Previsioni Euribor del 23 settembre 2016

L’Euribor 3 mesi, al pari della scadenza mensile, è rimasto fermo fino alla seduta di ieri sulla quotazione del venerdi 16; infine è stato fissato in calo a -0,302% in data 23/09/2016.

Sul mercato interbancario, nel corso della settimana, sono risultati influenti i tassi del comparto obbligazionario, le scadenze fiscali ed i parametri di riferimento del flusso positivo di denaro tra la nuova operazione Tltro2 e la vecchia Tltro. Le forze divergenti hanno impedito il delinearsi di un trend univoco: venerdi salgono rispettivamente a -0,37% e -0,2% l’Euribor 1 mese e l’Euribor 6 mesi, mentre scende la scadenza annuale a -0,059% (fonte dati: Aritma).

Euribor 1 settimana a -0,378%, poco distante dal minimo storico ma sempre schiacciato in prossimità del limite teorico stabilito dalla Bce con la penalità -0,4% sui depositi.

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Fino a mercoledi, con pochi spunti macro, i movimenti sui derivati del Liffe si sono compensati.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2022-liffe-23-settembre-2016

Giovedi, invece, dopo l’annuncio di mantenimento dei tassi base per la banca centrale americana, si è delineata una chiara variazione al ribasso dei tassi attesi, con punte di oltre undici centesimi a scadenza.

Il 23 settembre 2016, al termine di contrattazioni sul mercato dei derivati di Londra disinteressate al valore minimo in venti mesi dell’indice composito Markit Flash PMI sull’Eurozona di settembre, l’Euribor 3 mesi è visto vicino quota -0,32% per gli ultimi giorni dell’anno.

Confermate le previsioni sui dati a sette giorni fino al primo trimestre 2018 (-0,38%): la curva delle attese si sposta poi verso il basso secondo differenziali crescenti.

Euribor 3 mesi a -0,22% a metà 2020 e tasso positivo soltanto nella seconda metà del 2021, con un ritardo di due scadenze sulla scaletta in blu.

Depositi overnight usati per 367 miliardi di euro, conti correnti presso Bce per 760 miliardi.

Previsioni Euribor del 16 settembre 2016

L’eccesso di liquidità rimane stabile nel corso della settimana e l’Euribor 3 mesi chiude invariato sul fixing di venerdi scorso a -0,301%.

Euribor 1-6 mesi in discesa a -0,371% e -0,201%.

Euribor 12 mesi a -0,054% (fonte dati: Aritma).

Brevissimo sempre sui minimi assoluti.

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Tassi future confermati sul breve termine, poi rivisitati in lieve ribasso fino a metà 2019 per le voci che irrobustiscono l’ipotesi di estensione del Quantitative Easing oltre marzo prossimo, infine increspati sull’ultimo tratto della curva per effetto trascinamento del mercato secondario.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2022-liffe-16-settembre-2016Nessuna reazione sul breve e medio termine quando martedi l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha tagliato le stime per la domanda globale di petrolio ed ha previsto offerta eccedente per buona parte dell’anno prossimo.

Lievi limature a partire dalle scadenze 2019 al termine della seduta di giovedi, dopo la diffusione di informazioni importanti ma ampiamente attese: da un lato la conferma dei tassi d’interesse e delle operazioni di acquisto in titoli obbligazionari per la Banca centrale d’Inghilterra, dall’altro la conferma dell’inflazione eurozona di agosto allo 0,2% su base annua.

In data 16/09/2016 i tassi impliciti nei derivati sull’Euribor 3 mesi segnalano quota -0,32% per metà dicembre.

L’anno 2017 sarà tutto all’insegna del ribasso che, per quanto limitato nell’ordine dei cinque centesimi, porterà il parametro più usato per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile al minimo -0,375% negli ultimi giorni.

Euribor 3 mesi visto a 0,28% nel 2022, sei centesimi sopra la previsione di venerdi scorso.

