Quale ciclo monetario? – 3

 

Ma ora veniamo alle discordanti note.

Alcuni autori calcolano i giorni debitori rapportando i debiti commerciali al fatturato.

Che senso ha paragonare fra loro due valori solo lontanamente collegati? Il costo delle materie prime, prima di tradursi in ricavo, deve essere ricaricato in base ai costi relativi a tutti i fattori produttivi che aggiungono valore direttamente, in base alle spese generali e al mark-up! Ciò a dire, tra il costo diretto per soli materiali che origina debito (perché operai e servizi vanno pagati cash, per citare le voci più importanti) ed il prezzo di vendita può esserci un abisso!

Molto più sensato, allora, rapportare i debiti commerciali ai costi operativi che hanno concorso a generare gli stessi debiti – principalmente, acquisti per materie prime.

La formula dei giorni debitori ricalca quella già vista per i crediti (http://www.questidenari.com/?p=658), e si ottiene dividendo il totale dei debiti commerciali iscritti a bilancio (il ciclo monetario è calcolato al 31.12) per gli acquisti dell’anno espressi giornalmente (ovvero divisi per 360) al fine di estrapolare il numero dei giorni di dilazione concessa dai fornitori (in media!) – fra l’altro, vi ricordo che negli acquisti rientrano pure gli interessi passivi su debiti commerciali, i c.d. interessi impliciti (http://www.questidenari.com/?p=479).

Facciamo l’esempio di un’azienda che acquista 3 (Euro) di merce al giorno per tutti i giorni, a fine mese acquista 90 e a fine anno 1080, e paga i fornitori con 60 giorni di ritardo.

A fine esercizio, l’azienda avrà pagato tutti gli acquisti tranne i mesi di novembre e dicembre, ovvero avrà iscritto a bilancio debiti commerciali per 180. Applichiamo la formula descritta:

gg D = debiti commerciali • 360 / acquisti = 180 • 360 / 1080 = 60.

c.v.d.

(continua http://www.questidenari.com/?p=741)

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