Previsioni Euribor e Irs a ottobre 2013

Non è emersa alcuna novità dalla riunione del direttivo della Banca Centrale Europea ai primi di ottobre, quando è stata reiterata la volontà di mantenimento della politica accomodante finché necessario alla luce di prospettive di inflazione bassa anche nel medio termine.

Nessuna indicazione puntuale per una prossima operazione straordinaria di lungo termine, dato che le banche continuano a restituire volontariamente flussi soddisfacenti relativi al finanziamento straordinario a tre anni ricevuto nel 2011 e nel 2012 (7,675 miliardi di euro in rientro mercoledi prossimo) ed il livello di liquidità è ritenuto sufficiente (così si è espresso Christian Noyer della banca centrale francese); piuttosto è stato ribadito il fermo proposito di agire con tutti gli strumenti a disposizione (Refi confermato a 0,5% per il quinto mese consecutivo, in armonia con le previsioni) per evitare che l’incremento dei tassi sul mercato monetario possa scaturire in una spirale inflazionistica.

Tutto ciò ha contribuito a rendere ancora più flemmatico il mercato interbancario: nelle ultime tre sedute il movimento di un millesimo dell’Euribor 1 mese e dell’Euribor 3 mesi (fixing 0,225% del 4 ottobre 2013) ha riguardato anche le scadenze a 6 e 12 mesi, in perfetta sintonia con quanto si è verificato sul brevissimo nell’intero arco settimanale.

Neppure le contrattazioni sul Liffe sono state turbate nella giornata di mercoledi che ha fatto registrare variazioni inferiori ai due centesimi; quindi la lettura definitiva del dato Pmi Markit sul settore privato, positivo anche a settembre, ha contribuito a produrre increspature lungo il tratto a medio termine della curva dei tassi future sull’onda corta della ritrovata espansione economica. In data 04/10/2013 l’Euribor 3 mesi viene confermato a quota 0,27% per dicembre e visto sopra lo 0,5% per fine 2014.

Nelle ultime due settimane sono stati vissuti passaggi fondamentali per il destino del tasso fisso: la decisione inattesa (e per alcuni aspetti immotivata) della Federal Reserve di sconfessare sino al termine dell’anno la preannunciata exit strategy col mantenimento della politica di acquisto mensile dei Treasury, in risposta alle esigenze di contenimento del deficit americano più che alle condizioni economiche di moderata ripresa, ha spiazzato inizialmente i mercati. Mercati che invece non sono sembrati troppo turbati dal momento critico della politica italiana, al bivio tra la prosecuzione del cammino per le riforme sul lavoro e la soluzione dei problemi legati alle vicende personali di un leader partitico.

Il rendimento del governativo americano, sceso di circa 35 punti base, ha trainato al ribasso quello del Bund che dai ritrovati massimi estivi del 2% è sceso poi sotto l’1,8%, mantenendosi infine poco sopra quest’ultima soglia per diverse sedute.

Se la correlazione tra il titolo Usa ed il decennale tedesco dovesse confermarsi anche in futuro, la riduzione del Quantitative Easing rinviata di pochi mesi comporterebbe la conferma degli acquisti del Bund nel corso di una fase transitoria che non andrebbe oltre la fine dell’anno: come era stato affermato il mese scorso, i fattori in grado di accelerare o rallentare l’ascesa dei tassi fissi (e la Fed ha agito da freno) possono frapporsi solo temporaneamente al processo in atto da tempo basato sull’evoluzione delle variabili economiche.

Con l’Eurozona che trasmette quei segnali di maturità sintetizzati da Draghi nel concetto di “resistenza” (maggiore credibilità fiscale e più riforme strutturali grazie ai governi, programma Omt predisposto dalla Bce e progressi della governance europea nel 2012), la lettura dei futures sul mercato Eurex che segnalano il Bund poco sotto quota 140 non consente di ipotizzare una fase di inversione di tendenza per l’Irs 10 anni (fixing 2,16% in data 04/10/2013) ma un processo di stabilizzazione attorno a quota 2,10% per le prossime settimane.

(per le previsioni della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor 3 mesi dell’11 ottobre 2013“)

(per le previsioni del prossimo mese sui tassi fissi di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs a novembre 2013“)

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