Tanzi, il creditore

 

Almeno per le conseguenze in termini di immagine e messaggio sociale, le vicende di cui abbiamo notizia negli ultimi giorni continuano a farci riflettere sul trattamento riservato ai condannati dalla magistratura nell’ex Belpaese, sempre più ex.

Mentre ricorderete la signora Madoff abbandonare fast&furious la casa di Manhattan e l’argenteria ivi contenuta dopo la condanna del marito Bernard (http://www.questidenari.com/?p=809), forse non avrete ancora letto la decisione datata 20 maggio del tribunale di Parma riguardante la persona di Stefano Tanzi, figlio di Calisto (http://www.questidenari.com/?p=575).

L’ex presidente del Parma calcio, anch’egli coinvolto nel crack Parmalat e condannato – con riferimento alla sola giurisdizione italiana e dopo patteggiamento – alla pena di 4 anni e dieci mesi di reclusione, è stato ammesso tra i creditori del gruppo di Collecchio in virtù del rapporto di lavoro subordinato che lo legava all’azienda.

I legali di Stefano Tanzi, infatti, presentando i cedolini paga che dimostrano l’esistenza del rapporto lavorativo risalente agli anni passati, hanno ottenuto il riconoscimento della cifra di circa 184mila Euro che proietta il loro assistito nell’olimpo dei creditori.

Non so a voi, ma me sembra un loop iterativo: il dipendente (!) Tanzi è stato riconosciuto titolare del diritto ad essere risarcito per il danno da lui cagionato a sé stesso ………

Fonte: Il Messaggero.it

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