Previsioni Euribor del 19 gennaio 2018

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A poche sedute dal meeting dei governatori del 25 gennaio, particolare interesse riveste la curva dei differenziali a sette giorni che descrive gli ultimi cambiamenti nelle attese degli operatori per l’Euribor 3 mesi sul mercato dei derivati di Londra ed appare negativa sul breve e medio termine, con punti di minimo nella prima metà del 2020.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-19-gennaio-2018La scadenza di marzo prossimo rimane stabile a -0,325% per il tasso variabile ad indicare la mancanza di manovre Bce imminenti: stimate appena al 15% le probabilità di rialzo per 10 punti base del tasso sui depositi bancari, secondo i futures sull’Eonia.

Ma già a partire da giugno, dal fixing -0,328% (19/01/2018) l’Euribor 3 mesi salirà più lentamente a -0,315% in conseguenza dell’intervento di Vitor Constancio che ha affievolito le speranze di normalizzazione monetaria suscitate dalla lettura delle minute Bce: preoccupa sicuramente l’inflazione di dicembre nell’Eurozona, con lettura invariata sul consenso mentre i prezzi del petrolio correggono, ma anche il rapporto di cambio sul dollaro che rappresenta una moneta unica ancora troppo forte ovvero minaccia della ripresa economica.

Euribor 3 mesi positivo a settembre 2019 (0,025%).

In chiusura di settimana Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,369%, -0,276% e -0,191% (fonte dati: Aritma).

Depositi overnight usati giovedi per 690 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.294 mld.

Previsioni Euribor del 12 gennaio 2018

Il mercato interbancario, forte di una sovrabbondanza di liquidità sistemica poco sotto i 1.900 miliardi di euro, tiene fermi per tutta la settimana i tassi Euribor 3 mesi (fixing -0,329% del 12 gennaio 2018) ed Euribor 6 mesi (-0,271%) senza avvertire i segnali di cambiamento che provengono dai mercati obbligazionari.

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Le previsioni che emergono dalle contrattazioni sui futures di Londra, invece, già sul breve termine incorporano anticipazioni dei futuri movimenti rialzisti dei tassi base: a differenza di quanto ipotizzato poche settimane fa, quando era da escludersi qualsiasi tipo di manovra, salgono le possibilità di intervento dell’autorità monetaria entro fine anno in ordine all’alleggerimento delle condizioni di penalità che gravano sui depositi delle banche europee.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-12-gennaio-2018

L’Euribor 3 mesi, pertanto, nel giro di sette giorni viene rivisto a -0,225% da quota -0,245% sulla scadenza di dicembre 2018. Invece il parametro più usato per indicizzare i mutui a tasso variabile rimarrà fermo a -0,32% per marzo prossimo, quando un rialzo da -0,4% a -0,3% del tasso sui depositi è stimato dal Liffe con probabilità pari ad appena il 20%.

Le increspature progressive in scaletta, fino al massimo di 145 millesimi sulle scadenze di metà 2021, riguardano il medio-lungo termine per un insieme di fattori economici e speculativi: l’apprezzabile produzione industriale tedesca che ha trascinato i listini principali e quella oltre le attese nell’intera area Euro, le prospettive di crescita dell’economia mondiale che ha rinnovato la forza del greggio nonostante la produzione forte, il panic selling per la notizia (poi smentita) che la Banca centrale giapponese avesse intenzione di ridurre gli stimoli monetari.

Euribor 3 mesi visto in quota 1% a settembre 2022.

In chiusura Euribor 1-12 mesi rispettivamente a -0,369% e -0,186% (fonte dati: Aritma).

Depositi overnight usati giovedi per 703 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.290 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 19 gennaio 2018”)

Previsioni Irs del 5 gennaio 2018

Il 2018 potrebbe essere l’anno della risalita compiuta dei tassi d’interesse, negli ultimi mesi caratterizzati da movimenti limitati alla fascia 0,8%-0,9% per l’Eurirs 10 anni, da strappi improvvisi verso l’alto e lente ricadute. I motivi si sono legati agli opposti sentimenti di entusiasmo e disillusione per la politica fiscale d’oltreoceano e al comportamento di estrema cautela con cui ha proceduto l’autorità di politica monetaria europea.irs-5-gennaio-2018

Tuttavia il momento attuale rappresenta la continuazione di una fase di stallo per i rendimenti, dato che i primi due mesi dell’anno non sembrano interessati da un intervento restrittivo della Federal Reserve e l’attesa delle elezioni politiche italiane legittimerebbe un atteggiamento di prudenza che riversa gli acquisti degli operatori di mercato sul Bund a scapito del Btp.

