Previsioni Euribor del 30 dicembre 2015

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 30 dicembre 2015)In questo fine anno il tasso Euribor 3 mesi si è mantenuto molto stabile e non è mai andato sotto il minimo storico del 17 dicembre; fixing -0,132% il 30/12/2015, medesima quotazione di martedi.

tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 30 dicembre 2015)Anche la liquidità di sistema, dopo la sospensione del programma di acquisti decisa dalla Bce fino ai primi dell’anno prossimo, è rimasta stabile attorno ai 630 miliardi di euro in termini di eccedenza.

Movimenti minimi nelle ultime sedute hanno caratterizzato pure i tassi Euribor 6-12 mesi, fissati rispettivamente a -0,041% e 0,059% (fonte dati: Aritma); più vivace l’Euribor 1 mese, sceso mercoledi a -0,206%.

La scadenza tecnica di fine anno ha influenzato l’Euribor 1 settimana, in risalita dai minimi di quota -0,252% toccati nella 52-esima settimana.

In assenza di notizie economiche, i movimenti dei futures sul mercato Liffe hanno seguito le vicende del comparto obbligazionario dove, prima di Natale, l’incertezza derivante dalle urne della Spagna ha increspato i rendimenti.

I volumi ridotti hanno contribuito a delineare un quadro altalenante di giorno in giorno che nel complesso ha spinto la curva dei tassi attesi verso l’alto secondo differenziali crescenti fino al 2020 (cfr. previsioni di venerdi 18). Fanno eccezione le scadenze più vicine, principalmente influenzate dal mercato interbancario, per le quali il tasso Euribor 3 mesi è confermato in discesa a -0,165% per metà marzo 2016 e poi visto a -0,185% tre mesi dopo.

Il 30 dicembre 2015 i tassi impliciti nei derivati indicano quota 0,32% per fine 2018 e 0,67% per fine 2019.

Martedi depositi overnight usati per 183 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 560 miliardi.

(per le attese di inizio anno prossimo sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor dell’8 gennaio 2016”)

Previsioni Euribor del 18 dicembre 2015

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 18 dicembre 2015)

Non ci sono novità di particolare rilievo fino al primo trimestre 2017 sui tassi impliciti nei futures del mercato Liffe al termine di una settimana caratterizzata sia dalla presenza sempre massiccia della liquidità di sistema, attorno ai 620 miliardi di euro in termini di eccesso, sia da una certa difficoltà nella circolazione delle riserve bancarie, come segnala l’uso dei depositi Bce in salita a 187 miliardi (nonostante la penalizzazione -0,3%). Il rallentamento dell’attività sul mercato interbancario in vista del fine anno interrompe la caduta dell’Euribor 3 mesi, fissato il 18/12/2015 a -0,131%, comunque 3 millesimi sotto il riferimento di venerdi scorso.

Nessuna increspatura giornaliera, invece, per i rimanenti tassi: Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,199%, -0,041% e 0,058% (fonte dati: Aritma).

Giovedi scorso Euribor 1 settimana a -0,249%, sempre in avvicinamento al nuovo limite.

tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 18 dicembre 2015)La revisione delle attese al rialzo a partire da metà 2017, che nel confronto tra le curve a sette giorni ha prodotto differenze fino a 6 centesimi, già da lunedi è stata alimentata principalmente dal rimbalzo in ottobre della produzione industriale in area euro, dalla lettura prima dell’indice Zew a dicembre sopra il consenso e poi dell’indice composito preliminare Markit PMI dell’Eurozona di dicembre che ha chiuso il trimestre di crescita più forte negli ultimi quattro anni e mezzo.

Fino a mercoledi, pertanto, i dati diffusi hanno spinto nello stesso verso dell’annunciato rialzo dei tassi di interessi Usa.

Successivamente, invece, i contenuti molto soft delle parole espresse dalla governatrice Janet Yellen sulla gradualità delle prossime misure, legate alla risalita dell’inflazione, ed il calo dell’indice Ifo hanno riassorbito parte dei movimenti.

Il 18 dicembre 2015 l’Euribor 3 mesi è visto a -0,165% per metà marzo e poi ancora in discesa fino a settembre 2016, quando raggiungerà quota -0,2% tenendosi a distanza dal limite del tasso sui depositi.

L’Euribor 3 mesi proseguirà fino al primo trimestre 2018 (-0,005%) ad erodere la maggiorazione applicata per computare gli interessi passivi nei vecchi mutui a tasso variabile. Nel periodo seguente, sulla base delle attuali previsioni inflazionistiche, il beneficio per i mutuatari sarà rappresentato dal solo abbattimento del tasso reale.

