Previsioni Euribor del 29 luglio 2016

Mercoledi scorso, nel primo giorno del nuovo periodo di mantenimento della riserva obbligatoria per le banche europee, ha superato quota mille miliardi di euro il totale degli utilizzi per i depositi overnight e per i conti correnti presso Bce: la liquidità abbondante ha portato al nuovo minimo storico l’Euribor 3 mesi (-0,298%) che poi chiude la settimana invariato a sette giorni su quota -0,297% (29/07/2016). tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 29 luglio 2016)

Stabili nel corso della settimana i tassi Euribor 1-12 mesi che chiudono rispettivamente a -0,371% e -0,049% (fonte dati: Aritma). Euribor 6 mesi a -0,186%.

Brevissimo poco sopra i minimi.

Tassi future limati lunedi e mercoledi quando, nell’ordine, l’indice di fiducia Ifo di luglio è risultato in calo rispetto a giugno e la Federal Reserve ha confermato i saggi base.

Venerdi, quindi, i derivati del Liffe rimangono sostanzialmente invariati dopo i dati Eurostat sul Pil, in rallentamento nel secondo trimestre e su base annua, e sull’inflazione preliminare in lieve aumento (inclusa quella core) su base annua. Nel finale di seduta: limature per i tassi previsti sul medio-lungo termine a causa della delusione per il Pil Usa del secondo trimestre.

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 29 luglio 2016)

Il 29 luglio 2016 i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi indicano un sostanziale mantenimento delle attese sul breve termine; da -0,31% di settembre, il parametro più utilizzato per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile scenderebbe fino al minimo -0,38% nel secondo trimestre del 2018.

Euribor 3 mesi di nuovo ai livelli attuali a fine 2019 e col segno positivo a metà 2021 (0,025%), undici centesimi sotto la previsione di venerdi scorso.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 5 agosto 2016”)

Previsioni Euribor e Irs del 22 luglio 2016

Le condizioni del sistema economico e finanziario europeo sono ancora sotto osservazione dopo il referendum britannico; la volatilità è aumentata ma i mercati hanno resistito all’incertezza anche grazie al supporto di liquidità erogata dalla Bce; non sono disponibili informazioni sufficienti a ridiscutere il criterio di scelta dei titoli oggetto degli acquisti programmati e al momento l’impatto della Brexit sull’inflazione attesa non è percepibile.

Euribor 3 mesi vs Refi

Queste le principali argomentazioni con cui Mario Draghi ha accompagnato l’annuncio sul mantenimento sia dei tassi base (Refi 0%, Deposit rate -0,4%), previsto dai mercati nell’ultima settimana, sia delle condizioni relative al programma Quantitative Easing.

I mercati finanziari, nei giorni precedenti la decisione di conservazione dello status quo, avevano continuato ad ignorare una moltitudine di dati, tra cui il taglio delle stime di crescita per l’economia mondiale operato dal Fmi; non a caso al termine della seduta di giovedi non sono state riscontrate variazioni nel prossimo biennio per i tassi previsti dagli operatori del Liffe, ed i listini azionari europei contrastati si sono inseriti coerentemente nel quadro dei titoli pubblici decennali invariati per Germania e Italia.Euribor (22 7 16)

Il 22 luglio 2016 l’Euribor 3 mesi viene confermato per la terza seduta al minimo storico -0,297% e rappresenta l’unica scadenza di tasso in discesa sul mercato interbancario nel corso della settimana.

Sempre venerdi sul mercato Liffe, nonostante il PMI Flash Markit dell’Eurozona mostri il rallentamento della crescita per l’attività economica a luglio vicino ai minimi in diciotto mesi, i tassi future subiscono lievissime increspature entro l’arco temporale dei prossimi due anni.

