Previsioni Euribor del 18 agosto 2017

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tassi-euribor-3-mesi-previsti-fino-al-2023-liffe-18-agosto-2017Eccesso di liquidità stimato sui 1.750 miliardi di euro nel sistema ed Euribor 3 mesi stabile per tutta la settimana sul mercato interbancario, ormai da sette sedute in quota -0,329% (fixing 18/08/2017).

Liffe caratterizzato generalmente da lievi increspature ma in chiusura, sulla scia dell’avversione al rischio per l’attentato di Barcellona, ribassi inferiori ai tre centesimi sulle scadenze di medio-lungo termine riconducono la curva sui valori di inizio settimana.

Euribor 3 mesi previsto a -0,32% per fine anno e a quota -0,305% per marzo 2018 secondo estrapolazioni dai contratti futures del 18 agosto 2017.

Attesa quota 0,455% per metà 2021, con differenziale nullo a sette giorni.

Euribor 1-6-12 mesi rispettivamente a -0,371%, -0,271% e -0,158% (fonte dati: Gruppo Kairos).

Giovedi scorso depositi overnight usati per 587 miliardi di euro e conti correnti presso Bce per 1.247 miliardi.

(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 25 agosto 2017”)

2 pensieri su “Previsioni Euribor del 18 agosto 2017”

  1. Buongiorno Dott. Libbi,
    spero che le vacanze siano trascorse bene…
    Da profano volevo approfittare della sua gentilezza per un suo autorevole parere:
    Come noto l’Euribor per come lo conosciamo ora, nel 2019 dovrebbe andare in pensione e l’European Money Market Institute (Emmi) stà lavorando per avere una nuova versione da testare per la fine del 2017.
    Si hanno indiscrezioni su quali basi e su quali indici sarà collegato per la sua determinazione??
    E’ in previsione l’ampliamento del panel (attualmente, se non sbaglio, si è ridotto ad una ventina di banche)?
    L’emissione di un nuovo tasso di scambio, ovvero una diversa metodologia di determinazione, potrebbe portare ad una “rivoluzione” nel mercato dei mutui??
    Che risvolti si potrebbero avere sui prodotti finanziari collegati a tale tasso??
    E sulle società quotate in borsa quali Fondi Immobiliari e/o società con grandi portafogli immobiliari?
    La ringrazio anticipatamente.
    Cladoma.

    1. Tutto bene, grazie ….. le mie vacanze sono sempre in corso.
      Adesso faccio riprese in immersione a pochi metri, bevo Brunello e acqua di mare. Per le bombole e lo Champagne non mi sento ancora pronto.
      Pare vogliano far diventare l’Euribor “transato” come l’Eonia, che è il prezzo di equilibrio tra domanda e offerta di prestiti erogati e restituiti nell’arco di un giorno. Sarebbe un modo per limitare il rischio di manipolazioni (Libor docet). Le politiche delle banche centrali negli ultimi anni, attraverso la discesa dei tassi, hanno ridotto i margini di profitto per le banche commerciali e quindi il rischio è aumentato.
      Tuttavia, qualora le transazioni effettive dessero origine ad un tasso troppo volatile come è stato già sperimentato, si farebbe riferimento ad altri dati. Ma questo – mi pare di capire – significherebbe riavvicinarsi alla determinazione attuale dell’Euribor che, dalla maturity 1 settimana fino a 1 anno, è un tasso “pensato” sulla base di riferimenti esistenti come la liquidità di sistema, ad esempio. Sarebbe più facile, allora, eliminare il tasso.
      Il panel ultimamente è stato ridotto, e dal 2012 è più che dimezzato. Alle condizioni attuali un ampliamento servirebbe a rendere il tasso meno volatile, dato che viene determinato dalla media di appena una ventina di valori dopo aver scartato gli estremi massimo e minimo, ma occorrerebbe trovare un numero sufficientemente elevato di istituti affidabili nonostante la questione del conflitto di interessi avvertita su scala globale.
      Non penso che in futuro ci saranno rivoluzioni perché già oggi le comunicazioni delle banche sono basate su parametri oggettivi di riferimento sul mercato e non sono in assoluto fantasiose.
      Un tasso transato sarebbe più affidabile, almeno in termini di percezione se non proprio tecnicamente, e penso ne beneficerebbe il risparmio raccolto con le obbligazioni societarie: gli investitori, che affidano i soldi ad un emittente a rischio default, avrebbero un pensiero in meno. Per i mutui non credo cambierebbe molto perché entrano in gioco criteri di necessità prioritari rispetto ai criteri di remunerazione: da un lato il richiedente pensa a farsi dare i soldi, dall’altro la banca pensa alla solvibilità del soggetto a cui li sta consegnando.
      Per quanto riguarda i fondi immobiliari le risponderò appena sarò tornato a galla.
      Buone ferie passate.

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