Previsioni Euribor del 3 novembre 2017

Tutte confermate le previsioni dell’Euribor 3 mesi sul breve termine ad una settimana di distanza dal meeting Bce: fixing -0,329% il 3 ottobre 2017, curva delle attese piatta per tutto l’anno e impercettibile risalita per appena un paio di centesimi a settembre 2018 (-0,305%).

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Limature fino a sette centesimi in sette giorni sul medio-lungo termine, sempre sulla scia della politica monetaria più accomodante del previsto.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-3-novembre-2017

Trascurabili i differenziali giornalieri per la conferma del costo del denaro Usa e per i dati contrastanti sulla stima flash dell’inflazione di ottobre in calo e sul PIL dell’Eurozona in aumento su base trimestrale e annuale.

Euribor 3 mesi visto a -0,22% a marzo 2019 e atteso positivo un anno dopo a 0,05%.

Quota 1% raggiunta nella prima metà del 2023.

Ancora una volta si assiste al record per l’utilizzo dei depositi overnight (610 miliardi di euro) e dei conti correnti presso Bce (1.351 mld) nel primo giorno del periodo ROB, in concomitanza col nuovo record per l’eccesso di liquidità sistemica (1.840 mld).

L’impatto sui tassi del mercato interbancario è praticamente nullo: ad eccezione della scadenza 12 mesi che scende a -0,191%, l’Euribor 1-6 mesi rimane stabile in chiusura a -0,372% e -0,276% (fonte dati: Aritma).

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 10 novembre 2017”)

Previsioni Euribor e Irs del 27 ottobre 2017

I posizionamenti di una parte degli operatori di mercato, da molte sedute, avevano esplicitato il restringimento ulteriore del numero di acquisti in titoli che la Banca Centrale Europea pone in essere col programma Quantitative Easing.

E difatti, con l’ovvio mantenimento dei tassi base, giovedi è giunto l’annuncio che la Bce ridurrà a 30 miliardi di euro l’importo mensile da gennaio a settembre 2018.

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Ma a giudicare dalla forte diminuzione dei rendimenti delle obbligazioni pubbliche centrali e periferiche, nonché dalla discesa della moneta unica e dei tassi future sul Liffe o dai festeggiamenti delle Borse, il messaggio del governatore Draghi è andato ben al di là delle previsioni con l’indicazione dell’eventuale proroga del programma che, in ogni caso, non sarà interrotto bruscamente, e con la conferma dei tempi ancora lunghi per il rialzo dei tassi e per il reinvestimento dei titoli in scadenza.euribor-360-gg-27-ott-17

Le aspettative sull’Euribor 3 mesi, che pure si mantengono invariate fino a marzo dell’anno prossimo su quota -0,32%, a partire da giugno manifestano gli effetti degli aggiornati toni accomodanti espressi dall’autorità monetaria: scende di due centesimi in sette giorni la previsione di settembre 2018, a quota -0,3% dal precedente -0,28%.

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-27-ottobre-2017Si annullerà l’Euribor 3 mesi a fine 2019, anno in cui il tasso reale negativo sarà mediamente pari a -1,65%, e si manterrà sopra quota 1% nel 2023.

Sembra prolungarsi, dunque, la fase laterale del tasso fisso che non risente del Tapering.

Nella seconda settimana di ottobre Draghi ripeteva a Washington che “i tassi di interesse rimarranno bassi ben dopo la fine del QE” e trapelava l’indiscrezione secondo cui la Bce avrebbe annunciato un’estensione temporale di 9 mesi del programma di acquisti in attività pubbliche e private a ritmo rallentato per almeno 20 miliardi al mese: tanto bastava ai mercati obbligazionari per chiudere in salita le ultime due sedute della settimana. Crollava a 2,08% il rendimento del BTP, l’Irs 10 chiudeva in ribasso a 0,87% ed il sondaggio eseguito raggiungeva il proprio scopo conoscitivo non dichiarato.irs-27-ott-17

Nella seconda metà del mese la settimana iniziava con prudenza per la questione dell’indipendenza in Catalogna e per l’inflazione di settembre che, confermata lontana dal target Bce, faceva presumere ripensamenti sulle aspettative di un QE ridotto in tempi brevi. Ma a fine settimana il Senato Usa approvava la riforma fiscale e le Borse festeggiavano: partivano le vendite sui titoli Treasury (2,39%) e core europei, con l’Irs 10 alla riconquista di quota 0,9%.

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Nell’ultima settimana, come è stato anticipato, il ripensamento in chiave meno aggressiva della politica monetaria convenzionale e non convenzionale ha mosso al rialzo il mercato obbligazionario europeo che chiude col Bund 10 anni in discesa a 0,38%, nonostante il consolidamento di quota 2,4% per il Treasury decennale, e col netto calo del Btp 10 anni a 1,95%. Irs 10 anni fissato a 0,88% il 27/10/2017, dopo aver oscillato per pochi punti base attorno a quota 0,9% come da precedenti previsioni sui numeri di fine mese espresse il 6 ottobre scorso.

