Archivio per aprile 2010
Ragazzo con canestra di frutta: la sensualità sperimentale di Caravaggio
Il sequestro dei beni del 1607, ordinato per inadempienze fiscali dell’artista e collezionista Giuseppe Cesari meglio noto come Cavalier d’Arpino, costrinse il pittore a privarsi del celebre dipinto “fanciullo con canestro di frutta”, la più antica opera autografa di Caravaggio.
Michelangelo Merisi, che trascorse solo pochi mesi presso la bottega del Cavalier d’Arpino, in quel periodo si impegnò nella composizione artistica di fiori e frutti con l’intento di pareggiare la pittura della natura morta con la pittura di figura.
Il risultato che ci è pervenuto va a vantaggio della prima: gioiosa nei suoi tanti colori vividi, la frutta che strabocca dalla cesta, simbolo dell’amore, viene offerta all’artista e, idealmente, a chiunque si trovi ad ammirare il quadro.
Il giovane che porge la canestra, per quanto dettagliato nella descrizione della pelle e delle pieghe dell’abito, è ritratto invece in una posa patetica: viene raffigurato Mario Minniti, amico intimo di Caravaggio e primo tra i modelli ad entrare nelle sue opere. Anche altre fonti lo descrivono come un bel ragazzo, ma qui l’Artista ne accentua l’aspetto sensuale con la bocca dischiusa, il capo inclinato e la spalla scoperta che lo rendono molle e sognante.
Entrato poi a far parte della collezione del cardinale Scipione Borghese, ed oggi nella stessa collezione della Galleria Borghese a Roma, l’olio su tela “giovane con un canestro di frutti” (1592-1593) può essere ammirato presso le Scuderie del Quirinale (http://www.questidenari.com/?tag=scuderie-quirinale).
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Incentivi 2010: aggiornamenti sulla banda larga
Pubblicato da L'Autore in Miscellaneous il 25 aprile 2010
Secondo le fonti ufficiali, contattate a mezzo call center, i fondi per gli incentivi del Ministero dello Sviluppo Economico da destinare ai nuovi acquirenti della banda larga sarebbero stati utilizzati sinora in misura ridotta, circa il 10% del patrimonio destinato a questa tipologia di prodotto in base ai programmi dei dirigenti pubblici (http://www.questidenari.com/?tag=incentivi-2010).
Destinatarie del beneficio sono le persone fisiche di età compresa tra i 18 e i 30 anni, incentivate con un bonus pari ad euro 50 per le nuove attivazioni di connessione in banda larga mobile e fissa.
La procedura da avviare per ottenere il beneficio è molto semplice: basta attivare una nuova linea fissa o accendere un abbonamento per navigazione in mobilità presso uno degli operatori disponibili, in questi giorni molto propensi a lanciare offerte studiate appositamente per incontrare la politica degli incentivi governativi.
In alcuni casi l’operatore mette a disposizione il proprio call center, sito web o punto vendita per tradurre il bonus in un allungamento del periodo di abbonamento; in altri casi i 50 euro si traducono in uno sconto ulteriore ed immediato sull’acquisto dello strumento per la connessione.
Fonte: Radio24
(per la nuova disponibilità degli incentivi per la banda larga al 3 novembre 2010 si legga http://www.questidenari.com/?p=3168)
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Niente caffè per Malinconico. E meno responsabilità per i blogger
Pubblicato da L'Autore in Miscellaneous il 25 aprile 2010
La proposta del presidente Fieg Carlo Malinconico ha incontrato venerdi scorso il diniego bipartisan del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e di Paolo Gentiloni, Responsabile Comunicazione del Pd.
Scontenta proprio tutti, a quanto pare, l’idea di tassare la connessione a banda larga per aiutare gli editori ad uscire da una crisi settoriale che origina da più di una causa (http://www.questidenari.com/?p=2491). Valanghe di email, commenti ironici o arrabbiati, sono giunti alle testate dai naviganti della rete web che non intendono appoggiare l’ipotesi dell’obolo versato da tutti a vantaggio del sistema editoriale: forse più di quanto accada in altri contesti che impongono condizioni onerose di accesso e permanenza, gli internauti sentono forte l’appartenenza al luogo telematico dove frequentemente, con criterio meritocratico, vengono premiati i contenuti di elevato interesse, espressi in maniera indipendente da una qualsiasi logica “politica” (fonte: IlSole24Ore.com).
La notizia del rifiuto trasversale è giunta in contemporanea a quella proveniente dalla terza sezione della Corte di Appello di Torino, in cui si intrecciano ancora la dimensione editoriale e la dimensione web.
Il giornalista e blogger Roberto Mancini, condannato alla sanzione pecuniaria di euro 1.000 per essersi reso colpevole del reato di diffamazione a seguito della pubblicazione di due post recanti la sua firma, è stato invece assolto dal reato di omesso controllo degli articoli non firmati.
Secondo i giudici, dunque, devono considerarsi anonimi i post che non recano la firma del gestore del blog. La sentenza, che riforma quella di primo grado, conclude che la figura del blogger non è equiparabile a quella del direttore di giornale (fonte: IlSole24Ore.com).
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Malinconico. Tasse per tutti e caffè per gli editori
Pubblicato da L'Autore in Miscellaneous il 23 aprile 2010
Il costo di un caffè al mese per navigare in Internet come avete sempre fatto. Sarebbe solo una piccola tassa in cambio della fruizione di tanto materiale informativo (e non) da trovare on line. Una tassa da aggiungere, ovviamente, agli oneri per la connessione che già sostenete.
E’ la proposta del presidente Fieg, Carlo Malinconico, che intende così contrastare in via transitoria la grave crisi del settore dell’editoria, nonché minaccia per il pluralismo informativo. La misura sarebbe anche conseguenza della condotta del Governo, reo non solo di non aver accordato sostegno nel momento della difficoltà congiunturale, ma addirittura di aver posto in essere misure punitive sostanziatesi nella soppressione delle tariffe postali agevolate.
Questa, in sintesi, è la soluzione del presidente della Federazione Italiana Editori Giornali nell’attesa che l’Antitrust risolva il problema dei contenuti editoriali utilizzati dai motori di ricerca: a partire da Google, essi deviano altrove l’utenza che cerca un determinato articolo di testata, mettendo così a rischio la pubblicità on line raccolta dal sito della stessa testata giornalistica (fonte: Corriere.it).
E voi cosa pensate?
Viviamo un’epoca in cui il diritto del cittadino all’informazione è tutelato dalla possibilità di scelta tra una pluralità di fonti informative di cui sono portatori soggetti liberi di esprimere opinioni eterogenee senza pericolo di emarginazione?
Considerate giusto per il Governo rivedere i parametri di assegnazione dei finanziamenti pubblici all’editoria sulla base dei principi dei regimi libero-concorrenziali, ovvero erogare denaro pubblico in proporzione alle vendite realizzate da testate che, evidentemente, siano in grado di raccogliere l’apprezzamento dei lettori?
Ritenete applicabile in Italia il modello proposto da Murdoch che, entro certi limiti e a causa della diminuzione degli introiti pubblicitari, ha reso l’informazione generalista on line (oltre che specialistica in materia finanziaria) accessibile solo a pagamento?
Il caffè vi rende nervosi?
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