Previsioni Euribor del 13 marzo 2015

Nella settimana caratterizzata dall’avvio della politica monetaria ultra-espansiva con l’immissione iniziale di moneta nel sistema per circa dieci miliardi di euro, riassorbiti in buona parte nell’operazione di pronti contro termine regolata mercoledi, la discesa dell’Euribor 3 mesi accelera il passo e porta la relativa quotazione a 0,025% (fixing 13/03/2015). Si allarga così nella misura di altri undici millesimi il distacco dal tasso di interesse stabilito dalla Bce per le operazioni principali di rifinanziamento (Refi).

Ad eccezione della scadenza mensile (-0,01%), anche i tassi Euribor 6-12 mesi seguono il medesimo andamento monotono e chiudono a 0,096% e 0,214% (fonte dati: Aritma).

Nessuna novità sul brevissimo, negativo fino a giovedi.

Tutta la scaletta dei tassi Euribor 3 mesi previsti appare condizionata dall’evento clou: con riferimento alle contrattazioni degli operatori del Liffe maturate il 13 marzo 2015, il parametro più utilizzato per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile diverrà stabilmente negativo da metà giugno prossimo (-0,005%) fino a marzo 2016. Secondo quest’ipotesi, e compatibilmente con eventuali algoritmi di calcolo basati sulla media mobile che ne ritarderebbero l’applicazione, il tasso base andrebbe a decurtare la maggiorazione stabilita al momento della concessione del mutuo (in mancanza di specifica indicazione contrattuale per i finanziamenti già accordati, almeno).

Sul tratto a medio termine, in assenza di novità rilevanti sul piano macro-economico e considerato il perdurare della crisi ellenica, le crescenti limature che fino a mercoledi hanno abbassato la curva dei tassi future trovano spiegazione nell’onda lunga del Quantitative Easing. Euribor 3 mesi in salita sopra quota 0,52% a fine settembre 2019, undici centesimi in meno sul dato a sette giorni.

In termini nominali, senza considerare variazioni nel livello dei prezzi, il parametro in oggetto non crea aspettative allarmistiche per coloro che corrispondono (o corrisponderanno) quote interessi perché rimane contenuto nel limite massimo di quota 0,76% lungo l’orizzonte temporale considerato; per i detentori attuali (o futuri) di obbligazioni indicizzate, all’opposto, limita le speranze di rendimento.

Mercoledi scorso, nel primo giorno del nuovo periodo di accantonamento della riserva obbligatoria, le banche europee hanno tenuto fermi nelle casse Eurotower circa 262 miliardi di euro, praticamente lo stesso quantitativo di denaro registrato mercoledi 28 gennaio ai massimi da un anno. Il giorno dopo i depositi overnight sono stati usati per 43 miliardi di euro ed i conti correnti per 218.

(per le prossime attese sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor del 20 marzo 2015”)

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