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Previsioni Euribor dell’8 dicembre 2017

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-8-dicembre-2017La curva dei tassi impliciti nei derivati sull’Euribor 3 mesi, in data 08/12/2017, non fornisce informazioni su eventuali novità che potranno scaturire dalla riunione prossima dei banchieri centrali giovedi 14. Confermata quota -0,32% tra la fine di quest’anno e marzo 2018, vicinissima al fixing -0,326%.

I movimenti che hanno turbato i futures sull’Eonia, invece, non sembrano indicare ripensamenti sulla politica dei tassi base, lungamente confermata dalla Bce, ma vengono imputati alla nuova presenza inquietante di una banca greca che avrebbe concluso operazioni prive di adeguata garanzia.

Euribor 3 mesi a -0,305% per fine 2020, due centesimi sopra la previsione di venerdi scorso col contributo della lieve revisione al rialzo su base annuale del Pil Eurozona III trimestre.

Sempre a 1,04% il tasso future sulla scadenza settembre 2023.

Sul mercato interbancario Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,369%, -0,271% e -0,191% (fonte dati: Kairos Partners).

Depositi overnight usati giovedi per 696 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.335 mld.

Previsioni Euribor del 1° dicembre 2017

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-1-dicembre-2017Per l’intero mese di novembre l’Euribor 3 mesi è stato fissato allo stesso livello, ma il 1° dicembre il fixing segnala -0,326%.

Il fatto non ha rilevanza sulla curva dei tassi attesi, come si vede dal grafico, perché sul breve termine le previsioni in data 01/12/2017 sono invariate: -0,31% a metà dell’anno prossimo.

Sul medio-lungo termine, invece, limature progressive fin’oltre quattro centesimi in sette giorni evidenziano la discesa dei rendimenti sul mercato delle obbligazioni dove continua ad essere avvertita la presenza preponderante degli acquisti programmati dall’autorità monetaria.

Il dato contrasta in maniera anomala con le notizie giunte in settimana: stima preliminare dei prezzi al consumo Eurozona in salita a novembre su base annuale e robustezza dei dati economici rilevati dagli indici PMI.

Euribor 3 mesi di nuovo in territorio negativo a dicembre 2019 in quota -0,01%.

Risalita da quota 0,62% a 0,82% nel 2022.

Sul mercato interbancario Euribor in lievissima risalita per le scadenze 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,369%, -0,271% e -0,188% (fonte dati: Aritma). Eccesso di liquidità sistemica sempre attorno ai 1.900 miliardi di euro.

Depositi overnight usati giovedi per 686 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.323 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor dell’8 dicembre 2017”)

Previsioni Euribor del 24 novembre 2017

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Le variazioni di prezzo che in settimana hanno riguardato i futures contrattati sul mercato Liffe, dai quali si estrapolano le previsioni sull’Euribor 3 mesi, sono state molto blande ed hanno rispecchiato l’andamento laterale di altre attività sul mercato secondario dove si avverte la presenza forte e calmieratrice della Bce.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-24-novembre-2017La più significativa notizia economica, l’indice flash composito IHS Markit PMI sull’Eurozona che a novembre ha segnalato la crescita record pluriennale per tutti gli indicatori, non ha prodotto increspature dei tassi attesi.

In base alle previsioni elaborate il 24/11/2017, quando anticipazioni danno al lavoro il Parlamento UE per sterilizzare gli effetti contabili delle cessioni in blocco di Npl, la curva presenta sul tratto iniziale il consueto andamento quasi orizzontale all’asse dei tempi, con valori poco superiori al fixing -0,329% che si ripete da inizio mese sul mercato interbancario.

Quindi l’aumento della pendenza colloca l’Euribor 3 mesi in quota -0,26% alla fine dell’anno prossimo, con un differenziale positivo pari a quindici millesimi in sette giorni.

Vista quota 0,155% a metà 2020 e quota 0,525% per settembre 2021, quando la risalita del parametro più utilizzato per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile seguirà andamento lineare nel tempo.

Tornano ad azzerarsi i differenziali sul lungo termine, con l’Euribor 3 mesi prossimo a quota 1%.

Chiudono la settimana a -0,372%, -0,272% e -0,186%, rispettivamente, i tassi Euribor 1-6-12 mesi (fonte dati: Aritma).

Depositi overnight usati giovedi per 700 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.263 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 1° dicembre 2017”)

Previsioni Irs del 17 novembre 2017

A inizio mese l’onda lunga dell’efficace riunione Bce proseguiva ad abbassare i tassi con l’aiuto delle stime al ribasso dell’inflazione Eurozona mentre, dal nuovo continente, giungevano le notizie del costo del denaro Usa fermo e della creazione di posti lavoro sotto le attese.

Il rendimento Treasury risultava in netto calo anche grazie alla circolazione del nome di Jerome Powell alla guida della Fed e l’Irs chiudeva a 0,86% il 3 novembre: evidente il convincimento degli investitori sulle banche centrali che manterranno il sistema in condizioni di liquidità sovrabbondante ancora per molto tempo. La fase in corso è ben diversa da quella che gli analisti ipotizzavano fino a pochi mesi fa.

irs-17-11-2017La settimana successiva non presentava alcun dato macro innovativo ma era caratterizzata da prese di profitto in vista della chiusura dei bilanci a fine anno (non a caso i realizzi erano concomitanti su azionario e obbligazionario): tutti in salita i rendimenti europei, col Bund che si manteneva a 200 bp di distanza dal Treasury appesantito da considerevoli nuove immissioni. Irs 10Y in lieve salita a 0,9% il 10 novembre, massimo relativo da quindici giorni.

