Previsioni Euribor del 23 giugno 2017

Pochi spunti macro e qualche scivolone del prezzo del petrolio spingono i tassi verso il basso nel corso della settimana.

Non fa eccezione il mercato interbancario: i costi dei prestiti in denaro tra istituti europei tendono a scendere a causa di un eccesso di liquidità nel sistema che, giunto attorno ai 1.700 miliardi di euro, immunizza persino dalle conseguenze dei riversamenti fiscali periodici.

L’Euribor 3 mesi chiude a -0,331% in data 23/06/2017, ad un solo millesimo di distanza dal valore record.

Euribor 6-12 mesi rispettivamente a -0,273% e -0,163%.

Rimane fermo il solo Euribor 1 mese sul livello -0,374%.

Brevissimo sempre vicinissimo ai minimi storici assoluti.

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-23-giugno-2017Come per la settimana scorsa, gli operatori di Londra rivedono verso il basso i tassi future a iniziare dalle scadenze 2021. Il Liffe mantiene salde sotto quota -0,3% le previsioni per il resto dell’anno corrente facendo affidamento sulla dialettica solida della Bce, ma non può trascurare la revisione al ribasso dei rendimenti sul mercato secondario che interessano il tratto di curva più lontano.

Continua la crescita a giugno per l’economia europea, certificata venerdi dall’indice flash composito IHS Markit PMI che il 23 giugno 2017 deprime i derivati a partire dal biennio 2018-19.

Ultima previsione in territorio negativo, a -0,035%, per l’Euribor 3 mesi di settembre 2019.

Massima revisione al ribasso in sette giorni per i tassi dell’anno 2022, in salita da quota 0,6% a 0,825%.

Entra in scaletta la previsione di giugno 2023, col parametro più usato per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile in quota 0,97%.

Giovedi scorso depositi overnight usati per 584 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.149 miliardi.

Previsioni Euribor del 16 giugno 2017

tassi-euribor-3-mesi-attesi-fino-al-2023-liffe-16-giungo-2017In attesa della manovra al rialzo sui tassi base Usa, puntualmente arrivata a metà settimana, ma soprattutto in cerca di novità sull’indirizzo di politica monetaria per fine anno, il mercato dei derivati di Londra ha ignorato i massimi occupazionali nell’Eurozona e nella Ue registrati da Eurostat nel primo trimestre 2017.

Tra mercoledi e giovedi, a cavallo della comunicazione proveniente dalla Fed, i movimenti al rialzo e al ribasso dei futures si sono compensati.

La perfetta coincidenza a sette giorni tra i tassi impliciti nei derivati sull’Euribor 3 mesi a partire dalla scadenza di giugno (-0,33%) fino a quella di settembre 2020 (0,185%), in buona parte riconducibile allo spegnimento di ogni congettura su cambiamenti nella condotta Bce in tempi rapidi, matura nella giornata di venerdi quando i prezzi al consumo di maggio vengono rivisti al +0,4% su base mese in lettura definitiva (contro la preliminare +0,3%).

Neppure l’impercettibile increspatura dell’Euribor 3 mesi sul mercato interbancario, che si assesta nuovamente a -0,329%, ha ripercussioni sulle scadenze più vicine: vista quota -0,31% per fine anno.

Appare quasi lineare la crescita dei tassi future sopra quota 0,2% dall’ultimo trimestre del 2020.

Lievissime limature si manifestano lungo la curva dei tassi attesi il 16 giugno 2017 a partire da metà 2021 (0,4%).

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Chiude la settimana a -0,373% l’Euribor 1 mese, in rialzo; chiudono in ribasso a -0,271% e -0,154%, rispettivamente, l’Euribor 6 mesi e l’Euribor 12 mesi (fonte dati: Aritma).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 566 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.219 miliardi, dopo il nuovo record sul totale di quasi 1.800 miliardi nel primo giorno di mantenimento della riserva obbligatoria per le banche europee.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 23 giugno 2017”)

Previsioni Euribor e Irs del 9 giugno 2017

Il mercato secondario e quello dei derivati di Londra archiviano una settimana caratterizzata da tassi in discesa ma priva di sussulti, durante la quale la Banca Centrale Europea ha eliminato ogni riferimento a possibili futuri nuovi tagli dei tassi base (Refi sempre nullo e Deposit Rate sempre a -0,4% come da previsioni di venerdi scorso).

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Il messaggio arrivato agli operatori, nelle linee generali che fondano anzitutto sulle prospettive d’inflazione a medio termine riviste verso il basso per i minori prezzi del petrolio, comunica un sostanzioso allungamento dei tempi per la realizzazione della exit strategy: contrariamente al predicato dei banchieri del nord, la Bce rimane pronta ad aumentare il programma di acquisto delle attività in termini di dimensione e/o durata.euribor-360-gg-9-giu-17

Le pressioni maggiori sui tassi del Liffe, al ribasso nella seduta di martedi, sono state esercitate con la consapevolezza della continua crescita economica europea, evidenziata in particolare dal settore delle vendite al dettaglio, ma col segnale predominante dei riflessi sul petrolio per la rottura delle relazioni tra Stati arabi e Qatar.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-9-giugno-2017

Il 9 giugno 2017 i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi riflettono appena sulle prime scadenze disponibili i ribassi del mercato interbancario (fixing -0,331%): aspettativa -0,31% a dicembre, quando inizia ad essere apprezzabile l’aumento di pendenza per la curva.