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 22 luglio 2016)

Dalla curva delle attese, in particolare, non traspare la diminuzione del numero di operatori che ritengono plausibile l’intervento dell’autorità monetaria a settembre quanto, piuttosto, la minore intensità dell’intervento della Banca centrale che, col passare del tempo, avrebbe a disposizione strumenti sempre meno numerosi ed efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo istituzionale. Il riferimento è alla disponibilità di titoli da rastrellare, ma anche al problema redditività (e non più solvibilità) delle banche commerciali su cui graverebbero ulteriori tagli dei tassi.

tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 22 luglio 2016)L’Euribor 3 mesi è visto in discesa fino al minimo -0,365% nel lungo tratto compreso fra le scadenze di dicembre 2017 e giugno 2018.

Nessuna variazione a sette giorni tra la fine del 2018, con l’Euribor 3 mesi a -0,345%, e la fine del 2019, con l’Euribor undici centesimi sopra.

In ottica tasso fisso, la partita post Brexit è stata vinta dalla Bce che ha impedito la temuta catastrofe sui mercati ed ha agito come forza stabilizzatrice.

Negli ultimi giorni di giugno proseguivano gli acquisti per i titoli di qualità sulla scia delle paure e della rivisitazione al ribasso delle stime economiche post-Brexit: il Bund procedeva senza indugio (-0,13%) e pure il Treasury toccava livelli di rendimento impensabili a dicembre 2015, quando la Fed annunciò al mondo l’inversione di rotta per i tassi di interesse.

La Commissione Ue consentiva alle banche commerciali italiane, affette da problemi per crediti deteriorati, di emettere bond garantiti dal Tesoro nazionale. La misura precauzionale, valida fino al termine dell’anno, metteva fine alle speculazioni sui Btp e faceva scendere il rendimento all’1,23%: l’Irs 10 scendeva con forza, andando oltre le previsioni di fine giugno, e arrivava a 0,34% il 1° luglio.

Irs 10 anni (22 luglio 2016)

Nella prima decade del mese il rendimento del Bund sprofondava al minimo storico -0,189% e l’Irs10 seguiva al minimo 0,28% dell’8 luglio anche grazie al decennale italiano sceso sotto i 120 punti base.

Non solo acquisti Bce, che pare abbiano iniziato ad accusare il problema della scarsità dei titoli disponibili. Il dopo referendum Brexit (iniziato col tonfo dei fondi immobiliari quotati a Londra e la marcatura stretta del mercato degli immobili commerciali) era caratterizzato da investitori che acquistavano titoli rifugio anticipando i tempi di quella che sarà una mossa obbligata: fondi comuni e altri organismi di investimento collettivo che, in base al proprio regolamento, non potranno investire sul titolo pubblico britannico in uscita dalla Ue.

L’altra sorpresa arrivava dal Treasury, sceso a 1,36%: nonostante a giugno l’economia Usa avesse creato 287 mila posti di lavoro, un dato nettamente superiore alle previsioni, non decollavano le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Fed entro fine anno perché altre preoccupazioni allontanavano l’ipotesi, prima fra tutte la Brexit.

Infine la settimana scorsa era caratterizzata da rialzi dei rendimenti, in concomitanza col recupero delle Borse, a probabile conclusione della fase iniziale di assestamento nell’immediato post Brexit.

Irs (22 7 16)Gli operatori non sembravano più interessati al petrolio, saldamente sotto quota 48 e 46 dollari per Brent e WTI (produzione in calo ma prevalenza dell’eccesso di carburanti raffinati fino a poco tempo prima), né alle cifre macroeconomiche (Treasury quasi invariato dopo i dati positivi su vendite al dettaglio e produzione industriale) perché si attendevano una continuazione della politica largamente accomodante della Bce.

