Previsioni Euribor del 30 giugno 2017

Se in un primo momento è apparsa errata la lettura delle parole di Mario Draghi, che martedi aveva parlato di ampliamento della ripresa economica, estemporaneità dei fattori sul cammino dell’inflazione europea ma perseveranza nella condotta espansiva dell’autorità di politica monetaria, tuttavia la seduta di giovedi ha riproposto profondi abbassamenti per i prezzi dei derivati sul mercato Liffe.

Nel mezzo l’intervento di Vitor Constancio che, negando una comunicazione anticipatrice del tapering, era soltanto riuscito a congelare i tassi nella seduta di mercoledi e di fatto aveva rallentato il movimento repentino verso l’alto.

Movimento che non può essere considerato frutto occasionale di valutazioni inappropriate.

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La conferma giunge venerdi: le ulteriori increspature che colpiscono i tassi attesi non trovano ragione nel rallentamento dell’inflazione annuale, stimata di nuovo in calo all’1,3% con la lettura flash di Eurostat, ma piuttosto si giustificano con altre prese di beneficio sui bond.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-30-giugno-2017L’Euribor 3 mesi a -0,331% il 30/06/2017, unico tasso invariato sul mercato interbancario nel corso della settimana, tiene salda a -0,315% la previsione degli operatori di Londra per metà settembre.

Invece per tutte le altre scadenze, come è agevole constatare dal grafico, i tassi future subiscono progressivi e significativi impulsi al rialzo che a distanza di sette giorni arrivano alla ragguardevole misura di ventitré centesimi. Sorpassa abbondantemente quota 1%, attestandosi a 1,2%, la previsione di giugno 2023.

Anticipato di un semestre, a giugno 2019, il primo segno positivo per l’Euribor 3 mesi in quota 0,035%.

Posto pari all’1% il differenziale di tasso di interesse che attualmente separa l’offerta bancaria di mutuo a tasso variabile da quella di mutuo a tasso fisso, a parità di condizioni detto gap sarà colmato soltanto a settembre 2021. Pertanto, sulla base delle migliori informazioni disponibili dalle previsioni del 30 giugno 2017, il mutuatario che sceglie la soluzione variabile ha speranza di sostenere il pagamento di minori interessi passivi per un periodo corrispondente ai prossimi quattro anni circa.

Tutti i rimanenti tassi chiudono in salita sul mercato interbancario: Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,373%, -0,271% e -0,156% (fonte dati: Kairos Partners).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 596 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.139 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 7 luglio 2017”)

3 pensieri su “Previsioni Euribor del 30 giugno 2017”

  1. Gentile Dott. Libbi,
    spero tutto bene per Lei.
    Sono passati circa 4 mesi dall’ultima che ho commentato un suo articolo e le cose stanno lentamente cambiando confermando che la scelta del tasso fisso sia stata, per me, quella migliore, anche in considerazione di un gap tra tasso fisso e tasso variabile di circa lo 0,70 %.
    Ad ogni buon modo, La disturbo per porle un quesito in quanto molto interessato ad un suo parere tecnico.
    Per effetto di una vendita, ho a disposizione una somma di denaro da investire e sarei propenso a differenziare gli investimenti con l’acquisto di fondi azionari sulla PMI Italiana e sulla Robotica con arco temporale di investimento previsto in 5 / 7 anni.
    Ovviamente nessuno ha la famosa palla di vetro ove vedere il futuro, ma le chiedo, secondo la sua esperienza questi ambiti di su cui sto puntando, nell’arco temporale indicato, come si evolveranno??
    Le agevolazioni dei PIAR che spinta daranno alle PMI??
    In ultimo ed in grandi linee, un suo pensiero sulla robotica.
    La ringrazio per il tempo che vorrà dedicarmi.
    Cladoma.

    1. Si procede, grazie.
      Pensi che, quando iniziai l’attività di promotore finanziario, era scoppiata da poco la bolla hi-tech ………. Argomento assolutamente tabù col risparmiatore! Sa quanti fondi ho fatto riscattare da clienti riassegnati, dai vecchi pf in fuga, e rassegnati a non rivedere più i loro soldi?
      Tanto per ribadire un concetto valido per ogni evenienza: mai innamorarsi dei rendimenti.
      Inizio a rispondere dalla fine.
      Il progresso tecnologico è inarrestabile: lo compresero i Luddisti molti anni fa e adesso iniziano a capirlo anche quelle cassiere del supermercato che avrebbero voluto mantenere il posto di lavoro consegnando resti a forza di simpatiche monetine da 1 e 2 centesimi. Ma moneta di plastica e casse automatiche si sostituiscono sempre più ai contanti.
      Le applicazioni della robotica, teoricamente, non presentano limiti (qualcuno pensa neppure affettivi, riecheggiando i contenuti del film “io e Caterina”). E non bisogna temere di farsi soppiantare dalla macchina sul posto di lavoro, ma piuttosto comprendere la necessità di creare nuove figure formando personale in grado di progettare, realizzare, configurare e manutenere una macchina. E utilizzarla, ovviamente.
      I tempi di ritorno dell’investimento in alta tecnologia possono essere lunghissimi e la volatilità dei fondi è altissima, per cui consiglio di raddoppiare il timing che ha indicato Lei.
      Riguardo alla dimensione aziendale, io punterei su veri e propri giganti industriali tra Usa, Giappone o Svezia che sanno reggere l’urto delle fasi calanti di mercato. Anche se poi è necessario sopportare gli effetti degli intrecci valutari tra settori di vendita, come succede per la Cina dove il grado di penetrazione del mercato è apprezzabile.
      Per le Pmi Italia: anche questi fondi azionari sono molto volatili, investono dove il tasso di mortalità aziendale non è per nulla trascurabile e dove, in alternativa alla liquidazione, le operazioni di fusione e acquisizione possono sconvolgere i piani di investimento a causa del cambiamento di management.
      Sui PIAR non saprei come aiutarla.
      Buona giornata

  2. Gentile Dott. Libbi,
    E’ sempre un piacere leggere i suoi interventi in quanto Lei fornisce degli spunti interessanti su cui porre l’attenzione.
    Accolgo il suo consiglio sia sul timing sia sulla localizzazione delle aziende su cui puntare per la robotica e stiamo valutando in modo consapevole, con il mio promotore, su un azionario più spinto rispetto al mio target.
    Per quanto riguarda invece l’azionario sulle PMI Italiane, esce in me un pò di patriottismo e di ottimismo sul futuro della nostra Italia e soprattutto sui nostri figli, in quanto se cresce la rete delle PMI Italiane migliora il tessuto sociale e di conseguenza i nostri figli possono scegliere di andare a lavorare all’estero e non essere costretti.
    Ad ogni buon modo, il rischio prodotto dal mio patriottismo viene calmierato dal fatto che, per come abbiamo sempre detto, una buona diversificazione del proprio portafoglio limita il rischio di eventuali “scivoloni”.
    La ringrazio per la sua disponibilità.
    Buon fine settimana.
    Cladoma

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