Previsioni Euribor del 2 dicembre 2016

La scaletta dei tassi Euribor 3 mesi, elaborata sulla base delle attese espresse dagli operatori sul mercato Liffe, presenta a sette giorni qualche scostamento minimo negativo sul breve e medio termine, fino all’anno 2018, e differenziali di segno opposto a partire dal 2020.

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Considerato l’andamento piatto del tasso a scadenza trimestrale sul mercato interbancario, risalito per appena un millesimo a -0,313% giovedi e così fissato anche in data 02/12/2016, la curva delle attese denuncia nella parte iniziale l’incertezza sulle modalità di realizzazione del nuovo indirizzo a cui sembra orientata la volontà dei banchieri Bce in vista della riunione di giovedi prossimo.

Se la rappresentazione di una curva sempre crescente esclude qualsiasi manovra sui tassi base (limite teorico Euribor confermato al deposit rate -0,4%), l’ipotesi di prolungamento temporale del programma Quantitative Easing oltre la scadenza di marzo 2017 pare raccogliere debole favore tra gli operatori che decidono inconsistenti limature dei tassi future.

tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2022-liffe-2-dicembre-2016E’ probabile il mantenimento dell’ammontare di titoli obbligazionari per 80 miliardi di euro al mese e del criterio di acquisto per ciascuna emissione sovrana.

Euribor 3 mesi visto a -0,295% e -0,24% rispettivamente a metà marzo prossimo e al termine del primo trimestre 2018.

A iniziare dall’anno 2020, invece, i tassi previsti il 2 dicembre 2016 si adeguano in primis al rialzo dei rendimenti obbligazionari per il sopraggiunto accordo tra Paesi Opec che, limitando l’offerta di greggio, determinano la perdita di valore reale dei titoli attraverso la risalita dell’inflazione attesa: le increspature massime, quantificate fino ad otto centesimi ai limiti della scaletta, proiettano l’Euribor 3 mesi oltre quota 0,9% per la nuova scadenza disponibile al termine dell’estate 2022.

Venerdi Euribor 1-6-12 mesi a -0,371%, -0,218% e -0,076% (fonte dati: Gruppo Kairos).

L’eccesso di liquidità nel sistema, stimato questa settimana in crescita verso i 1.200 miliardi euro, ha spinto gli utilizzi dei depositi overnight a 451 miliardi e dei conti correnti presso Bce ad 849 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor e Irs del 9 dicembre 2016”)

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