Previsioni Euribor del 27 febbraio 2015

A poche ore dalla riunione del consiglio direttivo Bce del 5 marzo, quando dovrebbero emergere dettagli tecnici sulla data iniziale del Quantitative Easing, non ci sono circostanze di rilievo che turbano la tranquillità del mercato interbancario: l’Euribor 3 mesi, fissato venerdi 27/02/2015 a 0,039%, in settimana ha seguito il trend calante dei tassi sulle scadenze 6-12 mesi (0,11% e 0,233%) grazie all’ampia liquidità erogata coi p/t a sette e novantuno giorni, sostitutiva di quella restituita per 83 miliardi di euro (residua Ltro 2012). L’Euribor 1 mese, sotto zero nelle ultime due sedute, chiude a -0,005% (fonte dati: Aritma).

Brevissimo stabile e negativo fino a giovedi.

Quasi sempre contrassegnate dalla salita dei futures, le sedute sul mercato di Londra hanno evidenziato già da lunedi l’immediato ripensamento sui tassi più vicini in scaletta e la trascuratezza delle informazioni positive di provenienza Ifo tedesco, in rialzo a febbraio, e indicatori sulla fiducia di consumatori ed imprese di commercio al dettaglio (Economic Sentiment Indicator calcolato dalla Commissione europea). L’attenzione, come ovvio, è fortemente puntata sugli acquisti di titoli pubblici europei e solo in parte sull’atteggiamento della banca centrale americana che non affretta l’avvio della politica monetaria restrittiva.

Dal grafico si osservano il generale movimento di contrazione delle attese sui tassi rispetto a venerdi scorso, in particolare l’azzeramento dell’Euribor 3 mesi in corrispondenza del periodo tra settembre prossimo e marzo 2016, e la maggiore incidenza delle limature sul breve termine (oltre cinque centesimi per metà giugno: 0,005%) piuttosto che sulle scadenze 2016.

Il 27 febbraio 2015 l’Euribor 3 mesi è visto superare quota 0,2% soltanto nel 2018.

Depositi overnight giovedi usati per 34 miliardi di euro; conti correnti presso Bce a quota 230 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 6 marzo 2015”)

Asta 26 febbraio 2015: BTP 5 anni, BTP 10 anni e CCTeu

Il MEF ha disposto per giovedi 26 febbraio 2015, in asta marginale e con regolamento 2 marzo 2015, il collocamento dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali, quinquennali e decennali, e relativi ai Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor.

I Btp 5 anni (ISIN IT0005069395, emissione 1° dicembre 2014, scadenza 1° dicembre 2019, tasso d’interesse annuo lordo 1,05%, data pagamento cedola 1° giugno 2015, giorni dietimi 91) sono offerti in settima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 2,5 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo dello 0,89% nell’asta dello scorso 29 gennaio.

Nella mattinata di giovedi i Btp quinquennali hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa al minimo storico dello 0,56%, prezzo di aggiudicazione 102,31 e rapporto di copertura 1,59 derivante da richieste per quasi 3,984 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

I Btp 10 anni (decorrenza 2 marzo 2015, scadenza 1° giugno 2025, tasso d’interesse annuo lordo 1,5%, data pagamento cedola 1° giugno 2015, prima cedola corta con tasso lordo pari a 0,375000% corrispondente ad un periodo di 91 giorni su un semestre di 182 giorni, scadenza cedole successive il 1° dicembre ed il 1° giugno di ogni anno, giorni dietimi 0) sono offerti in prima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 3,5 miliardi di euro ad un massimo di 4,5 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo dell’1,62% nell’asta dello scorso 29 gennaio.

Nella mattinata di giovedi i Btp decennali (ISIN IT0005090318) hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa al minimo storico dell’1,36%, prezzo di aggiudicazione 101,40 e rapporto di copertura 1,53 derivante da richieste per quasi 6,886 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

I CCTeu (ISIN IT0005056541, decorrenza 15 giugno 2014, scadenza 15 dicembre 2020, tasso annualizzato 0,979%, spread 0,8%, tasso cedolare semestrale 0,495%, cedola in pagamento il 15 giugno 2015, giorni dietimi 77) sono offerti in undicesima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 1,25 miliardi di euro ad un massimo di 1,75 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo pari allo 0,87% nell’asta dello scorso 29 gennaio.