Il confronto tra i numeri prima e dopo il referendum britannico indicano il Bund quasi invariato, il Btp in calo per una ventina di punti base grazie all’azione protettrice della banca centrale ed il tasso Irs 10 anni sceso a 0,37% (fixing 22 luglio) secondo un andamento lineare da inizio maggio, una volta epurata la parentesi dello shock per il voto UK.

futures sul Bund (Eurex, 22 luglio 2016)Il campo di variazione dei rendimenti dei titoli Usa, Germania e Italia sembra essersi spostato verso il basso, mentre prevale l’idea che un eventuale taglio dei tassi americani avverrebbe soltanto dopo l’elezione del Presidente, ovvero a fine anno.

Le previsioni per fine luglio indicano discesa verso quota 0,3% per il tasso Eurirs 10 anni e quote inferiori per fine agosto: tuttavia, la scarsità dei volumi di scambio tipica del periodo estivo centrale potrebbe alterare sensibilmente i prezzi delle obbligazioni e rendere il percorso evolutivo ulteriormente accidentato.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 29 luglio 2016”)

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Irs del 19 agosto 2016”)

Previsioni Euribor del 15 luglio 2016

Con l’eccesso di liquidità sistemica in lieve contrazione, il 15 luglio 2016 l’Euribor 3 mesi torna al medesimo fixing -0,293% di venerdi scorso dopo aver toccato per due sedute il minimo storico (-0,295%). Anche l’Euribor 1 settimana bissa la quotazione del giorno 8 col minimo assoluto -0,379%.

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 15 luglio 2016)

Tra i provvedimenti che potrebbero essere annunciati il prossimo giovedi 21, giorno della conferenza stampa a margine della riunione del comitato direttivo Bce, figura il rafforzamento o l’estensione temporale a tutto il 2017 del programma di acquisti mensili pubblici e privati, attualmente in scadenza a marzo prossimo. Preso atto del momentaneo immobilismo della Bank of England, invece, si sono raffreddate le attese di un immediato taglio al tasso sui depositi marginali dall’attuale -0,4% a -0,5%, mentre prende piede la discussione sul criterio di scelta dei titoli alternativo al “capital key” sinora utilizzato per il Quantitative Easing.tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 15 luglio 2016)

Nelle prime due sedute della settimana i tassi previsti hanno seguito i rialzi legati al recupero delle piazze azionarie, sulla base dei movimenti di assestamento post Brexit.

Mercoledi limature fino a cinque centesimi dopo il dato in calo sulla produzione industriale di maggio nella zona Euro.

Anche se la curva appare nel complesso traslata verso l’alto, il 15/07/2016 i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi continuano a mostrare andamento al ribasso (-0,315% a settembre) fino al minimo -0,375% tra il termine del 2017 e l’inizio del 2018.

Nel giorno in cui l’inflazione finale Eurozona di giugno rimane confermata sul dato preliminare (0,2% su base mese e 0,1% su base annua), l’Euribor 3 mesi viene segnalato agli attuali livelli nel corso del terzo trimestre del 2019, ovvero fra tre anni; poi il parametro risalirebbe a ritmo più sostenuto (sei centesimi da giugno a settembre 2020, contro i tre centesimi di incremento nello stesso periodo dell’anno prima).

Euribor 1 mese a -0,371%; Euribor 6-12 mesi a -0,187% e -0,057% (fonte dati: gruppo Kairos).

Depositi overnight usati per 339 miliardi di euro, conti correnti presso Bce per 686 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 22 luglio 2016”)

Previsioni Euribor dell’8 luglio 2016

Fino a mercoledi l’Euribor 3 mesi ha proseguito il suo cammino al ribasso, obbligato dalla massa di liquidità che la Bce inietta nel mercato finanziario, ma poi si è stabilizzato al fixing -0,293% dell’8 luglio 2016.

Sempre venerdi minimo assoluto per l’Euribor 1 settimana a -0,379%, ancora più vicino alla soglia teorica del deposit rate; più in generale, nelle ultime sedute andamento in discesa per tutte le scadenze di breve sull’interbancario (Euribor 1 mese -0,367%). Ne deriva la sottrazione del parametro negativo dallo spread ai fini della determinazione di un qualsiasi flusso periodale d’interesse per la cedola relativa alle obbligazioni a tasso variabile.

