Previsioni Euribor e Irs dell’8 settembre 2017

La crescita economica europea è robusta e l’inflazione salirà, aiutata dalle politiche di accomodamento monetarie che tengono bassi i tassi di interesse e incentivano le imprese ad investire. Se attualmente le stime dell’inflazione vengono mantenute ferme per l’anno corrente e sono ribassate per quello a seguire, ciò si deve a vari problemi tra i quali le strategie sindacali che mirano a garantire sicurezza sui luoghi di lavoro piuttosto che crescita dei salari. Non sono presenti bolle speculative sui mercati (in risposta indiretta alle parole del Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble) ma la variabile cambio, molto forte, è strettamente monitorata perché attraverso di essa passano reddito e prezzi.

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Queste considerazioni, espresse dal governatore Draghi giovedi scorso, sintetizzano i motivi per i quali il direttivo Bce ha mantenuto inalterati i tassi di interesse ed i termini del programma di acquisti programmati secondo attese, rinviando ad ottobre ogni decisione definitiva sull’evoluzione del tapering senza tuttavia escludere un’ulteriore implementazione del Quantitative Easing. I tassi di interesse, in ogni caso, rimarranno agli attuali livelli ben oltre la data ultima di acquisto delle obbligazioni.

Sul momento reazione del cambio al rialzo e derivati di Londra invariati. A fine seduta, invece, calo di rendimento per il Bund e ancor più per il Btp, tassi future limati tre centesimi sul lungo termine ma la moneta unica si è mantenuta forte. I toni da “colomba” di Draghi hanno sortito il consueto effetto sui tassi di mercato ma evidentemente il percorso accidentato della politica di Trump e le relazioni internazionali problematiche pongono il dollaro in una posizione di debolezza relativa.euribor-360-gg-8-9-2017

Venerdi correzione per i bond europei, in particolare sui periferici a sottolineare la logica speculare dei mercati che a poche ore di distanza epurano l’enfasi dalla dialettica del governatore; contestuale rialzo dei tassi future sul medio-lungo termine, in parziale recupero sui valori della seduta prima, dopo l’indiscrezione Reuters secondo cui sarebbe imminente la decisione del consiglio Bce sul Tapering da 20 o 40 miliardi di euro al mese, sul contestuale allungamento di 6 o 9 mesi per il QE e sul reinvestimento delle cedole maturate dai precedenti acquisti in titoli.

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Le intenzioni dell’autorità di politica monetaria sul mantenimento dei tassi base oltre la data ultima degli acquisti programmati portano gli operatori del Liffe a confermare il tratto iniziale della curva dei tassi previsti l’8 settembre 2017, con l’Euribor 3 mesi di dicembre (-0,325%) vicinissimo al fixing -0,331%. L’allontanamento dei tempi di rialzo è visibile anche dall’azzeramento delle probabilità di manovra sul tasso dei depositi bancari stimate a luglio dell’anno prossimo in base ai futures sull’Eonia.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-8-settembre-2017Euribor 3 mesi in lieve crescita da metà 2018 (-0,305%).

Tassi nominali (e reali ancor più) negativi fino a dicembre 2019 (-0,045%).

Massimo ribasso a sette giorni per la scadenza più lontana di giugno 2023 che torna sotto l’1% (0,975%).

Anche lo scenario del tasso fisso è momentaneamente in stallo ma potrebbe essere ravvivato dalle scelte del comitato direttivo Fed tra una decina di giorni.

Nelle ultime sedute di luglio l’Euro sempre forte e l’aumento del prezzo del petrolio facevano scendere i corsi dei titoli europei e balzare l’Irs 10 anni fino a 0,97%, confermando lo spostamento della fascia di oscillazione verso l’alto preannunciato con le previsioni del 21 luglio.

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Lo scenario, però, era destinato a subire sensibili cambiamenti per una serie di sorprese che il mese di agosto avrebbe riservato.

Nonostante il continuo rafforzamento della moneta unica, scendevano tutti i rendimenti dei titoli americani ed europei, centrali e periferici che riportavano l’Irs 10 a quota 0,88% il 3 agosto: l’inerzia che affliggeva l’inflazione Usa di giugno e quella preliminare Ue di luglio faceva venir meno la fretta a vendere titoli in portafoglio.

Con l’avvicinarsi della metà di agosto subentrava con forza la variabile geopolitica, predominante sull’orientamento delle banche centrali. Le provocazioni a sfondo bellico tra Corea del Nord e Usa determinavano la classica corsa ai beni rifugio, lievemente a scapito dei periferici europei: giù il Treasury a 2,19% e il Bund a 0,38%; Irs 10Y a 0,83% l’11 agosto.

