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Previsioni Euribor e Irs del 20 gennaio 2017

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Nel corso di una conferenza stampa piuttosto noiosa, chiusa opportunamente con un quarto d’ora di anticipo prima che potesse cadere dalla sedia un’assonnata giornalista intervenuta, il governatore Draghi ha illustrato lo scontato (e di fatto previsto) mantenimento della politica monetaria europea in termini di tassi base (Refi 0% e Deposit Rate -0,4%) e QE (80 miliardi di euro al mese fino a marzo, quindi 60 fino a dicembre).euribor-360-gg-20-1-17

Il motivo non può che essere individuato nelle pressioni sui prezzi che permangono limitate, nonostante la componente energetica abbia trainato il rialzo recente dell’inflazione. Né, in generale, si avvertono segnali di rafforzamento della ripresa economica globale.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2022-liffe-20-gennaio-2017Proprio la giornata di mercoledi, in cui era stata fornita la lettura definitiva sulla dinamica dei prezzi al consumo nell’Eurozona di dicembre, era stata caratterizzata dai maggiori rialzi dei tassi future sul Liffe; quindi aumento lieve per giovedi, di pari passo con i tassi sul mercato secondario che non beneficiava dei listini azionari europei tutti in rosso (ad eccezione di Piazza Affari).

Sul mercato interbancario sia l’Euribor 1 mese che l’Euribor 3 mesi (-0,328%) hanno iniziato e concluso la settimana con la stessa quotazione, anche se quest’ultimo ha stabilito il nuovo record un millesimo più in basso. E’ sceso l’Euribor 6-12 mesi.

La curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti in data 20/01/2017 prosegue ad alternare il segno dei movimenti: stavolta sempre positivi, i differenziali incidono a partire dal breve termine. Ribadita l’esclusione del tapering anche da parte di Benoit Coeuré, le increspature di metà e fine anno (-0,31% e -0,265%) per l’Euribor 3 mesi sono imputabili all’onda lunga delle ferme intenzioni manifestate oltreoceano a dare seguito al ciclo rialzista dei tassi.

Euribor 3 mesi positivo già a settembre 2019 con quota 0,025%.

Nonostante la previsione di marzo prossimo si mantenga allineata al fixing, l’irrigidimento della curva è misurato dalla maggiore escursione coi valori di lungo termine: 1,36% è la distanza complessiva che separa l’Euribor 3 mesi da quota 1,035%, raggiunta in poco meno di sei anni, contro la distanza 1,23% stimata la settimana scorsa.

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L’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti è l’occasione di cambiamento che i mercati obbligazionari aspettavano da molto tempo: non a caso il tasso del Bund si è avvicinato sempre più al limite superiore del trading range.

Nella prima settimana dell’anno l’inflazione della Germania risultava in salita oltre le attese, preludio di un ritorno alla carica da parte dei falchi tedeschi desiderosi di porre termine alla politica ultra-espansiva Bce. Anche l’inflazione europea, in crescita come non accadeva dal 2013, e la risalita dei salari Usa che faceva leva sul Treasury, venduto assieme ai governativi europei, caratterizzavano questo periodo in cui l’Irs 10 anni risaliva a 0,74%, curiosamente proprio in concomitanza con la ripresa degli acquisti di titoli condotti dalla Bce nell’ambito del Quantitative Easing.

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Nella settimana dal 9 al 13 gennaio si segnalava il solo taglio della produzione petrolifera dell’Arabia Saudita prima della chiusura dell’Irs 10Y a 0,72%.

Nelle ultime sedute i rendimenti delle obbligazioni europee sono apparsi condizionati più dai commenti della Yellen che da quelli dei banchieri Bce: il Treasury pesante ha risollevato il rendimento del Bund oltre quota 0,4% come non accadeva da un anno esatto e l’Irs 10 anni è stato fissato a 0,79% il 20 gennaio 2017.eurirs-20-1-17

I mercati finanziari sono giunti al bivio da cui origina la fase ascendente dei tassi: se Donald Trump riuscirà a far “comprare e assumere americano”, dimostrando di saper passare dagli slogan della campagna elettorale ai numeri dell’economia reale, allora la rotazione dei portafogli indirizzerà il denaro sulle attività di rischio e i titoli governativi torneranno ad offrire percentuali interessanti.

Se ciò dovesse accadere l’Irs 10 anni punterebbe gradualmente verso quota 1,10%.

futures-sul-bund-eurex-20-1-17Se invece Trump non riuscisse a governare con la stessa disinvoltura con cui gestisce il proprio profilo social, allora il Bund stazionerebbe ancora entro i limiti dell’attuale trading range mantenendo stabile l’Irs 10 anni a 0,76% per fine gennaio.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 27 gennaio 2017”)

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Irs del 10 febbraio 2017”)


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