Quota -0,29% vista per marzo dell’anno prossimo, epoca in cui appaiono molto basse le probabilità che i derivati attribuiscono ad un rialzo del tasso sui depositi per 10 punti base.

Senza grandi novità sul lungo termine, le scadenze a cavallo tra il 2018 ed il 2019 associate a tassi future compresi tra -0,19% e -0,145% subiscono ribassi che, per quanto limitati, aiutano i mutuatari nel pagamento delle rate.

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Anche il mercato delle obbligazioni, nell’orizzonte temporale più vicino, offre il medesimo scenario laterale.

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Nella seconda metà di maggio, col Treasury fermo e con i dati macro europei buoni, la discesa di rendimento del Bund appariva imputabile al calo del prezzo del petrolio: paradossalmente, proprio nel giorno del prolungamento (scontato) dei tagli decisi dall’OPEC per nove mesi, il mercato reagiva all’esclusione di un’ulteriore riduzione dell’output in discussione al momento. L’Irs 10 anni, che aveva tentato la risalita, calava da 0,86% a 0,8% rimanendo invariato a sette giorni.

Nella settimana tra fine maggio e inizio mese corrente la creazione di posti di lavoro negli Usa deludeva e l’inflazione europea scendeva bruscamente su base annua: nonostante la comunicazione di altri dati macro positivi per entrambe le aree economiche, la discesa dei tassi per i benchmark europeo e americano si fondeva alla salita forte del tasso Btp. Irs 10Y a 0,79% il 2 giugno, dopo aver disatteso le aspettative.

Negli ultimi giorni i toni rassicuranti ed espansivi di Mario Draghi e l’esito delle urne britanniche hanno tolto pressione all’obbligazionario europeo: a beneficiarne sono stati principalmente i decennali italiani che hanno ridotto lo spread dello 0,15% anche grazie ai flussi di acquisto per l’allontanamento delle elezioni, conclusione implicita nel fallito accordo sulla legge elettorale.futures-sul-bund-eurex-9-giu-17

Il rialzo dei tassi Usa per mercoledi prossimo è già scontato dagli investitori, che adesso temono revisioni al ribasso nelle stime del Pil e impediscono di prendere quota al rendimento del Treasury.

Il secondo fattore da tenere in considerazione è rappresentato dal prezzo del petrolio che non ha imboccato la via della salita, ma anzi scende. Se le recenti spinte inflattive nella zona euro avevano tratto origine da questa componente esogena, va sé che le aspettative di tapering subiscono ora un duro colpo.irs-9-giu-17

Le variazioni del Bund nella fascia di rendimento 0,2-0,5% sono destinate a prolungarsi nel tempo, e con esse i movimenti in orizzontale del tasso fisso intrappolato dalle politiche divergenti delle banche centrali: pertanto le previsioni di fine giugno per l’Irs 10 anni, fissato a 0,78% venerdi 9, delineano una banda di oscillazione che va da un minimo di 0,67% ad un massimo di 0,89%.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 16 giugno 2017”)

Previsioni Euribor del 2 giugno 2017

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In settimana i tassi di interesse per i prestiti fra banche fanno segnare variazioni minime o nulle, come nel caso dell’Euribor 3 mesi nuovamente fermo a -0,329% il 2 giugno 2017.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-2-giugno-2017Alla base di una prolungata condizione di tranquillità può essere considerato non solo l’eccesso di liquidità sistemica, sempre sopra i 1.600 miliardi di euro, ma anche l’assoluta mancanza di attese su possibili novità derivanti dal meeting tra banchieri di giovedi prossimo, quando l’attenzione sarà tutta incentrata sulla dialettica.

Inevitabili riflessi per la curva dei tassi previsti, sul cui tratto iniziale non ha potuto determinare cambiamenti neppure la brusca revisione al ribasso dell’inflazione eurozona, scesa per il mese di maggio all’1,4% annuo dal precedente 1,9%, secondo i dati diffusi mercoledi. In data 02/06/2017 Euribor 3 mesi confermato a -0,3% per fine anno.

Venerdi, quando le aspettative sull’occupazione americana rimangono deluse e si manifestano ulteriori limature sulle scadenze di medio termine, i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi segnalano il rientro in territorio positivo con quota 0,04% a fine 2019. Differenziale rispetto a venerdi scorso sempre sotto i cinque centesimi per le successive epoche di previsione, passando dallo 0,44% di metà 2021 fino allo 0,97% di inizio 2023, massima remunerazione attesa sopra la maggiorazione per i detentori di titoli obbligazionari indicizzati.