Nella mattinata di giovedi il rendimento lordo dei CCTeu è risultato in discesa al minimo storico dello 0,62%, il prezzo di aggiudicazione è stato pari a 102,07 ed il rapporto di copertura si è attestato a 1,59 derivante da richieste per oltre 2,779 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per la prossima asta dei CCTeu e dei Btp quinquennali e decennali: “Asta 30 marzo 2015: BTP 5 anni, BTP 10 anni e CCTeu”)

Previsioni Euribor 3 mesi del 20 febbraio 2015

Stabilità quasi perfetta, nel corso della settimana, per le quotazioni dei tassi Euribor 1 mese ed Euribor 3 mesi che chiudono a 0,001% e 0,048% (fixing del 20/02/2015 invariato sul dato a sette giorni e costante nelle ultime tre sedute).

Tassi in lieve discesa, invece, per le scadenze a sei e dodici mesi rispettivamente a 0,124% e 0,25% (fonte dati: Aritma).

Sul brevissimo i tassi sono risultati come di consueto negativi ma lievemente increspati giovedi, quando la vicinanza delle scadenze fiscali ha determinato fenomeni di assorbimento dell’eccesso di liquidità che, stimato in diminuzione per circa quaranta miliardi di euro, in ogni caso rimane sufficiente ad assicurare il corretto funzionamento del mercato.

I riflessi sul mercato Liffe, prima orientati al mantenimento delle previsioni di breve termine anche per via della decisione di incrementare sopra i 68 miliardi di euro i fondi di emergenza Ela per le banche elleniche, hanno trovato un epilogo sorprendente nella giornata di venerdi contrassegnata da indiscrezioni e conclusa col compromesso tra i ministri dell’Eurogruppo e la Grecia che guadagna altri quattro mesi in ordine all’estensione dell’attuale programma di aiuti finanziari. Con la rivisitazione al rialzo dell’Euribor 3 mesi a 0,06% fino a metà anno e a 0,045% per metà dicembre prossimo, gli operatori di Londra sembrano intenzionati a traslare in avanti nel tempo gli effetti del Quantitative easing.

Sul tratto a medio termine della curva dei tassi attesi, secondo le previsioni del 20 febbraio 2015, non sono visibili le increspature causate martedi dal contributo dell’indice Zew sulle aspettative degli investitori tedeschi che a febbraio è risultato in rialzo sui massimi da un anno.

In aggiunta, dopo la lettura flash dell’indice composito Markit PMI dell’Eurozona che a febbraio ha fatto segnare il valore record su sette mesi, venerdi rimangono invariati i derivati tra dicembre 2016 e settembre 2017, scadenze per le quali i tassi Euribor 3 mesi saliranno dallo 0,07% allo 0,175%.

Depositi overnight usati giovedi per 41 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 223 mld.

Meno di 9 miliardi di euro in rientro anticipato per l’operazione Ltro 2012, prima della scadenza del 26 febbraio.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 27 febbraio 2015”)

Asta Bot semestrali del 25 febbraio 2015

Con regolamento 27 febbraio 2015 e sistema di collocamento dell’asta competitiva, il MEF ha disposto per mercoledi 25 febbraio 2015 l’emissione dei Buoni Ordinari del Tesoro semestrali.

I Bot 6 mesi (ISIN IT0005086084, emissione 27 febbraio 2015, scadenza 31 agosto 2015, durata 185 giorni) sono offerti in prima tranche per un importo pari a 7 miliardi di euro ed avevano fatto registrare rendimento medio ponderato pari allo 0,16% nell’asta dello scorso 28 gennaio.