Si conferma il trend in salita per il primo giorno nel periodo di mantenimento della riserva obbligatoria con il surplus di 172 miliardi di euro fatto registrare mercoledi, fra conti correnti e depositi overnight, rispetto alla somma degli stessi dati di luglio.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 23 settembre 2016”)

Previsioni Euribor e Irs del 9 settembre 2016

Se nella prima metà della settimana i tassi di interesse delle obbligazioni sul mercato secondario, in parallelo a quelli previsti sul medio-lungo termine attraverso le contrattazioni dei derivati, avevano aperto alla possibilità di intervento della Bce nella prospettiva di fine anno anche grazie al supporto dei dati macroeconomici Usa poco brillanti, dalla seduta di giovedi si è verificato il ridimensionamento del fenomeno.

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A spegnere gli entusiasmi ha provveduto infatti la stessa autorità di politica monetaria europea che durante la conferenza stampa, dopo aver lasciato invariati i tassi base (Refi nullo) ed il Quantitative Easing come da corrette previsioni del Liffe, facendo uso della voce del governatore ha dichiarato di non aver discusso modifiche riguardanti il programma di acquisti obbligazionari.

Il quadro europeo disegnato dalle proiezioni di reddito e inflazione, quasi invariato rispetto a giugno, e la notizia secondo cui il direttivo Bce non ha neppure valutato l’estensione temporale del QE, in scadenza a marzo prossimo, hanno deluso molti a partire dagli operatori delle piazze azionarie. Sul mercato dei derivati di Londra, a titolo d’esempio: la scadenza di settembre 2018, che mercoledi si era spinta a segnalare l’Euribor 3 mesi vicinissimo all’attuale tasso sui depositi -0,4%, tornava a -0,365% a fine seduta.

Il tutto, giovedi mattina, era stato preceduto dai nuovi valori record per l’Euribor sulla scadenza settimanale (-0,382%) e su quella trimestrale (-0,304%) negli scambi di denaro tra banche commerciali.euribor-360-gg-9-set-16

Invece, ad esclusione dell’Eonia unico tasso “transato” su un mercato che vede di nuovo in aumento l’eccesso di liquidità, le banche del panel interpellate travolgono al rialzo tutte le scadenze fissate al 9 settembre 2016; in particolare, l’Euribor 3 mesi chiude invariato a sette giorni a -0,301%.

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2022-liffe-9-settembre-2016La curva delle attese alla stessa data, come è agevole notare dal grafico, ricalca quasi fedelmente la forma parabolica del venerdi prima e traccia la discesa dell’Euribor 3 mesi fino al minimo -0,36% a dicembre dell’anno prossimo.

A metà 2018, quando l’Euribor in quota -0,35% avrà ricominciato a salire, la convenienza del tasso reale avvantaggerà i mutuatari quasi nella misura del 2% annuo.

I differenziali sulle attese a sette giorni vengono segnalati a partire dalla fine del 2020 (-0,075%) e raggiungono il picco di venticinque millesimi per le scadenze relative alla seconda metà dell’anno 2021 (tassi nominali positivi).

Come anticipato, la correzione dei prezzi per le obbligazioni del vecchio continente e l’inversione di rotta per i tassi di interesse è iniziata giovedi ed è proseguita anche venerdi attraverso movimenti generalizzati per i titoli europei, coerentemente ai toni espressi in conferenza meno espansivi delle attese.

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Il tasso fisso per i mutui di durata decennale, pertanto, è risalito a 0,36% in data 09/09/2016 dopo aver oscillato per molte sedute vicino ai minimi.eurirs-9-set-2016

Difatti il fine mese di agosto si era presentato apatico, con il rafforzamento delle ragioni per la stretta monetaria nordamericana nel complesso insufficienti a definirne la tempistica e con la prosecuzione del movimento laterale del Bund.

Dopo la discesa al minimo storico 0,26% e prima che il dato Usa sulla creazione di buste paga mettesse la parola fine alle suggestioni di un rialzo immediato dei tassi oltreoceano, l’Irs10Y chiudeva il mese a 0,28%, vicinissimo allo 0,3% di cui alle previsioni ultime.

