Non solo denari: la comunità monastica di Camaldoli

Non sempre la ricchezza ed i beni materiali sono ricercati dalle persone.

La storia del genere umano è attraversata pure da momenti in cui i criteri guida, veicolati da illustri personalità, hanno condotto a vivere un’esistenza povera ed evangelica, come intesero fare alcuni monaci fra cui San Romualdo.

Lo vedete qui, primo da destra, ritrattato in una delle toccanti opere in terracotta che Andrea della Robbia ci ha lasciato nel Sacro Eremo di Camaldoli.Andrea Della Robbia: Madonna con Bambino e Santi - Sacro Eremo di Camaldoli (Ar)

Il Santo, attraverso la rinuncia a qualsiasi beneficio e la povertà nei vestiti e nel cibo, volle fondare un ordine religioso (1012) che, pur inserito nella tradizione dei monaci benedettini, si richiamasse ad uno spirito di maggiore austerità ed offrisse assistenza ai poveri.

La gente che visita quei luoghi a tutt’oggi abitati, probabilmente, non compie soltanto un iter di pellegrinaggio: è anche spinta dalla curiosità suscitata da un mondo accessibile fisicamente (sia pur con difficoltà) ma governato da idee piuttosto distanti dal comune modo di pensare.Sacro Eremo di Camaldoli (Ar)

Forse è per questo che, pochi chilometri più a valle, l’antica farmacia del Monastero di Camaldoli conserva la vera attrazione dei frequentatori-acquirenti. All’interno di una teca in vetro si trova lo scheletro di una giovane donna, rinvenuto nel sedicesimo secolo: la scritta soprastante ammonisce il “folle” osservatore che quello è l’unico specchio per guardarsi e scoprire la propria identità. Tutti gli altri specchi non riflettono il vero.

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