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 8 luglio 2016)

Nella prima metà della settimana il dato finale Markit composito, che conferma la crescita moderata dell’economia nella zona Euro a giugno, non ha impedito limature diffuse dei tassi future a partire dall’anno prossimo; movimenti al ribasso anche quando la risalita delle vendite al dettaglio di Francia e Germania non è stata sufficiente a compensare la riduzione di quelle italiane per lo stesso mese.tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 8 luglio 2016)

In data 08/07/2016 i tassi impliciti nei derivati sull’Euribor 3 mesi segnalano quota -0,335% per settembre e quota -0,375% per fine anno.

Le limature settimanali estese lungo tutta la scaletta lasciano supporre il potenziamento dell’intervento espansivo della Banca centrale, che potrà essere realizzato anche attraverso nuovi strumenti, in aggiunta alla manovra di abbassamento del tasso sui depositi marginali per 10 punti base, ormai palese sul tratto di curva che supera lo 0,4% negativo da giugno 2017 fino al termine del 2018.

Rallenta il ritmo di risalita dell’Euribor 3 mesi (-0,375% a metà 2019).

Il Liffe vede l’Euribor 3 mesi positivo per la prima volta a giugno 2021, dove le variazioni negative a sette giorni superano gli undici centesimi.

Euribor 6-12 mesi venerdi a -0,19% e -0,059% (fonte dati: Gruppo Kairos).

Depositi overnigth usati per 340 miliardi di euro, conti correnti presso Bce per 689 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 15 luglio 2016”)

Previsioni Euribor del 1° luglio 2016

Il regolamento della prima TLTRO II, che ha fornito alle banche europee fondi per 400 miliardi di euro, ha finito per aggiungere liquidità al sistema portando l’eccesso oltre la soglia degli 850 miliardi.

Conseguentemente l’Euribor 3 mesi, secondo rilevacurva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 1° luglio 2016)zioni dal panel di istituti coinvolti, è sceso al record -0,29% in data 01/07/2016.

tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 1° luglio 2016)Le quotazioni in discesa sull’interbancario hanno avuto ripercussioni sui tassi future più vicini: a metà settembre l’Euribor 3 mesi sarà pari a -0,33% e a marzo 2017 perderà altri tre centesimi.

Il minimo ipotizzato a cavallo tra la fine dell’anno prossimo e l’inizio del 2018 a -0,39%, invece, rappresenta una delle poche conferme presenti nella scaletta e continua ad inglobare un ulteriore taglio del tasso sui depositi presso l’istituto centrale.

La curva dei tassi attesi sul Liffe, come è agevole notare dai differenziali significativi a partire da fine 2018, sembra aver ricevuto una serie di input a completamento dell’operatività iniziata venerdi scorso, subito dopo la vittoria dei Britannici favorevoli all’uscita dall’UE.

Se infatti al termine della settimana passata le limature più vistose erano state esercitate sul tratto a breve-medio termine, questa volta le correzioni più importanti hanno interessato le scadenze lontane. Neppure la lettura preliminare dell’indice dei prezzi al consumo Eurozona di giugno, tornata a segnalare inflazione, è riuscita a spingere i tassi future al rialzo.

Euribor 3 mesi visto a 0,065% a marzo 2021 secondo i derivati contrattati a Londra il 1° luglio 2016.

In chiusura di settimana sale soltanto l’Euribor 1 mese a -0,363%. Giù tutti gli altri: Euribor 6-12 mesi rispettivamente a -0,182% e -0,052% (fonte dati: Gruppo Kairos).

Record sul brevissimo mercoledi con quota -0,374%.

Depositi overnight usati per 325 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 651 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor dell’8 luglio 2016”)


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