Previsioni Euribor e Irs del 28 aprile 2017

Attentissimo a calibrare la comunicazione nel corso della conferenza stampa di giovedi, per evitare fraintendimenti Mario Draghi ha definito debole l’inflazione di base nell’area Euro, perciò bisognosa di un elevato livello di accomodamento monetario, e privo di persistenza il livello generale dei prezzi che dovrebbe invece mantenersi idealmente poco sotto il 2% per ciascuno dei Paesi membri.

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Questi concetti, espressi poco dopo l’annuncio sul previsto mantenimento a condizioni invariate per QE e tassi base (Refi 0% e tasso sui depositi bancari a -0,4%), hanno inciso nella giusta direzione e misura sui listini azionari e sui rendimenti europei, sin troppo vivacizzati da altre novità nel corso delle sedute precedenti.euribor-360-gg-28-aprile-2017

Tra lunedi e martedi l’esito delle elezioni francesi, per quanto non definitivo, aveva suscitato la reazione positiva (e probabilmente spropositata) dei traders sui mercati finanziari che poi si è tramutata nella vendita rapida dei titoli rifugio, solo in minima parte mitigata dalle correzioni di mercoledi: sul tratto di scaletta corrispondente all’anno 2020, a titolo d’esempio, le increspature dei tassi future sul Liffe avevano raggiunto la misura degli otto centesimi.

In chiusura di settimana, nonostante con grande sorpresa l’inflazione di aprile da fonte Eurostat venga rilevata in crescita oltre le attese sulla lettura preliminare, e ancor più nella componente core, i tassi previsti dagli operatori sul breve termine si abbassano per segnalare il ruolo predominante della dialettica credibile usata dall’autorità monetaria, attenta pure a quantificare la variabilità nella successione storica dei prezzi che giustifica la forward guidance.

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Il 28 aprile 2017 la prima previsione disponibile per l’Euribor 3 mesi, -0,33% di metà giugno, si riallinea al fixing -0,329% che sul mercato interbancario è stato confermato per l’intera settimana in forza di un eccesso di liquidità sistemico a quota 1.600 miliardi di euro. Il maggior ribasso per i prossimi dodici mesi tocca il tasso di metà settembre, visto a -0,32%.tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-28-aprile-2017

Oltre la scadenza di marzo 2018, invece, prevalgono movimenti dei derivati che rafforzano l’andamento crescente dei tassi nominali: Euribor 3 mesi visto in quota 0,105% per fine 2019.

Considerate le ultimissime stime di inflazione per lo stesso anno 2019, il corrispondente tasso reale si troverà attorno al’1,7% negativo.

Superato il primo turno delle elezioni francesi, gli operatori hanno esercitato pressioni verso l’alto sul tratto di medio e lungo termine delle curve di rendimento in Europa perché, come descritto, sono tornati ad attribuire importanza ai fatti economici.

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Fino a metà mese si segnalava la continua avversione al rischio per la situazione politica internazionale, con gli Usa pronti allo scontro militare, e per il destino della moneta unica legato all’esito delle elezioni in Francia (con la candidata Le Pen sfavorita, tuttavia).

Con l’appoggio di un Treasury a tasso inferiore a quello preelettorale, il Bund scendeva ininterrottamente fin sotto quota 0,19% ma l’Irs10 anni rimaneva fermo tre sedute in quota 0,71% sostenuto dal Btp di nuovo sopra il 2,3% (Oat in calo).

Nella settimana tra il 17 ed il 21 la conferma dell’inflazione preliminare non spostava nulla, mentre il clima di tensioni politiche non riusciva ad impedire lievi rialzi dei tassi dovuti a riposizionamenti tecnici, suggellati in chiusura dalla continua crescita record della manifattura e dei servizi nell’Eurozona secondo il Markit flash di aprile. Col governativo americano fermo a 7 giorni, il rendimento del Bund risollevava in pari misura l’Irs10 a 0,76% in chiusura.

Nell’ultima settimana la crescita dell’Irs 10Y, fissato a 0,79% il 28/04/2017, è risultata in linea con le attese formulate nell’ipotesi di mancato successo elettorale per il partito di Marine Le Pen, e soltanto in parte può essere imputata al dato dell’inflazione flash di aprile e alle buone trimestrali.

irs-28-aprile-2017Se da un lato l’avversione al rischio per la disgregazione dell’Eurozona ha superato la fase acuta (Le Pen appare distanziata da Macron nelle proiezioni del secondo turno), dall’altro il quadro macroeconomico sulle due sponde dell’Atlantico viene ridimensionato nelle stime degli analisti: per le prossime settimane non sembra quindi ipotizzabile il terzo tentativo di avvio di una robusta fase rialzista, a suggello della quale occorrerebbe un barile di greggio stabilmente sopra i 60$.

Il Bund si muove nel trading range 0,2%-0,5% da dicembre scorso, e l’analisi dell’ultimo mese indica il rientro del differenziale col Treasury per 20 punti base ed il mantenimento di quello col Btp sui 200 punti.futures-sul-bund-eurex-28-aprile-2017

Nell’ipotesi più accreditata di sconfitta del partito anti-europeista l’Irs 10 anni verrebbe sospinto dalle vendite del governativo tedesco verso quota 0,92% per fine maggio (e posto che il mese prossimo il ruolo della Fed si manterrà neutrale); diversamente si assisterebbe ad una nuova fase di ricerca del titolo rifugio col tasso fisso in ribasso a 0,65%.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 5 maggio 2017”)

(per le prossime attese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Irs del 19 maggio 2017”)

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