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Previsioni Euribor del 4 agosto 2017

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L’indebolimento dell’inflazione Usa prevale sull’accelerazione del Pil Eurozona martedi, quando si producono limature qualificanti in buona parte i differenziali negativi sulla curva dei tassi previsti in data 04/08/2017.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-4-agosto-2017Non incidono sul tratto di breve termine, presumibilmente compensati, il tasso di inflazione rimasto invariato all’1,3% a livello annuale, in lettura preliminare di luglio rispetto a giugno nell’area euro, ed il prezzo massimo in due mesi per il petrolio.

L’Euribor 3 mesi è confermato a -0,33% per metà settembre, a -0,315% per metà dicembre e a -0,29% a marzo dell’anno prossimo.

Progressiva ma sempre lenta la crescita dell’Euribor 3 mesi nei periodi a seguire: tasso visto a -0,16% per la fine del 2018, quindi positivo a settembre dell’anno successivo a 0,02%.

Euribor 3 mesi atteso sopra l’1% a fine 2022 sul Liffe, mentre sull’interbancario mantiene la stessa quota a sette giorni col fixing -0,329% del 4 agosto 2017.

Euribor 1 mese a -0,372% in chiusura; costanti, rispetto ai valori di inizio settimana, i tassi Euribor 6-12 mesi rispettivamente a -0,271% e -0,151% (fonte dati: Aritma).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 625 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.233 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor dell’11 agosto 2017”)

Previsioni Euribor del 28 luglio 2017

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Appare esagerato attribuire le diffuse increspature prodotte martedi sui tassi future, superiori ai sette centesimi sul lungo termine, alla crescita della fiducia manifestata dalle imprese in Germania e registrata dal record dell’indice Ifo.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-28-07-2017

E di certo lo stesso fenomeno non è conseguente ai dati del giorno prima relativi alla perdita di slancio dell’indice Pmi flash composito di luglio o al taglio delle stime di crescita Usa operato dal Fmi.

Giovedi risulta congrua, invece, la conferma delle attese sul breve termine seguente alla conferma dei tassi di interesse dopo la riunione Fomc, in cui la governatrice Yellen ha sottolineato la discesa dell’inflazione e la permanenza sotto al target.

Euribor 3 mesi fissato sull’interbancario a -0,329% in data 28/07/2017, in salita rispetto a venerdi scorso ma stabile nel corso di una settimana che non ha fatto registrare il nuovo valore massimo per il totale dei depositi overnight e conti correnti presso Bce (in consueto riferimento al giorno iniziale del nuovo periodo di mantenimento della riserva obbligatoria per le banche europee). Si interrompe così la serie continuativa che perdurava dall’aprile 2015.

Euribor 3 mesi confermato al livello del fixing per tutta l’estate e poi visto sempre in salita nell’orizzonte temporale di riferimento, a -0,315% per la fine di quest’anno e a -0,15% per la fine del prossimo.

Previsioni tra quota -0,085% e +0,125% per l’anno 2019.

Differenziale positivo massimo a sette giorni per l’Euribor 3 mesi del dicembre 2022, stimato a 1,105% dagli operatori del Liffe che rivedono verso l’alto il solo tratto di curva caratterizzato da tassi positivi.

Euribor 1-12 mesi in rialzo rispettivamente a -0,371% e -0,152%; Euribor 6 mesi a -0,272% in chiusura (fonte dati: Kairos Partners).

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 4 agosto 2017”)

Previsioni Euribor e Irs del 21 luglio 2017

La risposta unanime del direttivo della Banca Centrale Europea ai rialzi dei rendimenti delle obbligazioni, anticipatori del graduale ritiro delle misure straordinarie espansive, ha messo in chiaro che viene prestata attenzione non solo al raggiungimento dell’obiettivo della crescita dei prezzi ma pure al modo in cui i mercati reagiscono alle novità economiche e finanziarie.euribor-360-gg-21-07-2017

Difatti se la Bce reputasse distorta la ricezione degli input, anche provenienti dalla sola comunicazione dell’autorità politica, sarebbe pronta a reagire all’irrigidimento delle condizioni monetarie e valutarie, che mettono a rischio la ripresa economica, azionando strumenti finalizzati ad ottenere risposta contraria ai rialzi delle ultime settimane.

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A fine seduta di giovedi, dopo la conferma dei tassi base tra cui il Refi allo 0%, la discesa di rendimento del Btp è stata pari a nove centesimi; il rendimento del Bund, invece, ha perso appena un centesimo secondo una dinamica ridotta e molto vicina a quella dei tassi future di Londra che proseguiva da inizio settimana ed aveva prodotto limature progressive lungo l’intera scaletta.

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Nell’immediato, quindi, l’intervento di Mario Draghi sembra aver sortito effetto principale sulla periferia europea, dove lo spread italiano è tornato ai minimi di gennaio.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-21-luglio-2017L’Euribor 3 mesi, dopo aver eguagliato per due sedute il minimo storico di aprile, il 21/07/2017 torna ad essere fissato a -0,331% sul mercato interbancario e continua ad essere visto in quota -0,32% per settembre prossimo.

