Amore dormiente: l’angoscia nel periodo maltese di Caravaggio

L’iscrizione sul retro del quadro, che data la creazione dell’opera al 1608, aiuterebbe a motivare il contenuto altamente drammatico dell’Amore dormiente: è il terzultimo anno di vita del Caravaggio, giunto a Malta non per eseguire una nuova lucrosa committenza ma per ottenere l’immunità derivante dall’appartenenza all’Ordine dei Cavalieri, e sottrarsi così alla condanna della pena capitale inflittagli dal papa per l’accusa di omicidio.

L’atmosfera tetra in cui è immerso questo putto nudo, grasso, non bello, sgraziato e dal colorito giallognolo, colloca la dimensione emotiva del pittore nella zona buia dell’autodistruzione interiore, premonitrice della fine materiale di un uomo le cui forze e speranze appaiono deboli, ben diverse da quelle trasferite poco tempo prima ai vigorosi protagonisti delle proprie opere.

A contrasto con l’Amore vincitore (http://www.questidenari.com/?tag=scuderie-quirinale), questo amorino dormiente, con le ali di Cupido appena accennate che si confondono col nero dello sfondo, ritratto in una posa per nulla trionfante ma che addirittura fa pensare alla raffigurazione di un bimbo privo di vita sconfitto dalla malattia, denota il cammino percorso da Caravaggio negli ultimi anni vita: sofferto e non più gaudente, Michelangelo Merisi si prepara a comporre il proprio testamento spirituale, contenuto degli ultimi dipinti.

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