L’annuncio Bce, pertanto, non sembra aver spostato il limite massimo del Bund allo step successivo da quota 0,6% a 0,7%, ma tiene stretto l’Eurirs nel canale 0,65%-0,95% e abbassa la previsione di fine novembre verso quota 0,78% con la complicità della riduzione dello spread italiano.futures-sul-bund-eurex-27-ott-2017

L’indebolimento dell’Euro è un segnale sostanzioso ed ora predominante sugli aumenti di prezzo del petrolio e tasso del titolo Usa, posto che le ipotesi sul successore di Janet Yellen gradito alla Casa Bianca influiranno poco sui rendimenti oltreoceano.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 3 novembre 2017”)

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Irs del 17 novembre 2017”)

Previsioni Euribor del 20 ottobre 2017

Invariate fino a metà 2019, le previsioni dei tassi tratte il 20 ottobre 2017 dai futures sull’Euribor 3 mesi, visto a -0,325% per fine anno, confermano quelle che scaturiscono dai derivati sull’Eonia: senza improvvise accelerazioni, come ha indicato a più riprese il governatore Draghi, i tassi di interesse rimarranno bassi per molto tempo.

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Ciò che ragionevolmente ci si può attendere dalla riunione Bce del prossimo giovedi 26, piuttosto, è la rappresentazione di un ulteriore restringimento per il numero di acquisti mensili in titoli obbligazionari utile a segnalare, in ottica prospettica, la probabile data conclusiva del programma Quantitative Easing.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-20-ottobre-2017L’entità della riduzione, a meno di tagli drastici, non dovrebbe incidere sulle aspettative di breve termine grazie a quello stesso cuscinetto di liquidità sistemica superiore ai 1.800 miliardi di euro che ha mantenuto invariati i tassi sul mercato interbancario da martedi scorso per le scadenze principali: Euribor 3 mesi sempre a -0,329% (fixing 20/10/2017).

La curva delle attese sul Liffe registra uno spostamento verso l’alto, ma solo a partire dalla seconda metà del 2019 con l’ultimo valore negativo in scaletta a -0,035%.

Le limature sul medio-lungo termine di inizio settimana, aiutate dalla conferma Eurostat per il livello dei prezzi al consumo di settembre rispetto al mese precedente, al consensus e alla stima flash, hanno lasciato spazio ai rialzi rilevanti di venerdi, quando le principali piazze europee hanno salutato positivamente la riforma fiscale approvata dal senato Usa.

Euribor 3 mesi stimato in rialzo a 0,825% per giugno 2022, a sei centesimi di distanza dal dato di venerdi scorso.

Massimo valore previsto in scaletta per settembre 2023 con quota 1,195%.

Chiudono la settimana a -0,373%, -0,274% e -0,183%, rispettivamente, i tassi Euribor 1-6-12 mesi (fonte dati: Aritma).

Depositi overnight usati giovedi per 643 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.272 mld.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 27 ottobre 2017”)

Previsioni Euribor del 13 ottobre 2017

Mentre sul mercato interbancario i tassi appaiono sclerotizzati dall’enorme mole di liquidità che fossilizza a -0,329% l’Euribor 3 mesi (fixing 13/10/2017) e l’Euribor 12 mesi a -0,181%, sul mercato dei derivati di Londra le ultime sedute sono state movimentate al rialzo.

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-13-ottobre-2017Hanno giovato le parole ripetitive di Draghi espresse a Washington circa i tassi d’interesse che resteranno bassi “ben dopo” la conclusione del programma di acquisti in titoli, come pure ha esercitato pressioni la comunicazione del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti sull’indice grezzo dei prezzi al consumo cresciuto meno delle attese a settembre.

Le aspettative di breve termine appaiono limate fino a due centesimi con quota -0,275% di settembre prossimo e, nel complesso, l’intera curva dei tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi, in data 13 ottobre 2017, si presenta più vicina dall’asse orizzontale pur mantenendo il proprio andamento crescente. Le variazioni negative a sette giorni sono progressive fino al termine dell’anno 2022, quando l’Euribor 3 mesi sarà pari a 0,915%.

Euribor 3 mesi visto a 0,16% a metà 2020.

Euribor 1-6 mesi rispettivamente a -0,371% e -0,274% (fonte dati: Aritma).