La settimana successiva le scelte degli investitori erano di nuovo orientate dal flight to quality per l’attentato di Barcellona.

Non si risollevava il rendimento del Bund neppure a fine agosto, quando i buoni dati macro non riuscivano a contrastare le attese degli analisti sul comportamento prudente di banche centrali impegnate ovunque a contrastare una crescita dei prezzi insoddisfacente. L’inflazione preliminare europea, sia pure in aumento per la componente energetica, si manteneva a distanza dall’obiettivo Bce, un missile nordcoreano solcava i cieli del Giappone, il supereuro preoccupava i banchieri e l’Irs 10 anni si manteneva a 0,83% per il quarto venerdi di fila.

futures-sul-bund-eurex-8-9-2017Mentre i futures rinviano al secondo trimestre 2018 il prossimo rialzo dei tassi base, aumenta l’attesa per la riunione della Federal Reserve in programma il 20 settembre da cui potrebbe emanare l’annuncio del Tightening e scaturire un restringimento monetario equivalente ma anticipato.

Le condizioni dei sistemi economici sono apprezzabili, ma l’inflazione (che non cresce abbastanza) frena i piani di normalizzazione della politica monetaria delle banche centrali: i dati in contrasto spingono gli investitori a mantenere un atteggiamento prudente di conservazione del titolo Bund in portafoglio che indugia in prossimità di quota 0,3%.

Neppure il rendimento del Treasury spicca il volo, forte della correlazione che da giugno lo tiene ad una distanza di 170-180 punti base dal decennale tedesco: l’uragano Irma rappresenta una minaccia per le attività industriali statunitensi che è destinata a passare presto, ma dureranno a lungo le tensioni interne di Trump col partito repubblicano che ostacolano la realizzazione del programma elettorale e quelle esterne col regime nordcoreano che inaspriscono la linea protezionista.

Questo scenario, inatteso fino a pochi mesi fa, conduce gli analisti a rivedere le previsioni sul tasso fisso: il Bund, che pure è rimasto sopra la fascia 0,3% confermando lo spostamento del trading range, fatica a riprendere quota anche perchè il petrolio WTI staziona sotto i 50 dollari al barile.irs-8-9-2017

Per settembre la banda di oscillazione dell’Irs 10 anni si abbassa tra quota 0,69% e 0,93%, con la previsione di fine mese al rialzo sul fixing 0,78% se la governatrice Yellen aprirà la strada alla riduzione di bilancio della Federal Reserve che, attraverso lo stop al riacquisto dei titoli in scadenza, comporta il drenaggio di liquidità dal sistema.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 15 settembre 2017”)

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Irs del 6 ottobre 2017”)

Previsioni Euribor del 1° settembre 2017

Dopo la conferma del fixing a -0,329% in data 01/09/2017, gli operatori del Liffe rappresentano una riunione del board Bce per giovedi prossimo senza cambiamenti nei tassi base (Refi 0%) con la previsione di metà settembre allineata a -0,33% per l’Euribor 3 mesi.

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Dalla limatura delle attese per le scadenze di marzo e giugno 2018, rispettivamente viste a -0,315%% e -0,295%, si avvertono le preoccupazioni dei banchieri centrali per un tasso di cambio troppo alto che attenua, o addirittura rinvia, la riduzione del programma di acquisti in titoli obbligazionari nell’area della moneta unica.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-1-settembre-2017Al di là di come potrà essere delineata la fase finale del Quantitative Easing, la curva dei futures Eonia sul Liffe prosegue ad escludere cambiamenti nel tasso sui depositi (-0,4%) per la prima metà dell’anno prossimo.

La curva dei tassi impliciti nei derivati sull’Euribor 3 mesi, invece, a inizio settimana ha risentito dell’avversione al rischio per il lancio dei missile nordcoreano sui cieli del Giappone: tasso limato in quota -0,22% per dicembre 2018.

Previsioni invariate giovedi, quando l’inflazione preliminare nell’area euro di agosto è cresciuta oltre le attese degli economisti ma per motivi imputabili ai prezzi dell’energia ed è comunque rimasta a distanza dal cancelletto.