Attualmente i nuovi stimoli di allentamento quantitativo sembrano soltanto rimandati: la Bce, al di là dell’obiettivo istituzionale, deve continuare a proteggere il debito periferico e perciò i rialzi dei rendimenti nelle ultime sedute (il decennale tedesco è tornato positivo!) dovrebbero essere assorbiti in tempi abbastanza rapidi.

futures-sul-bund-eurex-9-set-2016L’azione dell’autorità monetaria dovrebbe spingere il Bund a bucare quota -0,2% (sempre se il rendimento reale verrà ritenuto accettabile dai grandi investitori che, diversamente, procederebbero a monetizzare); in tale ipotesi il Btp decennale rimarrebbe condizionato sotto l’1%.

Le previsioni Irs 10 anni indicano ribasso a quota 0,31% per fine settembre ed ulteriore calo per fine ottobre.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 16 settembre 2016”)

Previsioni Euribor del 2 settembre 2016

I movimenti rilevati su mercato interbancario nel corso della settimana sono stati molto limitati ma sono tornati a descrivere un trend in discesa favorito dalla crescita dell’eccesso di liquidità sistemica (sopra i 1.000 miliardi di euro).

Il mese si è aperto col record per l’Euribor 1 settimana, sceso a -0,381%.

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 2 settembre 2016)

L’Euribor 3 mesi, dopo essere stato fermo per tre sedute, chiude al nuovo minimo storico -0,301% il 2 settembre 2016, distante quasi un centesimo dalla previsione del Liffe -0,31% per metà mese.

tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 2 settembre 2016)La curva dei tassi attesi è vicinissima a quella ipotizzata a luglio, all’indomani dell’ultimo meeting di politica monetaria: appaiono improbabili per giovedi 8, in occasione del prossimo incontro, un taglio del tasso sui depositi, un potenziamento del programma Quantitative Easing o la sua estensione temporale; più alte le possibilità per l’annuncio di misure quali un diverso criterio di acquisto degli asset, non più basato sulla esatta partecipazione percentuale dei Paesi membri al capitale Bce, o la variazione della soglia massima per singola emissione.

Le previsioni dei tassi sono rimaste immutate in scaletta per i prossimi quattro anni quando mercoledi i prezzi al consumo di agosto nella zona Euro sono risultati stabili, a livello annuale rispetto a luglio, secondo la stima flash di Eurostat.

In data 02/09/2016 i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi prolungano l’andamento in discesa fino al minimo -0,355% a cavallo tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018.

Euribor 3 mesi a -0,32% a marzo 2019, invariato rispetto a venerdi scorso.

Il tasso nominale tornerà positivo a metà 2021.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,373%, -0,193% e -0,052% (fonte dati: Aritma).

Depositi overnight usati per 371 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 769 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 9 settembre 2016”)

Previsioni Euribor del 26 agosto 2016

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 26 agosto 2016)

Senza variazioni di volume per l’eccesso di liquidità nel sistema, l’Euribor 3 mesi ha confermato il fixing di venerdi scorso a -0,298%, costante nelle ultime quattro sedute.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,371%, -0,191% e -0,05% (fonte dati: Kairos Partners).

L’Euribor 2 settimane chiude a -0,377%, vicinissimo alla scadenza settimanale ed anch’esso ormai prossimo al limite teorico -0,4% del tasso sui depositi.

Martedi nessuna reazione dai derivati del Liffe dopo la diffusione dell’indice PMI Flash Markit Eurozona, al record negli ultimi sette mesi.tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2022 (Liffe, 26 agosto 2016)

Le curve dei tassi previsti dagli operatori venerdi scorso e in data 26/08/2016, sovrapposte, evidenziano la prosecuzione del movimento in avvicinamento al fixing per il valore di settembre (-0,3%) e per gli altri fino alla seconda metà del 2017, ad indicare il raffreddamento dell’ipotesi di intervento immediato della Bce.

Le differenze a sette giorni, positive sul breve termine e negative sul medio, risultano di modesta entità perché le ultime sedute hanno risentito del clima festivo e non sono state caratterizzate da particolari spunti macro. Anche l’indice IFO tedesco è stato ignorato.

L’Euribor 3 mesi è confermato al minimo -0,345% a cavallo tra il 2017 ed il 2018.