A partire dalla scadenza di dicembre 2017, invece, le contrattazioni degli operatori del Liffe arrivano quasi a riprodurre l’appiattimento della curva delle attese fino a marzo 2018 (-0,295%) per effetto della strategia comunicativa dell’istituto centrale che in tal senso può essere considerata ancora una volta vincente.

Il ritmo delle rivisitazioni al ribasso per i tassi previsti si mantiene costante sui nove centesimi da marzo 2020 (0,18%) a marzo 2022 (0,8%).

Scende da 1,14% di venerdi scorso fino a 1,03% l’Euribor 3 mesi a fine 2022.

Anche per i tassi fissi non è arrivato il momento cruciale della fase al rialzo, ma il superamento di quota 0,5% per il decennale tedesco, il rafforzamento della moneta unica ai massimi dal 2015 proprio dopo la riunione Bce ed il rialzo del prezzo del petrolio rappresentano segnali molto significativi.

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Nella prima settimana di luglio l’unico spunto che spingeva i tassi ancor più verso l’alto era la lettura delle minute Bce da cui emergeva la discussione sulla possibilità di non estendere il QE oltre la scadenza programmata del 2017.

Gli investitori, con tutta evidenza, si dividevano in due correnti strategiche: coloro che scommettevano sull’anticipo dei tempi del tapering, basandosi sulle parole pronunciate da Draghi a Sintra, e vendevano Bund spingendolo verso il prossimo target 0,7%; coloro che mantenevano il titolo in portafoglio e sposavano la linea Bce, pronta a rafforzare il programma di acquisto delle attività se il cammino dell’inflazione a “dente di sega” rappresentasse un impedimento alla formazione di un trend duraturo al rialzo.

Il Btp, causa lentezza per le riforme strutturali, risultava particolarmente penalizzato e lo spread aumentava a 177 p.b.; Irs 10 anni all’1% il 7 luglio.

La settimana dal 10 al 14 luglio procedeva a sedute alterne: speculazione sulla futura politica restrittiva Bce e ricoperture alternavano il segno dei movimenti dei tassi.

futures-sul-bund-eurex-21-luglio-2017E’ ancora presto per dire se il Bund ha traslato il trading range da 0,2-0,5% a 0,4-0,7%, ma è un dato certo che giovedi 13 abbia superato quota 0,6% come non succedeva da gennaio 2016. L’Irs 10 anni chiudeva a 0,96%.

Nell’ultima settimana tutto il comparto obbligazionario della zona Euro ha beneficiato della prudenza manifestata dalla Bce, di pari passo con gli insuccessi politici di Trump e con i dati macro poco brillanti che hanno suggerito alla governatrice Yellen altrettanta prudenza.

irs-21-07-2017Il 21 luglio 2017 l’Irs 10 anni viene fissato al ribasso in quota 0,9% anche grazie al contributo del Btp, il cui rendimento sceso a 2,08% riporta lo spread a 157 punti base.

Le aspettative sul tasso fisso di fine mese, tuttavia, vanno tarate tenendo in considerazione non solo quella parte di investitori che precorrono i tempi contro ogni evidenza ma anche i fattori del tasso di cambio e del petrolio che stanno cambiando gli equilibri indicati nelle precedenti previsioni: la fascia di oscillazione dell’Irs 10 anni sembra spostarsi e ampliarsi verso l’alto tra quota 0,75% e quota 1,05%.

Rimane confermato che il mercato non si trova nella fase di salita dei tassi ma è evidente l’attraversamento di un momento critico, di avvicinamento ai nuovi target che saranno imposti dalle banche centrali, in cui eventuali accelerazioni verso l’alto saranno favorite da volumi estivi tipicamente limitati.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 28 luglio 2017”)

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs dell’8 settembre 2017”)

Previsioni Euribor del 14 luglio 2017

A giorni alterni, i movimenti opposti dei contratti futures sul mercato Liffe determinano una lieve prevalenza per le limature dei tassi attesi a fine settimana.

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La curva delle previsioni, confrontata con quella di venerdi scorso, mantiene il proprio andamento sempre crescente evidenziando correzioni minime nel primo semestre dell’anno prossimo: Euribor 3 mesi in salita da -0,265% di marzo a -0,215% di giugno 2018.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-14-luglio-2017Nella prima metà del 2022 si individuano le limature più consistenti che, seppur inferiori ai cinque centesimi, riducono l’Euribor 3 mesi sotto quota 1%.

Previsione rivista a 1,29% per giugno 2023.

La seduta più significativa della settimana è stata quella di mercoledi: con l’industria Ue ben sopra le attese e la Yellen che ha tranquillizzato circa un percorso al rialzo dei saggi non troppo marcato, tutte le scadenze a partire dall’anno prossimo sono state interessate da ribassi dei tassi future.