(per le attese di fine anno 2015 sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 30 dicembre 2015”)

Previsioni Euribor dell’11 dicembre 2015

Dopo il sostanzioso ripensamento delle aspettative che aveva fatto seguito alla riunione della Banca centrale europea, la visione sui tassi di interesse torna ad assumere profili di razionalità consoni ai dati sugli scambi effettivi di denaro e allo stato dell’economia.

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 11 dicembre 2015)

Se nel primo giorno del periodo di mantenimento della riserva obbligatoria l’utilizzo dei depositi overnight non ha eguagliato l’ammontare di ottobre, tuttavia la cifra totale comprensiva dell’uso dei conti correnti presso Bce ha toccato il nuovo massimo a due anni superando quota 702 miliardi, specchio di una condizione di eccesso di liquidità avviato verso i seicento miliardi di euro.

Altra novità di rilievo, due giorni prima che divenisse operativo il tasso sui depositi a quota -0,3%, è stata rappresentata dal superamento del vecchio limite per l’Euribor 1 settimana, per la prima volta a quota -0,206%. Mercoledi Eonia a -0,235%.tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 11 dicembre 2015)

L’Euribor 3 mesi, superata l’incertezza di lunedi, è tornato a scendere giorno dopo giorno fino al nuovo minimo -0,128% dell’11 dicembre 2015.

Chiudono in diminuzione rispettivamente a -0,189%, -0,038% e 0,063% i tassi Euribor 1-6-12 mesi (fonte dati: Aritma).

Le notizie poco confortanti sui numeri espressi dalla Germania in materia di produzione industriale, importazioni ed esportazioni, come pure la conferma della crescita modesta del Pil europeo nel terzo trimestre dell’anno, completano il quadro di una settimana all’insegna della revisione al ribasso per i tassi attesi lungo tutta la scaletta.

La discesa dell’Euribor 3 mesi, -0,16% a marzo secondo le contrattazioni degli operatori sul mercato Liffe maturate in data 11/12/2015, procederà sempre più lentamente fino a dicembre 2016, quando raggiungerà il minimo di quota -0,195%.

Euribor 3 mesi in risalita nel secondo trimestre 2018, prossimo a transitare in territorio positivo secondo una rivisitazione dei tassi future che lima attorno ai dieci centesimi le previsioni della settimana scorsa. Come si osserva dal grafico, le correzioni degli operatori sul mercato di Londra seguono andamento sempre crescente nel tempo.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 18 dicembre 2015”)

Previsioni Euribor e Irs del 4 dicembre 2015

Le quotazioni dei derivati che incorporano le attese sui tassi di interesse, sia a breve che a medio-lungo termine, hanno preso la via del ribasso nella giornata di giovedi, dopo l’annuncio del taglio sul tasso dei depositi Bce allo 0,3% negativo e ancor prima che Mario Draghi comunicasse le ulteriori misure espansive nel corso della conferenza stampa. L’aumento della penalità per gli istituti che depositano fondi, effettivo dal 9 dicembre, velocizzerà la circolazione delle riserve bancarie.

Euribor 3 mesi vs Refi (2 gen 14 - 4 dic 15)

I ribassi dei futures sono quindi proseguiti, sia sul Liffe che sul telematico Eurex, quando gli operatori sono venuti a conoscenza dell’estensione temporale del programma Quantitative Easing fino a marzo 2017 e del reinvestimento della liquidità riveniente a scadenza dai titoli oggetto del programma (allo scopo di favorire la liquidità sul modello di comportamento Fed).

Euribor (360 gg.) - 4 dicembre 2015Tra le rimanenti misure annunciate, decise dal direttivo a larga maggioranza, non compare il potenziamento degli acquisti mensili, rimasti a quota 60 miliardi di euro: probabilmente questa lacuna in particolare, nel giorno successivo a quello in cui Eurostat aveva diffuso la stima preliminare di un tasso di inflazione in discesa sulla componente core, non è stata gradita dai mercati incluso quello di Londra, dove i tassi attesi a fine seduta sono stati rialzati fino all’eccezionale misura di sedici centesimi sulle scadenze di breve periodo.