Giovedi depositi giornalieri usati per 657 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.272 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 20 ottobre 2017”)

Previsioni Irs del 6 ottobre 2017

Il giro di vite che la Federal Reserve inizia a dare ad ottobre, con la riduzione degli acquisti in titoli per dieci miliardi di dollari ogni mese (QT), produrrà effetti limitati sui tassi europei fin quando la Bce manterrà il proprio Quantitative Easing. Un eventuale annuncio di Tapering, tuttavia, potrebbe indurre i mercati finanziari ad anticipare gli eventi spostando il Bund verso quota 0,7%.

irs-6-ottobre-2017Martedi 12 settembre le Borse festeggiavano la perdita di intensità dell’uragano Irma ed il rinvio del test missilistico nordcoreano, quindi venerdi il mercato obbligazionario reagiva alle parole sul Tapering di Lautenschlaeger, falco tra i membri del board Bce: risalivano il Bund oltre lo 0,43% e l’Irs 10 anni a 0,89% il 15 settembre.

Nella seconda metà del mese scorso arrivava l’atteso comunicato Fed sulla pianificazione di un Tightening progressivo.

Mentre i futures sui Fed funds prezzavano il rialzo dei tassi base Usa per dicembre ed il Treasury riprendeva quota 2,26%, gli effetti sui rendimenti core nell’Eurozona erano più contenuti (Bund comunque sotto lo 0,5%) e l’Irs 10Y chiudeva la settimana a 0,91%, esattamente come l’aveva iniziata.

Nell’ultima settimana di settembre i mercati erano pervasi prima dalla prudenza per le relazioni internazionali sempre più complicate tra Corea del Nord e Stati Uniti, poi dal ritorno dell’appetito al rischio: a supporto degli acquisti sia la condotta della Federal Reserve, intenzionata a proseguire la strada del rialzo tassi nonostante i sospetti errori di stima sui prezzi al consumo, sia la presentazione del piano di riduzione delle tasse con cui l’amministrazione Usa intende favorire crescita e inflazione. A fine mese i tassi europei variavano per un solo centesimo sul venerdi prima e l’Irs 10 anni, fissato a 0,92%, si presentava ad un passo dal limite superiore del campo di variazione ipotizzato con le precedenti previsioni sul tasso fisso. Rimangono verificate le attese di rialzo del tasso a seguito di annuncio del Tightening, come pure è riscontrato il contenimento del tasso al di sotto del massimo teorizzato 0,93%, mai superato a settembre.

Nella prima settimana di ottobre i rendimenti sono stati cristallizzati dalla spinta indipendentista catalana e dal nervosismo per le nuove direttive Bce sugli accantonamenti delle banche necessari a fronteggiare il deterioramento dei crediti iscritti a bilancio.

futures-sul-bund-6-ottobre-2017Il trading range del Bund è traslato dallo 0,2%-0,5% allo 0,3%-0,6%, complici le ultime due riunioni delle Banche centrali che, in maniera ufficiale l’una e ufficiosa l’altra, hanno avviato il Tightening ed il Tapering: pertanto l’Irs 10 anni, atteso per ottobre in oscillazione tra quota 0,74% e 0,99%, dovrebbe confermarsi in quota 0,9% a fine mese, vicinissimo al fixing 0,91% del 6 ottobre 2017.

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 27 ottobre 2017”)

Previsioni Euribor del 6 ottobre 2017

La settimana è stata caratterizzata da grande stabilità sia sul mercato interbancario che sul mercato dei derivati Liffe.

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Sul primo la liquidità ha continuato a confluire, ingrossando il cuscinetto di eccesso che ora viene stimato attorno ai 1.800 miliardi di euro, con la conseguenza di limitare normalmente nell’ordine di un millesimo i movimenti giornalieri dei tassi. L’Euribor 3 mesi chiude ancora una volta a -0,329% in data 06/10/2017.

Le contrattazioni dei futures, invece, sembrano essere state anestetizzate dalla questione indipendentista catalana che in ogni seduta ha impedito alle variazioni giornaliere dei tassi attesi di raggiungere i due centesimi sul medio termine.

Prudenza per le nuove direttive Bce, riguardanti gli accantonamenti degli istituti per crediti deteriorati, e trascuratezza per gli ultimi dati Markit PMI, tutti molto buoni per manifattura, servizi e vendite al dettaglio.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-6-ottobre-2017Il 6 ottobre 2017 i tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi confermano le attese fino a metà 2019 descrivendo un andamento al rialzo caratterizzato prima da impercettibile ascesa, con quota -0,285% a giugno dell’anno prossimo, poi da lieve accelerazione che rende nullo il tasso a settembre 2019. L’andamento crescente della curva si stabilizza a partire dall’estate 2020 con l’Euribor 3 mesi sopra quota 0,2%.

Invariata la previsione di settembre 2021 a 0,6%; per fine 2022 il parametro usato per l’indicizzazione delle obbligazioni a tasso variabile è rivisto sotto l’1% di venerdi scorso.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,373%, -0,273% e -0,173% (fonte dati: Aritma).

Giovedi depositi giornalieri usati per 668 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.251 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 13 ottobre 2017”)


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