Nella mattinata di mercoledi i Bot semestrali, assegnati per l’intero importo offerto, hanno fatto registrare rendimento medio ponderato in discesa al minimo storico dello 0,09%, prezzo medio ponderato 99,954 ed hanno ricevuto richieste per quasi 12,636 miliardi di euro (rapporto di copertura 1,81).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per la prossima asta dei Bot 6 mesi: “Asta Bot semestrali del 27 marzo 2015”)

Asta Ctz e BTP€i 15 anni del 24 febbraio 2015

Con regolamento 26 febbraio 2015 e sistema di collocamento dell’asta marginale, il MEF ha disposto per martedi 24 febbraio 2015 l’emissione dei Certificati di credito del Tesoro “Zero coupon” e dei Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’Area Euro a scadenza quindici anni.

I Ctz (emissione 26 febbraio 2015, scadenza 27 febbraio 2017) sono offerti in prima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2,5 miliardi di euro ad un massimo di 3 miliardi di euro ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari allo 0,281% nell’asta dello scorso 27 gennaio.

Nella mattinata di martedi i Ctz 24 mesi (ISIN IT0005089955), assegnati per l’importo massimo offerto (rapporto di copertura 1,49 derivante da richieste per oltre 4,484 miliardi di euro), hanno fatto segnare rendimento lordo in discesa al minimo storico dello 0,219% e prezzo di aggiudicazione pari a 99,562.

I BTP€i 15 anni (ISIN IT0004735152, decorrenza 15 marzo 2011, scadenza 15 settembre 2026, cedola al tasso d’interesse reale 3,10% annuo, data pagamento cedola 15 marzo 2015, giorni dietimi 164) sono offerti in ventesima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 500 milioni di euro ad un massimo di 1 miliardo di euro ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari all’1,68% nell’asta dello scorso 28 ottobre.

I BTP€i 15 anni, nella mattinata di martedi, hanno fatto segnare rendimento lordo in discesa allo 0,62%, prezzo di aggiudicazione 127,56 e rapporto di copertura 1,8 derivante da richieste per oltre 1,802 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per la prossima asta dei Ctz e dei BTP€i 15 anni: “Asta Ctz, BTP€i 10 anni e BTP€i 15 anni del 26 marzo 2015”)

Previsioni Irs del 13 febbraio 2015

Nell’ultima settimana di gennaio, prima ancora che il Pil americano facesse registrare un incremento inferiore alle attese nel 4° trimestre, la Federal Reserve ribadiva di non avere fretta ad alzare i tassi di interesse ed aiutava il Treasury a mantenersi alto.

Allo stesso tempo le preoccupazioni per le dichiarazioni dei politici greci neoeletti, in contrasto con i programmi di austerità, tenevano banco in Europa rafforzando gli acquisti-rifugio: il nuovo minimo storico per il rendimento del Bund (0,30%) arrivava il giorno successivo al nuovo minimo dell’Irs 10 anni, toccato il 29 gennaio a 0,69%.

A febbraio, invece, si è presentata una novità: non più è il Quantitative easing a muovere il mercato ma la questione Grecia, caratterizzata in questa fase dal braccio di ferro tra i nuovi governanti insofferenti all’austerity e la Germania con cui si è apertamente schierata la Bce attraverso la decisione di non accettare più bond ellenici a garanzia. Investitori alla finestra in attesa di una soluzione.

In tale contesto il rendimento del decennale tedesco ha interrotto la serie dei minimi storici e innescato una fase di stabilità per l’Irs che non è stata turbata neppure da un’estemporanea discesa del governativo Usa.

Venerdi il Pil 4° trimestre accresciuto nell’Eurozona ha fatto sentire i propri effetti sul Bund ma, una volta superata la questione politica market mover del momento, il mercato tornerà a premiare la qualità del titolo tedesco.

Se da un lato si verifica la stabilità dell’Irs 10y, che staziona poco sopra quota 0,7% da metà gennaio e fa segnare 0,71% (fixing 13/02/2015) per il terzo venerdi di seguito, e dall’altro scende il future sul Bund a scadenza marzo, le previsioni Irs 10 anni per la fine del mese vengono ritoccate verso l’alto a quota 0,52% rispetto al valore indicato a gennaio. Prosegue il trend ribassista anche per fine marzo, quando l’Irs 10 anni è previsto a 0,39%.

(per le attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni del prossimo 6 marzo: “Previsioni Euribor e Irs del 6 marzo 2015”)


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