A guidare nella seconda metà di dicembre il balzo dell’Irs 10 anni, salito da quota 0,79% a 0,91% (21/12/2017) nel giro di poche sedute, era stata l’approvazione della riforma fiscale Usa che comportava la correzione dei titoli governativi aiutata da un mercato pre-festivo poco liquido.

Contro le previsioni formulate, il tasso fisso rimaneva attorno quota 0,9% anche nelle sedute a cavallo tra la fine dell’anno e l’inizio del nuovo per gli effetti del prezzo del petrolio in sensibile rialzo, causa le difficoltà di estrazione in Libia e gli accordi Opec, fino a chiudere col fixing 0,89% il 5 gennaio 2018.futures-sul-bund-eurex-5-gennaio-2018

Il trading range del decennale tedesco è sempre limitato superiormente a quota 0,7%, con la fascia alta che risulta di maggiore interesse per il dimezzamento degli acquisti programmati dalla Bce: il tasso Irs 10 anni è previsto per fine gennaio in oscillazione tra quota 0,75% e quota 1,03%, con maggiori possibilità di vederlo sopra l’ultimo fixing disponibile.

Previsioni Euribor del 5 gennaio 2018

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La prima settimana del nuovo anno si chiude sul mercato Liffe con i medesimi tassi future per le scadenze ravvicinate che erano stati suggeriti a fine 2017: -0,32% e -0,31%, per i mesi di marzo e giugno prossimo, sono valori sempre allineati al fixing Euribor 3 mesi -0,329% del 5 gennaio 2018 e coerenti con le stime in aumento per l’eccesso di liquidità sistemica, pur in considerazione del rallentamento per gli acquisti programmati dalla Banca Centrale europea.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-5-gennaio-2018

A partire dal tratto di medio termine si notano in scaletta limature dei tassi previsti, sempre inferiori ai quattro centesimi, derivanti dalla maggiore importanza attribuita dagli operatori alla stima preliminare Eurostat sull’inflazione di dicembre nell’Eurozona, in calo su base annua e stabile sul dato core.

Attesa quota -0,09% per metà 2019; poi Euribor 3 mesi rivisto a 0,165% per marzo 2020 nonostante dati macro positivi abbiano animato in settimana gli indici PMI sul settore manifatturiero, massimo assoluto dall’inizio dell’indagine a metà 1997, e sulle vendite al dettaglio in crescita per il nono mese consecutivo.

Sul mercato interbancario Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,369%, -0,271% e -0,187% (fonte dati: Kairos Partners).

Depositi overnight usati giovedi per 705 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.260 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 12 gennaio 2018”)

Previsioni Euribor del 29 dicembre 2017

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-29-dicembre-2017Le previsioni del tasso Euribor 3 mesi, estrapolate il 29 dicembre 2017 dai futures del mercato Liffe, appaiono praticamente invariate a sette giorni.

Increspature per un solo centesimo sul tratto settembre 2018-marzo 2020, quando il tasso variabile è atteso in crescita da quota -0,28% a +0,2%.

La nuova scadenza disponibile per dicembre 2023 conferma la salita dei tassi future a lungo termine con quota 1,245%.

Eccesso di liquidità sistemica stabile, mediamente sui 1.800 miliardi di euro, e fixing Euribor 3 mesi confermato a -0,329% anche per l’ultima seduta dell’anno. Rasentano lo zero le probabilità che il tasso sui depositi venga ritoccato nella prima metà del 2018.

In chiusura Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,368%, -0,271% e -0,186% (fonte dati: Gruppo Kairos).

Depositi overnight usati giovedi per 684 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.219 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 5 gennaio 2018”)


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