Tasso reale negativo anche per il valore più alto disponibile in scaletta: 0,235% a metà 2022.

Depositi overnight usati venerdi per 348 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 738 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 2 settembre 2016”)

Previsioni Irs del 19 agosto 2016

Se la Banca centrale europea, agli occhi di tutti gli analisti, è apparsa la dominatrice assoluta del mercato per aver mantenuto salde le redini del sistema finanziario scosso da Brexit, è lecito attendersi che l’autorità di politica monetaria voglia confermarsi protagonista anche nel futuro prossimo in cui la speculazione sul settore bancario si tradurrà in azioni di attacco al debito pubblico.futures sul Bund (Eurex, 19 agosto 2016)

Nell’ultima settimana di luglio la Federal Reserve, come da previsioni, lasciava i tassi invariati; il Pil americano II trimestre rallentava così come accadeva nel vecchio continente dove calavano sia il prezzo del petrolio, poco sopra i 41 dollari per eccesso di offerta e indebolimento della domanda, sia i rendimenti di Bund (-0,119%) e Btp (1,17%). Eppure l’Irs 10 anni, misteriosamente, scalava vette impensabili passando da 0,34% a 0,43% nell’ultima seduta del mese contro previsioni di tutt’altro orientamento.

La prima settimana di agosto si rivelerà la più interessante tra quelle del periodo in osservazione: si iniziava con gli stress test sulle principali banche europee che, accolti male dalle Borse, generavano un clima di avversione al rischio poi tradotto da realizzi indiscriminati, anche sul Bund.

Successivamente la decisione della Bank of England andava oltre le attese: taglio del tasso bancario di riferimento al minimo storico 0,25%, espansione del programma di acquisto per i titoli di stato e lancio di due nuovi piani, di cui uno per l’acquisto di corporate bond e l’altro destinato agli istituti di credito.

Pertanto il Bund tornava ad essere acquistato ma la correlazione col benchmark americano, il cui yield risaliva per 14 p.b. in una settimana anche grazie ai buoni numeri sull’occupazione nel primo venerdi del mese, lo rallentava.

Col Btp stabile l’Irs 10, dopo aver toccato i minimi per due volte, chiudeva il 5 agosto a 0,33%.

Nella settimana prima di ferragosto la speculazione indotta dalle parole del presidente della Fed di San Francisco, fiducioso sul miglioramento delle condizioni di occupazione e inflazione, avevano respiro molto corto perché il Treasury finiva al ribasso a 1,51% portandosi dietro il decennale tedesco e quello italiano: il Btp, anche grazie all’intensificazione dell’azione Bce per tenerlo immune dalla speculazione dopo i test sulle banche, arrivava a sfiorare i minimi poco sopra i 100 punti base. Tornava così al minimo storico 0,28% l’Irs 10Y.

Infine, nelle recenti sedute il prezzo del petrolio è sembrato concludere un ampio movimento che lo ha riportato a ridosso dei 50 dollari al barile: l’effetto congiunto della dialettica di Riad, che ha affermato di voler aumentare la produzione, e dell’aumento delle trivelle attive negli Usa è stato più che compensato dalla riduzione delle scorte americane di greggio e di benzina.Irs (19 agosto 2016)

Ciò ha giocato di sicuro un ruolo importante in una settimana tipicamente festiva, caratterizzata da volatilità e correzioni, in cui si è registrato un aumento generalizzato dei rendimenti per i titoli di Stato (nonostante dalle minute Fed emerga la convinzione delle difficoltà crescenti da superare per effettuare un rialzo dei tassi a settembre e nonostante il ritorno alla deflazione europea su base mese in luglio). Irs 10 anni fissato a 0,32% il 19 agosto 2016.

Per i motivi sopra richiamati a settembre la Bce dovrebbe implementare di nuovo il Quantitative Easing ed il Bund permanere stabilmente in territorio negativo avvicinandosi alla soglia limite teorica -0,4%.

Il tasso Irs 10 anni è visto in discesa a 0,3% per fine agosto, prossimo ai minimi storici, quindi in ulteriore discesa a settembre.

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 9 settembre 2016“)


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