Differenziale tre centesimi massimo negativo a sette giorni per l’Euribor 3 mesi di metà 2021 a 0,4%.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,373%, -0,273% e -0,161% (fonte dati: Gruppo Kairos).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 605 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.248 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs dell’8 settembre 2017”)

Previsioni Euribor del 25 agosto 2017

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-25-agosto-2017L’eccesso di liquidità sistemica si contrae ma rimane sempre abbondante e l’Euribor 3 mesi continua a rimanere stabile a -0,329% il 25 agosto 2017.

Stabili pure le previsioni del Liffe per i prossimi due anni: da -0,325% di settembre, l’Euribor 3 mesi crescerà molto lentamente fino a dicembre, sempre in quota -0,32%, poi subirà una lieve accelerazione fino a giugno 2019 in quota -0,09%.

I buoni dati macro della settimana non scalfiscono la prudenza degli operatori che attendono le comunicazioni delle banche centrali al termine dell’estate.

Euribor limato per quattro centesimi in sette giorni e visto a 0,965% per marzo 2023.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,371%, -0,272% e -0,159% (fonte dati: Gruppo Kairos).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 600 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.236 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 1° settembre 2017”)

Previsioni Euribor del 18 agosto 2017

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-18-agosto-2017Eccesso di liquidità stimato sui 1.750 miliardi di euro nel sistema ed Euribor 3 mesi stabile per tutta la settimana sul mercato interbancario, ormai da sette sedute in quota -0,329% (fixing 18/08/2017).

Liffe caratterizzato generalmente da lievi increspature ma in chiusura, sulla scia dell’avversione al rischio per l’attentato di Barcellona, ribassi inferiori ai tre centesimi sulle scadenze di medio-lungo termine riconducono la curva sui valori di inizio settimana.

Euribor 3 mesi previsto a -0,32% per fine anno e a quota -0,305% per marzo 2018 secondo estrapolazioni dai contratti futures del 18 agosto 2017.

Attesa quota 0,455% per metà 2021, con differenziale nullo a sette giorni.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,371%, -0,271% e -0,158% (fonte dati: Gruppo Kairos).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 587 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.247 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 25 agosto 2017”)

Previsioni Euribor dell’11 agosto 2017

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-11-agosto-2017Confermate le attese di metà settembre in quota -0,33%, in linea col fixing invariato -0,329% dell’11 agosto 2017, gli operatori del Liffe rivedono al ribasso quasi interamente la curva dei tassi future con punte massime di dodici centesimi.

Determinanti, soprattutto nella seduta di mercoledi, le limature dovute ai venti di guerra per le difficoltà diplomatiche e continue provocazioni tra Corea del Nord e Stati Uniti che hanno affossato le Borse e condotto all’acquisto degli asset rifugio.

Euribor 3 mesi visto a -0,195% per dicembre dell’anno prossimo.

Tasso nominale ridotto a distanza di sette giorni per le obbligazioni indicizzate a parametro variabile che, a metà 2023, faranno percepire ai detentori interessi attivi all’1,065% sopra la maggiorazione specifica accordata.

Euribor 1 mese a -0,372% in chiusura di settimana; tassi Euribor 6-12 mesi rispettivamente a -0,271% e -0,156% (fonte dati: Kairos Partners).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 628 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.242 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 18 agosto 2017”)

Previsioni Euribor del 4 agosto 2017

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L’indebolimento dell’inflazione Usa prevale sull’accelerazione del Pil Eurozona martedi, quando si producono limature qualificanti in buona parte i differenziali negativi sulla curva dei tassi previsti in data 04/08/2017.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-4-agosto-2017Non incidono sul tratto di breve termine, presumibilmente compensati, il tasso di inflazione rimasto invariato all’1,3% a livello annuale, in lettura preliminare di luglio rispetto a giugno nell’area euro, ed il prezzo massimo in due mesi per il petrolio.

L’Euribor 3 mesi è confermato a -0,33% per metà settembre, a -0,315% per metà dicembre e a -0,29% a marzo dell’anno prossimo.

Progressiva ma sempre lenta la crescita dell’Euribor 3 mesi nei periodi a seguire: tasso visto a -0,16% per la fine del 2018, quindi positivo a settembre dell’anno successivo a 0,02%.

Euribor 3 mesi atteso sopra l’1% a fine 2022 sul Liffe, mentre sull’interbancario mantiene la stessa quota a sette giorni col fixing -0,329% del 4 agosto 2017.

Euribor 1 mese a -0,372% in chiusura; costanti, rispetto ai valori di inizio settimana, i tassi Euribor 6-12 mesi rispettivamente a -0,271% e -0,151% (fonte dati: Aritma).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 625 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.233 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor dell’11 agosto 2017”)


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