Quale ciclo monetario? – 2

 

Cosa fa allungare o restringere detto periodo di sfasamento fra incassi e pagamenti? (http://www.questidenari.com/?p=645)

La politica delle scorte, perché tanto più si decide di accumulare merce, e tanto più si allontana l’epoca di incasso (e viceversa); il ciclo tecnico, perché tanto più elaborata è la produzione e tanto più si allontana l’epoca di incasso (e viceversa); la dilazione concessa ai clienti, che aumenta i tempi di incasso, e quella concessa dai fornitori che allontana i tempi di pagamento, ovvero restringe il periodo di sfasamento.

Quello su cui non sembra esserci uniformità di giudizio riguarda l’utilizzo di specifici indicatori per i “giorni magazzino” (gg M) e per i “giorni debitori” (gg D).

Il rimanente indicatore dei “giorni creditori” (gg C) – che sommato algebricamente agli altri due fornisce l’agognato numeretto – mette (quasi) tutti d’accordo: prendete il totale dei crediti commerciali iscritti a bilancio (qui il ciclo monetario è calcolato al 31.12), lo dividete per il fatturato annuo espresso giornalmente (ovvero diviso per 360), ed otterrete il numero dei giorni di dilazione concessa ai clienti (in media!).

Un esempio? Immaginate un’azienda che vende 1 (Euro) di merce al giorno per tutti i giorni, a fine mese fattura 30 e a fine anno 360, e si fa pagare dai clienti con 30 giorni di ritardo.

A fine esercizio, l’azienda avrà incassato tutto il venduto tranne il mese di dicembre, ovvero avrà iscritto a bilancio crediti commerciali per 30. Applichiamo la formula descritta:

gg C = crediti commerciali • 360 / fatturato = 30 • 360 / 360 = 30.

Il risultato dell’algoritmo è giusto perché corrisponde ai giorni di ritardo nei pagamenti, ma stressiamolo ulteriormente per sottoporlo a ben altre prove.

Ipotizziamo il doppio del fatturato giornaliero (2 Euro), il triplo della dilazione ai clienti (90 giorni), e ricalcoliamo il tutto al 31 dicembre:

gg C = 180 • 360 / 720 = 90.

La formula si conferma valida perché il suo “cuore pulsante” non è il fatturato mensile (incorporato nei crediti) che a ben vedere si semplifica sempre fra numeratore e denominatore, ma il numero dei mesi di dilazione che aumenta il volume dei crediti commerciali!

(continua http://www.questidenari.com/?p=689)

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