Un Deben e mezzo

 

Annotazioni scritte dell’antica Mesopotamia risalenti al 2400 A.C. ci riferiscono sui primi usi del denaro, quando l’argento veniva pesato e poi utilizzato per pagare terre, tasse e affitti.

E purtroppo, tra i possibili usi vi sono anche quelli illeciti: una pergamena dell’antico Egitto, risalente al 1100 A.C., ci fa sapere che due ladri vennero inchiodati dalle testimonianze di persone che li avevano visti spendere l’oro e l’argento trafugati da una tomba.

I festeggiamenti per la riuscita dell’azione criminale vennero infatti preparati acquistando vino e miele con lo stesso metallo misurato a peso secondo standard ufficiali (1 deben corrispondeva a circa 14 grammi di argento).

Investi responsabilmente

 

I soldi possono essere spesi, investiti o sperperati.

Tralasciando quest’ultima possibilità su cui non c’è bisogno di consiglio alcuno – come disse George Best: “In vita mia ho speso soldi per donne, auto e alcool, tutti gli altri li ho sperperati” – la differenza tra la spesa e l’investimento è piuttosto chiara quando si pensa ai soldi utilizzati per i viaggi e a quelli portati in banca per comprarci i Buoni del Tesoro.

L’investimento, dunque, presuppone la rinuncia all’utilizzo immediato del denaro in cambio di un premio futuro (gli interessi).

Quanti pensano che il rendimento dei titoli di Stato è sicuro?

Scommetto che siete in tanti, perché se avete lasciato in banca 100, dopo 1 anno vi hanno restituito 103.

E l’inflazione? E se dopo aver rinunciato ad acquistare il pane con quei 100, dopo 1 anno il fornaio vi chiede 104?

Senza creare allarmismi, è giusto che tutti siano consapevoli che a questo mondo non esiste nulla di certo quando si parla di impiego dei soldi, ma esistono sempre dei rischi qualificabili (e purtroppo non quantificabili) da tenere sotto controllo, se possibile, se siamo bravi, o se ci danno il suggerimento giusto che nella quasi totalità dei casi coincide con quello disinteressato.

Quando il risparmiatore rivolge al proprio consulente (bancario, assicuratore o promotore che sia) la fatidica richiesta “voglio guadagnare”, il bravo professionista risponde: “rispetto a cosa? All’inflazione? Ai Bot? Alle Borse?”. Questo perché ogni livello di guadagno è correlato ad un certo grado di rischio, e l’etica professionale impone ad ogni consulente di rendere cosciente il proprio assistito che elevati margini di guadagno sperato si collegano ad altrettanto elevati rischi di oscillazione del valore dei propri investimenti (in accezione negativa, nella fattispecie) e a tempi lunghi di maturazione dei benefici, anche decenni. Il guadagno “tanto, facile e subito” non esiste, toglietevelo dalla testa!

Focalizzatevi sul COME, più che sul COSA. Ai tanti che mi hanno chiesto dove investire i propri risparmi, ho sempre risposto e continuerò a rispondere di investire in previsione dei tempi necessari a recuperare quei soldi per le spese programmate, pretendere di essere messi in condizione di sapere cosa accade nella migliore come nella peggiore delle ipotesi sui possibili scenari dei mercati finanziari, ed infine scegliere più di una forma di investimento: se il mare si agita, meglio caricare le merci su 10 navi diverse anziché rischiare il naufragio dell’unico mezzo utilizzato per il trasporto.

Cuprea Moneta

La forma di denaro più antica di cui si abbia notizia è rappresentata dalle conchiglie di ciprea, un mollusco delle acque poco profonde nell’Oceano Indiano.

Se infatti, per definizione, il denaro è ciò che utilizziamo per pagare i nostri acquisti perché così stabilisce l’ordinamento giuridico che la nostra comunità si è data, non dobbiamo limitarci a pensare che si tratta solo di banconote, monete o registrazioni elettroniche.

E così, nella Cina di più di 3.000 anni fa, le forme e dimensioni regolari di queste conchiglie, e forse anche la loro bellezza, ne hanno facilitato il calcolo del valore rendendole adatte ad essere diffuse su larga scala e comunemente accettate per la funzione di pagamento.

cuprea21

Libera tutti

 

E’ delle ultime ore la notizia che l’Antitrust, nella persona del presidente Catricalà, ha ammonito sull’urgenza ed inevitabilità dell’intervento su banche e compagnie assicuratrici in materia di misure regolatorie.

La recente crisi dei mercati ha difatti denunciato l’inadeguatezza dei meccanismi autoregolatori del sistema finanziario, conseguenza di pericolose relazioni tra istituti che non pongono in essere comportamenti concorrenziali ed espongono il sistema stesso al rischio di deleteri effetti domino.

Al fine di risollevare la fiducia degli operatori presenti sul mercato dei capitali, una delle misure adottate riguarderà le condizioni di trasparenza sulla portabilità dei mutui, in particolare l’introduzione dell’indice sintetico di costo comprensivo del tasso passivo e commissione di massimo scoperto –  allo stato attuale, l’Antitrust denuncia la lacuna normativa che non consente di tutelare le piccole e medie imprese, ma soltanto i consumatori, di fronte a pratiche commerciali scorrette nell’applicazione della commissione di massimo scoperto.

Maggiori possibilità di comprensione delle varie opzioni indurranno così i richiedenti mutuo a paragonare più agevolmente le singole offerte di negoziazione e portabilità, ovvero a rendere più frequenti i trasferimenti tra gli istituti di credito con benefici effetti sul ribasso degli spread (i costi che le banche fanno pagare ai loro clienti in cambio dei servizi prestati).

Tanto per cominciare

Ha ancora senso dedicare un intero blog all’argomento degli investimenti in Borsa, a quello delle polizze vita o dei mutui casa?

O forse sarebbe meglio trattare argomenti più accessibili all’italiano medio – quello che fatica ad arrivare alla 3° settimana, per intenderci – parlando del conto corrente, di polizze auto e rate del televisore al plasma?

E perché trascurare il credito a tanti zeri che le banche concedono alle aziende, magari inserendo qua e là i jpeg di qualche stellina televisiva dei reality, così, tanto per tenere desta l’attenzione degli utenti non-imprenditori ma pur sempre buongustai?

I soldi e i loro impieghi, al di là di ogni posizione moralistica per quanto legittima, interessano tutti coloro che vogliono raggiungere i propri obiettivi personali, talvolta misurandosi il grado di felicità coi numeri stampati sui pezzi di carta dell’estratto conto.

Perché al primo pensiero, i soldi non ci invitano a riflettere sul modo in cui le ricchezze sono state accumulate ma piuttosto ci fanno sognare quello che da sempre avremmo voluto realizzare, sospirare nella consapevolezza che dovremo aspettare ancora e chissà per quanto.

Almeno per un attimo, come i fantasmi, questi denari si identificano con ognuno di noi: dobbiamo farci forza, e tornare a relegarli nella loro dimensione tipica strumentale, senza cedimenti al loro fascino perverso. Proveremo a vedere come.

fantasmi1 Ascolta Eduardo De Filippo


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare, per intero ed in qualsiasi altro luogo, i testi presenti sul sito web “www.questidenari.com”. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.