Previsioni Euribor 3 mesi del 18 maggio 2012
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 19 maggio 2012
Giovedi l’Euribor 3 mesi ha interrotto la sua discesa, che si protraeva dall’anno scorso, con l’aumento di un millesimo poi subito rientrato (fixing 0,684% il 18/05/2012). Un segnale raccolto dagli operatori del Liffe che, difatti, non credono più a fenomeni vistosi di ribasso sul breve termine nonostante i giorni ultimi siano stati caratterizzati da notizie dubbie, deludenti o negative – fra le tante, spiccano l’ipotesi, poi smentita da Olli Rehn, di un piano d’emergenza per l’uscita della Grecia dal sistema euro, i dati sulla produzione industriale europea e l’abbassamento del rating delle banche italiane operato da Moody’s.
In assenza di segnali allarmanti di provenienza interbancaria (Eonia giù a 0,32%; differenziale Euribor-Ois fermo a 38 punti base, ai minimi dal 1° agosto 2011 per l’undicesimo giorno), i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi descrivono valori stabili per le prossime settimane, un minimo a settembre (0,66%) rivisto verso l’alto rispetto alla settimana scorsa e poi valori in rialzo che arrivano a quota 1% a settembre 2014.
In settimana si è assistito a dichiarazioni su eventuali altri tagli al costo del denaro, ipotesi che suscita perplessità alla luce dell’enorme quantitativo di liquidità erogata con le aste Ltro, ad oggi ferma – sia pur in parte – nei forzieri Bce (depositi overnight sopra i 762 miliardi di euro giovedi). Più che perseguire una strategia finalizzata ad abbattere i tassi base, che farebbe sopportare le inevitabili controindicazioni degli effetti distorsivi, servirebbe lavorare sull’abbassamento degli spread che compongono il tasso finito sui finanziamenti a famiglie e imprese, ovvero operare le riforme strutturali che abbattono il rischio Paese e rendono più agevole alle banche (nei cui bilanci sono iscritti titoli di Stato) il reperimento di risorse: in tal modo, gli istituti di credito scaricherebbero minori costi sulla clientela richiedente mutui.
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
D.L. 16/2012 convertito in legge 44 del 2012: rateizzazione dei debiti tributari, pagamento delle somme eccedenti il debito d’imposta e riduzione dell’inadempimento (art. 1, commi da 4 a 4-quater)
Pubblicato da L'Autore in Commercialista il 13 maggio 2012
L’art. 1 (Rateizzazione debiti tributari) del D.L. 16/2012, convertito in legge n. 44 del 26 aprile 2012, al 4° comma, precisa che gli enti pubblici possono consentire al debitore la corresponsione del debito tributario attraverso pagamenti a rate, anche se è in atto un contenzioso, ad eccezione del caso in cui gli enti previdenziali debbano riscuotere crediti in ottemperanza ad obblighi derivanti da sanzioni comunitarie.
“Al fine di una più equilibrata riscossione dei loro crediti di natura patrimoniale, gli enti pubblici dello Stato possono, su richiesta del debitore, che versi in situazioni di obiettiva difficoltà economica, ancorché intercorra contenzioso con lo stesso ovvero lo stesso già fruisca di una rateizzazione, riconoscere al debitore la ripartizione del pagamento delle somme dovute in rate costanti, ovvero in rate variabili. La disposizione del precedente periodo non trova applicazione in materia di crediti degli enti previdenziali nei casi di ottemperanza ad obbligazioni derivanti da sanzioni comunitarie.“
Fermi restando i limiti di pignorabilità di cui all’art. 72-ter del D.P.R. 602/73 (per approfondimenti: “Stipendi e pensioni sopra i 1.000 euro, delega alla riscossione, pignoramento delle somme ed espropriazione immobiliare secondo il D.L. 16/2012 convertito in legge 44/2012 (art. 3)“), le società pubbliche, per non incorrere nella violazione dei doveri d’ufficio (comma 4-ter), procedono comunque al pagamento delle somme eccedenti il debito d’imposta anche se il beneficiario è stato segnalato all’agente della riscossione ai fini del recupero della somma iscritta a ruolo per cartelle esattoriali di importo complessivamente superiore a 10.000 euro. Art. 1, comma 4-bis:
“In presenza della segnalazione di cui all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, il soggetto pubblico é comunque tenuto a procedere al pagamento, in favore del beneficiario, delle somme che, fermo quanto disposto dall’articolo 72-ter del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, introdotto dall’articolo 3, comma 5, lettera b), del presente decreto, e dall’articolo 545 del codice di procedura civile, eccedono l’ammontare del debito per cui si é verificato l’inadempimento, comprensivo delle spese e degli interessi di mora dovuti.“
Durante il periodo di sospensione del pagamento che segue la comunicazione inviata da Equitalia, la società pubblica non riconosce somme al beneficiario fino a concorrenza del debito comunicato, pari all’ammontare per inadempimento maggiorato di spese esecutive ed interessi di mora.