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 4 dicembre 2015)

Se da un lato è comprensibile l’atteggiamento della Banca centrale, attenta a governare la politica monetaria prima della manovra Usa senza dare fondo a tutto il potenziale di fuoco di cui dispone e perciò intenzionata a produrre effetti più miti e graduali di quelli che i mercati davano per scontati già da molti giorni, dall’altro risulta ardua l’interpretazione dei movimenti per i tassi di interesse previsti quando le evidenze della curva mostrano l’andamento dell’Euribor 3 mesi molto appiattito sui minimi recenti per l’intero 2016 e ben al di sopra dell’attuale (ma tra pochi giorni abbattuto) limite di quota -0,2%. In altri termini, le congetture degli operatori di Londra sembrano passate da una fase di ottimismo troppo alto sulla prontezza e veemenza dell’azione Bce ad un momento di distacco emotivo: Euribor 3 mesi al minimo di -0,145 a settembre 2016, poco più di tre centesimi sotto il fixing.tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 4 dicembre 2015)

Il 4 dicembre 2015, mentre il panel di banche interpellate fissa l’Euribor 3 mesi a -0,113%, invariato a sette giorni ma in netto rialzo sulle ultime quotazioni nonostante l’eccesso di liquidità nel sistema sia cresciuto per oltre trenta miliardi di euro nel corso della settimana, gli operatori del Liffe stimano un calo molto lieve a -0,13% per marzo dell’anno prossimo.

Ultimi valori negativi per l’Euribor 3 mesi a fine 2017, sul tratto di curva che venerdi non riceve pressioni dal Markit Eurozone PMI di novembre sulle vendite al dettaglio in contrazione per la prima volta negli ultimi sette mesi.

Non cambia il senso dell’analisi sul mercato secondario, dove giovedi sia il Bund che il Btp decennale hanno guadagnato in termini di rendimento attorno ai 20 punti base spingendo il tasso Eurirs dallo 0,83% allo 0,94%.

Difatti nelle ultime tre settimane l’attenzione degli operatori si è focalizzata quasi esclusivamente sull’operatività attesa della Banca centrale europea: dato per certo il relativo intervento, le scelte di investimento hanno rispecchiato la stima dell’intensità espansiva.

curva Irs 10 anni (2 gen 14 - 4 dic 15)

Se nella seconda metà del mese scorso da un lato l’inflazione core negli Usa saliva all’1,9% a ottobre in prossimità del valore considerato ideale senza scuotere i rendimenti dei Treasury, dall’altro si assisteva all’abbassamento del rendimento del governativo tedesco, al mantenimento dello spread italiano (Btp apprezzato per via del tasso più elevato e della contestuale “copertura” Bce che ne contiene il rischio) e alla discesa dell’Irs 10y crollato a 0,83% il 20 novembre.

L’allargamento del differenziale tra titolo nordamericano e tedesco, considerato con successo nell’ipotesi rischiosa delle ultime previsioni, va inserito nell’ottica di brevissimo termine dato che alla lunga l’appeal indiscusso del governativo a stelle e strisce ed il tasso più alto finiranno per attirare i consensi e “obbligheranno” il benchmark europeo a proporre ritorni più allettanti.

A fine novembre, ad eccezione di un rialzo giornaliero nell’ordine dei 5 pb per il rendimento del Bund e per l’Irs 10Y quando il dato flash Pmi composito di novembre aveva segnalato il record di crescita e creazione posti di lavoro nell’eurozona negli ultimi quattro anni e mezzo, i tassi degli obbligazionari nell’Eurozona marcavano un calo generalizzato nell’arco settimanale, ancor più significativo se valutato nell’ottica della correlazione col governativo nordamericano rimasto piatto nei giorni precedenti la chiusura dei mercati Usa.

Eurirs - 4 dicembre 2015Venerdi 4 dicembre il mercato obbligazionario prosegue a correggere la rotta sull’ondata emotiva del giorno prima e fa salire ancora i rendimenti per Bund e Btp; l’Irs 10 anni arriva a quota 1%. Invece i governativi Usa continuano a ricevere apprezzamento, pur alla luce dei posti di lavoro creati a novembre che costituivano forse l’ultimo e decisivo indicatore da valutare ai fini della scelta restrittiva di metà mese.

Col prezzo del petrolio in calo per il mantenimento della produzione Opec, e con gli interrogativi sugli effetti immediati per i titoli pubblici europei che potranno derivare dall’orientamento monetario della Fed, secondo molti osservatori non propriamente restrittivo ma piuttosto indicativo dell’apertura di una nuova fase scevra dal concetto di denaro facile, l’Irs 10 anni è visto in discesa allo 0,68% per fine dicembre e allo 0,64% a fine gennaio secondo una rappresentazione che, in luogo delle banche centrali, rimette al centro dell’attenzione lo scenario economico globale incrinato dall’area europea e da quella emergente.futures sul Bund (Eurex, 4 dic 15)

Pertanto la risalita dei tassi nelle ultime sedute è considerata evento eccezionale, superabile nelle prossime settimane dall’avversione al rischio degli investitori e dal supporto agli acquisti della Bce la cui azione potrà essere ulteriormente rafforzata già dai primi mesi dell’anno nuovo.

(per le attese della settimana prossima sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor dell’11 dicembre 2015”)

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Irs del 30 dicembre 2015”)


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