Nell’ultima settimana sono giunti segnali di rallentamento sia dal Pil Eurozona III trimestre che dall’inflazione di ottobre all’1,4%.

Considerate le emissioni di nuova carta copiose sul tratto medio-lungo per Germania, Francia, Spagna e Italia, appaiono significative le limature di pochi punti base per il Bund (di nuovo sotto 0,4%) e per i titoli che hanno portato giù l’Irs 10 anni a 0,86% il 17/11/2017 e ne condizionano la previsione di fine novembre in quota 0,8%, appena corretta rispetto alla precedente di fine ottobre.

Ancor più significativo, però, è il consolidamento dell’intervallo di variazione del tasso fisso che viene aggiornato lievemente verso il basso nella fascia 0,62%-0,92% anche grazie all’effetto di “segnalazione” del QE rivendicato con soddisfazione da Draghi, oggi più importante della durata.futures-sul-bund-eurex-17-11-2017

L’azione della Bce è tesa ad impedire per tutto l’anno il superamento di quota 0,6% al decennale tedesco, che proverà a guadagnare quota quando i recenti massimi relativi del petrolio entreranno nella statistica dei prezzi al consumo e quindi saranno inglobati nel valore reale delle attività.

Con l’annuo nuovo, e la decisa riduzione del QE, dovrebbe concludersi la fase laterale ed i tassi sarebbero destinati a salire.

Previsioni Euribor del 17 novembre 2017

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Limature giornaliere lievi, nel corso della settimana, hanno attenuato l’inclinazione della curva dei tassi attesi sul tratto di medio-lungo termine per motivi legati al rallentamento della crescita economica (Pil Eurozona III trimestre in seconda lettura preliminare), alla flessione dei prezzi del petrolio (riduzione delle stime di crescita per la domanda 2018 formulate dall’Agenzia internazionale per l’energia) e alla discesa del tasso di inflazione annuale nella zona euro all’1,4% in ottobre (contro l’1,5% di settembre).tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-17-novembre-2017

L’Euribor 3 mesi è visto dagli operatori sui derivati del mercato di Londra nuovamente a -0,32% per marzo dell’anno prossimo, quasi in linea col fixing -0,329% del 17/11/2017 che, pur inchiodato da tredici sedute, non fa più notizia. Staticità imputabile all’eccesso di liquidità sistemica giunta quasi a 2.000 miliardi di euro.

La pendenza della curva dei tassi future si accresce in corrispondenza dell’ultimo trimestre 2018 (-0,305% a settembre), quando le misure eccezionali che la Bce sta utilizzando per risollevare i prezzi al consumo troveranno ulteriore riduzione o saranno state annullate.

Euribor 3 mesi in quota 0,285% per dicembre 2020, due centesimi in meno nell’arco di sette giorni.

Chiudono la settimana a -0,373%, -0,274% e -0,192%, rispettivamente, i tassi Euribor 1-6-12 mesi (fonte dati: Aritma).

Depositi overnight usati giovedi per 690 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.281 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 24 novembre 2017”)

Previsioni Euribor del 10 novembre 2017

I continui record di liquidità in eccesso che animano il mercato monetario impediscono la risalita dei saggi, ma al tempo stesso il limite inferiore confermato dalla Bce per il tasso sui depositi non rende possibile sperimentare ulteriori minimi per le condizioni di costo alle quali le banche si prestano denaro a vicenda.

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Ne consegue l’andamento uniforme dei tassi sul mercato interbancario che conferma per l’ennesima volta l’Euribor 3 mesi a -0,329% il 10 novembre 2017 e l’Euribor 12 mesi a -0,191%.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-10-novembre-2017Se le previsioni del Liffe si mantengono inalterate sul breve termine, con l’Euribor 3 mesi a -0,32% per marzo prossimo e tendente alla stabilità nel semestre successivo, a partire dalla seconda metà del 2019 i tassi future risentono anzitutto delle increspature che giovedi hanno fatto seguito alle vendite sui mercati obbligazionari, logica conseguenza delle prese di profitto dopo il rally innescato dalla Bce con l’estensione del Quantitative Easing.

Euribor 3 mesi visto sopra quota 0,3% a fine 2020.

La parte alta della curva dei tassi estrapolati dai derivati risulta pertanto più lontana dall’asse dei tempi, con differenziali positivi a sette giorni fino a sei centesimi, nonostante lunedi fossero intervenute lievi limature in concomitanza coi dubbi sulla perdita di slancio dell’economia europea certificata dall’indice Markit composito finale.

Obbligazioni a tasso variabile con cedola attorno all’1% oltre maggiorazione nell’anno 2023.

Chiudono la settimana a -0,371% e -0,275%, rispettivamente, i tassi Euribor 1-6 mesi (fonte dati: Aritma).

Depositi overnight usati giovedi per 645 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.351 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 17 novembre 2017”)


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