Archivio per la categoria Investimenti borsistici

Asta del Tesoro del 30 agosto 2010: molte richieste per Btp a 3 e 10 anni, rendimenti in calo per il decennale

Nonostante l’assenza della City, la domanda di Btp è stata sorprendente ed ha indotto il Tesoro a tagliare alcune richieste per l’asta del 30/08/2010.

Il Btp 10 anni (data Emissione 01/09/2010, data Scadenza 01/03/2021, data Regolamento 01/09/2010) è tornato ai rendimenti minimi di giugno 2006 col lordo annuo pari a 3,81% (era al 3,92% a luglio).

Il Btp 3 anni (data Emissione 01/06/2010, data Scadenza 01/06/2013, data Regolamento 01/09/2010) ha fatto registrare il rendimento lordo pari a 2,07% (contro il 2,01% di luglio).

Fonti web varie: borsaitaliana.it, Dipartimento del Tesoro


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

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Asta del 26 agosto 2010: scendono i rendimenti per i Bot 6 mesi, salgono per i Ctz

Rispetto all’asta del Tesoro di luglio, sono in calo ad agosto i rendimenti dei Bot semestrali – emissione e regolamento 31/08/2010, scadenza 28/02/2011 – allo 0,958% lordo annuo (contro l’1,034% di luglio).

E sempre rispetto a luglio, l’asta del 26 agosto 2010 inverte l’andamento anche per i rendimenti dei Ctz 24 mesi, che hanno fatto segnare il rendimento lordo di 1,721% (+0,078%) – emissione e regolamento 31/08/2010, scadenza 31/08/2012.

Fonte: Dipartimento del Tesoro


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In discesa ad agosto i rendimenti dei BTP a 5 e 15 anni

L’asta marginale del 13 agosto si è chiusa ancora in calo per il rendimento lordo del Btp 5 anni al 2,63% (contro il 2,85% di luglio) – in V° e VI° tranche, emissione 15 giugno 2010, scadenza 15 giugno 2015 e regolamento 17 agosto 2010.

Scende al 4,36% anche il rendimento lordo del Btp 15 anni – XII° e XIII° tranche, emissione 1° marzo 2009, scadenza 1° marzo 2025 e regolamento 17 agosto 2010.

Fonte: Dipartimento del Tesoro


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11 agosto 2010: scende il rendimento dei Bot 12 mesi all’1,37%

Ieri in prima tranche, il collocamento dei Bot annuali – scadenza 15 agosto 2011, regolamento 16 agosto 2010 e Codice ISIN IT0004629629 – ha fatto segnare richieste di importo superiore al doppio di quello assegnato.

Il rendimento medio ponderato è sceso all’1,374% rispetto all’1,399% del luglio scorso.

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze


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Euribor 3 mesi: le previsioni di agosto fino al 2013

Magari avrà contribuito pure il caldo vacanziero agostàno a questo clima un po’ surreale sui mercati finanziari, dove si continua a fuggire dai fondi liquidità ed obbligazionari breve termine (fonte: Morningstar.it) ma non si cercano approdi ad alto rischio, con l’eccezione delle obbligazioni governative dell’Europa periferica per le quali i risparmiatori si fanno tentare dall’opportunità del rimbalzo. Gli indici manifatturieri del vecchio continente sono tutti in crescita, ma i numeri trainati dalle esportazioni devono aver ingenerato la convinzione che i dati positivi risentano troppo dell’indebolimento della moneta unica europea.

Fatto sta che i test del CEBS, che avrebbero dovuto stressare i bilanci delle banche europee ma sembra abbiano fatto sorridere gli analisti per la mancata simulazione dei default sovrani e per una soglia di attenzione del Tier 1 troppo benevola, hanno contribuito a far volare i bancari di fine luglio assieme all’idea – piuttosto campata in aria – del lieto fine della crisi sistemica dei debiti pubblici.

Anche Trichet ha recitato il suo ruolo nella stessa conferenza a margine della riunione del consiglio direttivo Bce del 5 agosto: prima ottimista sulla ripresa economica ed assertore convinto della severità degli stress test, poi prudente sulla continuità nel tempo dell’andamento degli indicatori macro, di sicuro ha lasciato fermo il costo base del denaro all’1% ed i rimanenti tassi di riferimento (fonte: IlSole24Ore.com).

Come a dire che le banche europee, tutte rincuorate dagli stress test ad eccezione della tedesca Hypo Real Estate, della greca Ate Bbank e di 5 casse di risparmio spagnole, possono continuare a sbrigarsela da sole nel reperire i fondi necessari all’esercizio della loro attività fondamentale: il 2011 – anno in cui sarà raggiunto il picco massimo della restituzione dei capitali presi in prestito attraverso emissioni obbligazionarie, che furono valida soluzione al raffreddamento degli scambi di denaro ai tempi del credit crunch nel 2008 – per loro sembra lontanissimo.

Adesso il vero banco di prova per le banche, lontano dai laboratori dei modelli matematici, è rappresentato dal mercato, luogo economico ancora abbondante di liquidità ed in cui gli istituti di credito devono sopravvivere rifornendosi di denaro reciprocamente e attingendo dai risparmiatori attraverso le emissioni dei corporate bond.

Il prezzo della prima fornitura si chiama Euribor, e negli ultimi giorni sembra essersi addormentato. Rallentato il suo ritmo di crescita a livelli visti soltanto prima di luglio (ovvero prima che si desse inizio fattivamente all’exit strategy), a volte addirittura fermo, l’andamento del tasso interbancario conferma che sono lontani in tempi del dopo Lehman, quando le banche si guardavano in cagnesco.

Respirano i governi, che si augurano di non dover più intervenire a sostegno del sistema finanziario, e si ossigenano tutti coloro che hanno comprato casa col mutuo a tasso variabile: l’Euribor a 3 mesi, a cui molte quote interessi sono parametrate, ha fatto segnare il livello 0,905% a chiusura della prima settimana di contrattazioni di agosto. Le scadenze a 1, 6 e 12 mesi, inoltre, hanno fatto registrare rispettivamente i valori percentuali 0.649, 1.154 e 1.428 nello stesso venerdi 6.

E se la crescita dell’Euribor prosegue senza sostanziali variazioni rispetto al recente passato, continua pure la visione della crescita mite dello stesso tasso interbancario da parte degli operatori di mercato, con qualche rallentamento sulle scadenze più ravvicinate dell’anno corrente rispetto alle evidenze di un mese fa (http://www.questidenari.com/?p=2755).

Infatti, in termini di previsione e sempre alla data del 6 agosto 2010, i tassi impliciti nelle quotazioni dei contratti future sull’Euribor 3 mesi scambiati sull’Eurex hanno fatto segnare i seguenti livelli:

-        settembre 2010: 0,975% (era 1,01% nelle previsioni dello stesso periodo iniziale di luglio)

-        dicembre 2010: 1,075% (era 1,14% nelle previsioni di luglio)

-        marzo 2013: 2,04% (in rialzo rispetto al 2,015% di luglio).

(per le previsioni Euribor 3 mesi e i valori dell’Irs aggiornati a inizio settembre 2010 si legga http://www.questidenari.com/?p=2958)


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