Previsioni Euribor del 20 novembre 2015

curva dei tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 20 novembre 2015)

Le attese per il potenziamento del programma di acquisti in titoli obbligazionari, pubblici e privati, e per l’abbassamento del tasso sui depositi presso Bce rivestono un ruolo primario ai fini della dinamica seguita dai tassi sul Liffe e sul mercato interbancario, dove l’Euribor 3 mesi ha proseguito in discesa per oltre un centesimo fino a quota -0,095% del 20/11/2015.

Andamento rivolto verso il basso nel corso della settimana anche per l’Euribor 1 mese (-0,151%) che è stato il primo parametro in ordine temporale ad erodere la maggiorazione applicata ai fini della determinazione degli interessi nei contratti di mutuo a tasso variabile stipulati fino a febbraio di quest’anno.

Euribor 6-12 mesi rispettivamente a -0,024% e 0,068% (fonte dati: Aritma).

tassi Euribor 3 mesi previsti fino al 2021 (Liffe, 20 novembre 2015)Anche questo venerdi la scaletta dei tassi Euribor 3 mesi previsti, secondo estrapolazioni dai derivati del 20 novembre 2015, propone valori al di sotto dell’attuale limite negativo dello 0,2% imposto dall’istituto centrale: beneficio massimo in termini nominali per i mutuatari con quota -0,25% a dicembre 2016.

L’osservazione della tabella rende chiaro il ribasso delle attese già dalle prime scadenze: quota -0,165% tra meno di un mese.

La lenta risalita dell’Euribor 3 mesi a partire dal 2017 riporterà il tasso in territorio positivo passando per quota -0,01% di metà 2018.

Nel complesso la curva dei tassi future presenta variazioni negative nell’arco di sette giorni che incidono in maniera progressiva, spesso senza trovare ragione nei market mover tradizionali: limature sotto i tre centesimi registrate nella giornata di martedi, quando avrebbero potuto produrre effetto opposto l’inflazione Usa core su base annua, risultata in salita all’1,9% ad ottobre, e l’indice Zew sulla fiducia degli investitori tedeschi a novembre in forte miglioramento.

Venerdi variazioni al ribasso diffuse, invece, quando Draghi spiega che intervenire col tasso sui depositi comporta la velocizzazione per la circolazione delle riserve delle banche.

I riversamenti fiscali della settimana, che hanno ridotto per circa trenta miliardi di euro l’eccesso di liquidità, hanno appena scalfito la discesa dei tassi sul brevissimo (Euribor 1 settimana comunque a -0,158% giovedi scorso) e limitato visibilmente l’uso dei depositi giornalieri (173 miliardi di euro) e dei conti correnti presso Bce (469 mld).

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 27 novembre 2015”)

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