Chiude la settimana a -0,372% l’Euribor 1 mese; chiudono a -0,255% e -0,131%, rispettivamente, l’Euribor 6 mesi e l’Euribor 12 mesi (fonte dati: Kairos Partners).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 603 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.186 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 9 giugno 2017”)

Previsioni Euribor del 26 maggio 2017

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-26-maggio-2017L’Euribor 3 mesi si conferma sul mercato interbancario a -0,329% ancora per quattro delle cinque sedute settimanali, vicinissimo al minimo storico che non riesce a toccare per un lieve e fisiologico riassorbimento della liquidità sistemica conseguente ai riversamenti fiscali degli istituti italiani.

Rientra per circa 20 miliardi di euro il totale a sette giorni dei depositi overnight e dei conti correnti presso Bce, rispettivamente usati giovedi per 560 e 1.188 miliardi, come pure si alza l’Euribor 1 mese che chiude a -0,371%.

Anche il brevissimo prosegue a tenersi alla larga dal minimo storico assoluto.

Maggiormente influenzati dalle vicende dei mercati obbligazionari, invece, vanno in discesa l’Euribor 6 mesi (-0,254%) e l’Euribor 12 mesi (-0,13%) – fonte dati: Kairos Partners.

Lunedi, a causa dei movimenti sul secondario, si sono manifestate increspature dei tassi previsti evidentemente non attribuibili al mantenimento del record a sei anni per l’indice Markit Pmi Eurozona, disponibile il giorno dopo in lettura flash per il mese di maggio.

A riequilibrare tutto, giovedi, è intervenuta la delusione per l’esclusione di ogni ipotesi di ulteriore riduzione dell’output di greggio proprio in occasione della conferma della proroga ai tagli OPEC per nove mesi: il ribasso paradossale del prezzo del petrolio ha influenzato i listini azionari e quindi ha fatto scattare gli acquisti di asset meno rischiosi.

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Il 26 maggio 2017, quando la stima del Pil Usa va oltre le attese in seconda lettura ma non intacca la salita dei derivati sul Liffe nel corso della giornata, i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi tracciano di nuovo un tratto orizzontale fino a settembre (-0,32%).

Leggermente più rapida la crescita nei mesi a seguire (-0,27% a marzo 2018), complice la conclusione del QE che tuttavia una parte del mercato ritiene sarà prorogato.

Differenziale a sette giorni negativo per appena due centesimi a fine 2018, quando il tasso è atteso in quota -0,13% e la crescita diviene lineare.

Euribor 3 mesi confermato a 0,98% nel 2023.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 2 giugno 2017”)

Previsioni Irs del 19 maggio 2017

Nella prima settimana del mese, conclusasi con la vittoria scontata di Macron all’Eliseo, risultavano decisivi per i tassi di rendimento governativi sia il via libera all’abolizione dell’Obamacare, sia la disoccupazione Usa ai minimi dal 2007. Il 5 maggio saliva allo 0,88% l’Irs10 anni, in direzione del target ipotizzato con le previsioni ultime.

Successivamente il dato sul reddito Usa del primo trimestre consigliava prudenza e si rifletteva nella grande stabilità dei mercati.

Il calo in chiusura, però, rappresentava l’anticipazione di quanto sarebbe accaduto nella seconda metà del mese: pur in presenza di validi dati macro per l’Eurozona, che hanno evidenziato la crescita a ritmo stabile del Pil e quella dell’inflazione in prossimità del cancelletto fissato dalla Bce, l’attenzione degli investitori è stata calamitata dalle controverse vicende dell’amministrazione americana che ora fanno temere difficoltà realizzative della politica espansiva fiscale.irs-19-maggio-2017

Il Treasury ha guidato la discesa dei rendimenti fino a quota 2,24%, praticamente allineata ai tempi dell’elezione di Trump, e l’attenuarsi dell’avversione al rischio in chiusura non ha impedito al Bund di stabilirsi sotto quota 0,37% e di stabilizzare l’Irs 10Y a 0,8% il 19/05/2017.

In attesa che il mercato completi il rientro dalle aspettative eccessivamente ottimistiche sull’inflazione americana, i derivati sui Fed Funds prezzano appieno il prossimo rialzo dei tassi Usa soltanto a settembre ed il petrolio WTI rimane in area 50 $ al barile.

futures-sul-bund-eurex-19-maggio-2017Si consolida pertanto lo scenario ipotizzato del trading range che farebbe oscillare il Bund mantenendolo sotto quota 0,5%, con la novità di un Btp che ha ridotto lo spread per circa 15 punti base e quindi contribuisce in minor misura alla determinazione del tasso fisso.

La previsione di fine maggio viene aggiornata in quota 0,88% per l’Irs 10 anni; a giugno, sulla stessa linea, l’ipotesi di neutralità delle banche centrali che dovrebbero limitarsi a raccogliere dati renderebbe stabile il tasso fisso sopra quota 0,73%.

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 9 giugno 2017”)


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