La violazione dei doveri d’ufficio è integrata se durante lo stesso periodo di sospensione, e prima della notifica dell’ordine al terzo di versamento (contenuto nell’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi), interviene pagamento da parte del beneficiario o provvedimento dell’ente creditore che riduce o elimina l’inadempimento, ovvero decorrono i 30 giorni senza che Equitalia abbia notificato l’ordine di versamento, e il soggetto pubblico non procede a pagare le somme dovute al beneficiario. Art. 1, comma 4-quater:
“Costituisce altresì violazione dei doveri d’ufficio il mancato pagamento delle somme dovute al beneficiario ai sensi dell’articolo 3, commi 5 e 6, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40.“
D.M. n. 40/2008, art. 3, commi 5 e 6:
“5. Se durante la sospensione di cui al comma 4 e prima della notifica dell’ordine di versamento di cui all’articolo 72-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 intervengono pagamenti da parte del beneficiario o provvedimenti dell’ente creditore che fanno venir meno l’inadempimento o ne riducono l’ammontare, Equitalia Servizi S.p.A. lo comunica prontamente al soggetto pubblico, indicando l’importo del pagamento che quest’ultimo puo’ conseguentemente effettuare a favore del beneficiario.
6. Decorso il termine di cui al comma 4 senza che il competente agente della riscossione abbia notificato, ai sensi dell’articolo 72-bis del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, l’ordine di versamento di somme per l’importo di cui al comma 3, il soggetto pubblico procede al pagamento delle somme spettanti al beneficiario.“
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Previsioni Euribor 3 mesi dell’11 maggio 2012
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 12 maggio 2012
La notizia della settimana è rappresentata dallo stop subìto nell’ultima seduta dall’Euribor 3 mesi (base 360), fissato a 0,69% venerdi 11 maggio 2012, a termine di una discesa ininterrotta che aveva avuto inizio il 20 dicembre scorso da quota 1,418%.
Si fermano anche le scadenze a 6 e 12 mesi, mentre l’Euribor 1 mese acquista un millesimo (Eonia 0,348% il 10 maggio).
Giovedi scorso depositi presso la Bce in contrazione a 702,734 miliardi di euro, ma il motivo è da ricercarsi nell’inizio del periodo di mantenimento della riserva obbligatoria caratterizzato da volumi sotto la media. In contrazione anche lo spread Euribor-Ois, venerdi mattina a 37 punti base (dai 38 del giorno prima) e in discesa a -61,55% da inizio anno.
Più movimentato, invece, il fine settimana del mercato Liffe dove gli operatori hanno rivisto al rialzo tutte le scadenze fino a metà 2016, influenzati dalla crisi politica ed economica della Grecia, che qualcuno ipotizza fuori dall’attuale sistema, e dalle stime provenienti da Bruxelles circa una lenta ripresa dell’economia europea a partire dalla seconda metà dell’anno.
La curva dei tassi future sull’Euribor 3 mesi, aggiornata all’11 maggio 2012, continua a presentare i valori più bassi tra settembre e dicembre di quest’anno ma, rispetto a venerdi scorso, aggiorna i minimi attorno allo 0,64%.
(per i tassi attesi della prossima settimana: “Previsioni Euribor 3 mesi del 18 maggio 2012“)
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Asta del 14 maggio 2012: Btp 3 anni, Btp 10 anni e Btp 15 anni non più in corso d’emissione
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 9 maggio 2012
Per lunedi 14/05/2012, in asta marginale e con regolamento 16/05/2012, il MEF ha disposto il collocamento dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali triennali e dei titoli di Stato relativi ai Btp decennali e ai Btp 15 anni non più in corso d’emissione.