Venerdi, quando rimangono sotto le stime sia il dato sull’inflazione invariata Usa di giugno, sia le vendite al dettaglio, l’Euribor 3 mesi è sempre in quota -0,32% per metà settembre di riflesso al fixing del 14 luglio 2017, confermato a -0,331%. Nessuna comunicazione concernente il tapering è attesa per la conferenza Bce di giovedi prossimo, 20 luglio. I derivati di Londra non prezzano pienamente neppure un rialzo del tasso sui depositi bancari fino a metà dell’anno prossimo.

In settimana salgono l’Euribor 1 mese e l’Euribor 12 mesi fino a -0,373% e -0,151%; Euribor 6 mesi fermo a -0,273% (fonte dati: Aritma).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 574 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.186 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 21 luglio 2017”)

Previsioni Euribor del 7 luglio 2017

Se non cambia quasi nulla sul mercato interbancario, dove la liquidità in eccesso viene stimata attorno ai 1.650 miliardi di euro e l’Euribor 3 mesi chiude la settimana invariato a sette giorni in quota -0,331%, altrettanto non può dirsi per i tassi future sul mercato di Londra che risentono con forza della lettura delle minute Bce avvenuta giovedi scorso.

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Difatti sulla curva delle attese si sono ripresentate increspature notevoli, che non hanno riguardato il breve ma si sono spinte fino a quindici centesimi sul lungo termine, non appena gli investitori hanno appurato che è in corso di valutazione la possibilità di non estendere oltre l’anno corrente gli acquisti programmati di attività da parte dell’autorità di politica monetaria.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-7-luglio-2017

Venerdi 7 luglio 2017, quando Benoit Coeurè assicura prudenza per gli aggiustamenti che Francoforte porrà in essere per evitare turbolenze di mercato e negli Usa l’aumento dei posti di lavoro fa da contraltare all’aumento della percentuale di disoccupati, i tassi impliciti nei derivati sull’Euribor 3 mesi confermano giorno su giorno molti dei valori presenti in scaletta e segnalano -0,325% e -0,295% per le prossime scadenze di settembre e dicembre.

Parametro base per i mutui a tasso variabile visto sopra quota 0,2% negli ultimi giorni dell’anno 2019.

Escursione massima in aumento, che si attesta nell’ordine dell’1,66%, tra il tasso attuale e quello previsto per giugno 2023 a 1,33%.

In settimana sale per un solo millesimo l’Euribor 1 mese fino a -0,372%, mentre scende l’Euribor 6-12 mesi rispettivamente a -0,272% e -0,161% (fonte dati: Kairos Partners).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 613 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.173 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 14 luglio 2017”)

Previsioni Euribor del 30 giugno 2017

Se in un primo momento è apparsa errata la lettura delle parole di Mario Draghi, che martedi aveva parlato di ampliamento della ripresa economica, estemporaneità dei fattori sul cammino dell’inflazione europea ma perseveranza nella condotta espansiva dell’autorità di politica monetaria, tuttavia la seduta di giovedi ha riproposto profondi abbassamenti per i prezzi dei derivati sul mercato Liffe.

Nel mezzo l’intervento di Vitor Constancio che, negando una comunicazione anticipatrice del tapering, era soltanto riuscito a congelare i tassi nella seduta di mercoledi e di fatto aveva rallentato il movimento repentino verso l’alto.

Movimento che non può essere considerato frutto occasionale di valutazioni inappropriate.

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La conferma giunge venerdi: le ulteriori increspature che colpiscono i tassi attesi non trovano ragione nel rallentamento dell’inflazione annuale, stimata di nuovo in calo all’1,3% con la lettura flash di Eurostat, ma piuttosto si giustificano con altre prese di beneficio sui bond.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-30-giugno-2017L’Euribor 3 mesi a -0,331% il 30/06/2017, unico tasso invariato sul mercato interbancario nel corso della settimana, tiene salda a -0,315% la previsione degli operatori di Londra per metà settembre.

Invece per tutte le altre scadenze, come è agevole constatare dal grafico, i tassi future subiscono progressivi e significativi impulsi al rialzo che a distanza di sette giorni arrivano alla ragguardevole misura di ventitré centesimi. Sorpassa abbondantemente quota 1%, attestandosi a 1,2%, la previsione di giugno 2023.

Anticipato di un semestre, a giugno 2019, il primo segno positivo per l’Euribor 3 mesi in quota 0,035%.

Posto pari all’1% il differenziale di tasso di interesse che attualmente separa l’offerta bancaria di mutuo a tasso variabile da quella di mutuo a tasso fisso, a parità di condizioni detto gap sarà colmato soltanto a settembre 2021. Pertanto, sulla base delle migliori informazioni disponibili dalle previsioni del 30 giugno 2017, il mutuatario che sceglie la soluzione variabile ha speranza di sostenere il pagamento di minori interessi passivi per un periodo corrispondente ai prossimi quattro anni circa.

Tutti i rimanenti tassi chiudono in salita sul mercato interbancario: Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,373%, -0,271% e -0,156% (fonte dati: Kairos Partners).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 596 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.139 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 7 luglio 2017”)


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