolto ad alleggerire il peso dei Bund nel portafoglio.

Tuttavia, dopo un mese di gennaio trascorso allegramente, l’attuale fase di risk-off risulta condizionata dai fattori negativi per l’incertezza sull’esito delle elezioni politiche italiane, dalle quali potrebbe uscire una classe dirigente incline alla frammentazione economica e finanziaria europea, per l’inchiesta giudiziaria sul Monte dei Paschi di Siena e per lo scandalo che tocca il partito del primo ministro spagnolo: in questo senso può essere letta la variazione in aumento del future sul Bund nello stesso giorno di venerdi scorso in cui tutte le Borse europee hanno chiuso positive, il decennale tedesco ha guadagnato un punto base in termini di rendimento finendo a quota 1,61% e si è realizzato un leggero restringimento dello spread italiano a 294 punti base.

E’ ipotizzabile pertanto che l’Irs 10 anni (fixing 1,88% in data 8 febbraio 2013), dopo una fase di propensione al rischio che lo ha spinto fino all’1,94% al termine di gennaio, abbia iniziato ad attraversare un periodo caratterizzato dal protrarsi o dall’aggravamento delle criticità indicate: ne deriverebbero conseguenze in termini di stabilità o lieve contrazione dei tassi per le prossime settimane.

(per le previsioni sui tassi variabili dei mutui per la prossima settimana: “Previsioni Euribor 3 mesi del 15 febbraio 2013“)

(per le previsioni del mese prossimo sui tassi fissi dei mutui: “Previsioni Euribor e Irs a marzo 2013“)


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