I Btp 3 anni (ISIN IT0004805070, decorrenza 01/03/2012, scadenza 01/03/2015, tasso d’interesse annuo lordo al 2,5%) sono offerti in quinta tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2,5 miliardi di euro ad un massimo di 3,5 miliardi di euro e, nell’asta del 12 aprile scorso, avevano fatto segnare rendimento lordo al 3,89%. I Btp triennali, nella mattinata di lunedi, hanno fatto registrare rendimento lordo stabile al 3,91%, prezzo di aggiudicazione 96,38 e rapporto di copertura 1,52 derivante da richieste per 5,334 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
I seguenti titoli non più in corso d’emissione sono offerti per ammontare complessivo da un minimo di 1 miliardo di euro ad un massimo di 1,75 miliardi di euro.
I Btp 10 anni off-the-run (ISIN IT0004536949, decorrenza 1° settembre 2019, scadenza 1° marzo 2020, tasso d’interesse annuo lordo 4,25%) sono offerti in tredicesima tranche e, nella precedente asta del 25 febbraio 2010, avevano fatto segnare rendimento lordo al 3,99%. I Btp decennali a scadenza 2020 (vita residua 8 anni), nella mattinata di lunedi, hanno fatto registrare rendimento lordo al 5,33%, prezzo di aggiudicazione 93,60 e rapporto di copertura 2,08 derivante da richieste per 1,126 miliardi di euro (importo assegnato pari a 542 milioni di euro).
I Btp 10 anni off-the-run (ISIN IT0004759673, decorrenza 01/09/2011, scadenza 01/03/2022, tasso d’interesse annuo lordo 5%) sono offerti in tredicesima tranche e, nell’asta dello scorso 30 gennaio, avevano fatto segnare rendimento lordo al 6,08%. I Btp decennali a scadenza 2022 (vita residua 10 anni), nella mattinata di lunedi, hanno fatto registrare rendimento lordo al 5,66%, prezzo di aggiudicazione 95,64 e rapporto di copertura 2,27 derivante da richieste per 1,476 miliardi di euro (importo assegnato pari a 651 milioni di euro).
I Btp 15 anni off-the-run (ISIN IT0004513641, decorrenza 1° marzo 2009, scadenza 1° marzo 2025 e tasso d’interesse annuo lordo 5%) sono offerti in sedicesima tranche ed avevano fatto segnare rendimento lordo al 6,34% nell’asta del 13 ottobre 2011. I Btp 15 anni (vita residua 13 anni), nella mattinata di lunedi, hanno fatto registrare rendimento lordo al 5,90%, prezzo di aggiudicazione 92,69 e rapporto di copertura 1,93 derivante da richieste per quasi 1,077 miliardi di euro (importo assegnato pari a 557,1 milioni di euro).
Fonte: Dipartimento del Tesoro
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Bot annuali e Bot trimestrali: asta dell’11 maggio 2012
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 8 maggio 2012
Per venerdi 11 maggio 2012, con regolamento 15/05/2012, il MEF ha disposto l’emissione dei Buoni Ordinari del Tesoro annuali e trimestrali col sistema di collocamento dell’asta competitiva.
I Bot 12 mesi, che avevano fatto registrare rendimento medio ponderato pari al 2,84% nell’asta dello scorso 11 aprile, sono offerti per un importo pari a 7 miliardi di euro ed hanno scadenza 14/05/2013 (364 giorni). I Bot annuali (ISIN IT0004815814, prima tranche, emissione 15/05/2012), nella mattinata di venerdi, sono stati assegnati per l’intero importo offerto al prezzo medio ponderato di 97,689 (rapporto di copertura 1,79 derivante da richieste per oltre 12,516 miliardi di euro) ed hanno fatto registrare rendimento medio ponderato in apprezzabile discesa al 2,34%. Il rendimento dei Bot 1 anno scende al rendimento semplice netto minimo dell’1,731% dopo aver sottratto ritenuta fiscale e commissioni bancarie massime, secondo Assiom Forex.
I Bot 3 mesi, che avevano fatto registrare rendimento medio ponderato pari all’1,249% nell’asta dello scorso 11 aprile, sono offerti per un importo pari a 3 miliardi di euro ed hanno scadenza 15/08/2012 (92 giorni). I Bot trimestrali (ISIN IT0004816911, prima tranche, emissione 15/05/2012), nella mattinata di venerdi, sono stati assegnati per l’intero importo offerto al prezzo medio ponderato di 99,779 (rapporto di copertura 2,49 derivante da richieste per 7,47 miliardi di euro) ed hanno fatto registrare rendimento medio ponderato in forte discesa allo 0,865%. Il rendimento dei Bot 3 mesi scende al rendimento semplice netto minimo dello 0,352% dopo aver sottratto ritenuta fiscale e commissioni bancarie massime, secondo Assiom Forex.
Fonte: Dipartimento del Tesoro
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.