Segreto bancario: primi effetti di dissolvimento dei paradisi fiscali

Non è passato molto tempo da quando le autorità istituzionali europee e d’oltreoceano hanno maturato l’intenzione di intensificare la lotta alle attività finalizzate all’evasione ed elusione fiscale (http://www.questidenari.com/?p=925).

Le prime “crepe” in questo sistema – ideato per accordare tutela finanziaria alle minoranze come nel caso degli ebrei perseguitati dal Terzo Reich, ma che inevitabilmente si presta ad essere utilizzato per nascondere soldi provenienti da attività esercitate in assenza di adempimento agli obblighi fiscali – sono riconoscibili nell’assalto agli uffici del Fisco USA operato da contribuenti intenzionati a regolarizzare la loro posizione riportando i soldi in Patria (Fonte: Corriere.it). Tanto è vero che gli uffici americani sono stati costretti a predisporre dei moduli on line invitando i contribuenti a non accalcarsi agli sportelli.

Il tutto è conseguenza degli accordi ultimi tra il Governo americano, la Confederazione elvetica ed il colosso bancario UBS, dichiaratosi disponibile a consegnare circa 10.000 nominativi di clienti nordamericani sospettati di non aver versato le tasse (Fonte: IlSole24Ore). La banca svizzera, che aveva già pagato una multa per 780 milioni di dollari, ha visto subito il proprio titolo guadagnare +2% sulla piazza di Zurigo a seguito del patteggiamento.

E sempre in tema di sospetta evasione collegata ai caveau svizzeri, poche ore fa si è appresa la notizia che l’azione legale, inerente questioni di eredità contesa, avviata da Margherita Agnelli (figlia dell’Avvocato) nei confronti di Marella Agnelli, ha prodotto l’apertura di un’inchiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il patrimonio finito nel mirino del Fisco italiano ammonterebbe ad una cifra di poco inferiore ai 2 miliardi di Euro, di cui circa 1 miliardo depositato in Svizzera (Fonte: Ilsole24Ore).

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