La successione (parte II) – Imposte ed esempi di dichiarazione

Per i beni materiali (fabbricati, terreni) caduti in successione, l’amministrazione finanziaria richiede un versamento di tributi che colpiscono per il 2% quale imposta ipotecaria, l’1% quale imposta catastale, in misura fissa per euro 35,00 per ogni conservatoria provinciale nella quale il de cuius era proprietario di immobili e per euro 58,48 quale imposta di bollo sempre per ogni conservatoria, per euro 18,59 per tributi speciali.

Per quanto concerne l’importo dovuto sia per l’imposta ipotecaria che catastale, bisogna provvedere alla rivalutazione dei beni, sia che si tratti di immobili civili, sia categorie particolari, sia terreni.

Gli immobili civili (cat. A2, A3, A4 etc.) debbono essere rivalutati per il coefficiente 105; gli immobili categorie C1 ed E devono essere rivalutati per il coefficiente 34, e gli immobili categorie A10 e D devono essere rivalutati per il coefficiente 50. Si ricorda che la rendita catastale, prima di essere rivalutata, deve essere moltiplicata per il numero fisso 5%.

Un’eccezione si verifica nel caso in cui l’erede abbia la sua residenza presso l’abitazione del de cuius. In questo caso l’importo da pagare, sia come imposta ipotecaria che catastale, è fisso ed ammonta per tutte e due le voci ad euro 168,00, fermi restando gli importi dovuti per le conservatorie.

L’imposta minima da versare, sia ipotecaria che catastale, ammonta ad euro 168,00.

Prima di effettuare il calcolo delle imposte da versare si deve tener conto della quota di possesso del bene che può non essere di totale proprietà del de cuius: infatti gli importi cambiano nel caso in cui il coniuge o i figli siano cointestatari del bene. A titolo esemplificativo, si rimanda al documento allegato (successioni: esempi).

Nel quadro B4 (è possibile scaricare il modulo “dichiarazione di successione” dalla parte I http://www.questidenari.com/?p=1902) vanno riportate le liquidità depositate presso gli istituti di credito. In mancanza di detti importi trascritti sul quadro, l’istituto può rifiutarsi di consegnare agli eredi le somme depositate dal de cuius. Dette somme debbono essere riportate e certificate con il saldo del conto alla data del decesso ed allegate alla dichiarazione.

E’ fondamentale ricordarsi di presentare all’ufficio territoriale del catasto (entro 30 giorni dalla presentazione presso l’agenzia delle entrate della dichiarazione di successione) la domanda di voltura dei cespiti iscritti nella successione, pena la sanzione per la ritardata presentazione. Alla data odierna il catasto fabbricati e terreni non è probatorio ma è in fase di ultimazione il trasferimento agli enti locali di detto compito: quindi, avere aggiornati gli assetti proprietari sarà molto importante per poter definire le compravendite di immobili.

Esempio pratico di una dichiarazione di successione:

–        de cuius: Mario Rossi

–        coniuge: Maria Bianchi

–        figli: Rossi Angelo, Rossi Antonella

–        decesso senza testamento, quindi successione dovuta per legge

–        beni caduti in successione: abitazione di famiglia + pertinenza (garage); immobile acquistato al 50% dai coniugi (cointestato); depositi su c/c cointestato: € 20.000,00

–        rendita catastale dell’immobile: € 375,00; rendita catastale del garage: € 43,00 – non rivalutati.

In questo caso l’importo da versare è di euro 168,00 per l’imposta ipotecaria ed euro 168,00 per l’imposta catastale, più euro 35,00 per la conservatoria ed euro 58,48 per l’imposta di bollo, ed euro 18,59 per i tributi speciali.

Nel caso in cui l’abitazione non fosse stata residenza principale della famiglia (casa a disposizione), si sarebbe dovuto calcolare la rendita e dividere l’importo al 50% visto che la quota del coniuge non cade in successione. Il conteggio da effettuarsi è il seguente:

rendita catastale euro 375 x 5% x 110 = 43.312,50, da dividere per 2: € 21.656,25 (immobile A2)

rendita catastale euro 43 x 5% x 110 : 2 = 4.966,50 : 2 = € 2.483,25 (immobile C2)

IMPOSTA DOVUTA

imposta ipotecaria ( 2%): 21.656,25 + 2.483,25 = 24.139,50 x 2 : 100 = € 482,79

imposta catastale (1%): 21.656,25 + 2.483,25 = 24.139,50 x 1 : 100 = € 241,395

Le imposte vanno versate col modello F23:

imposta ipotecaria con codice tributo 649T (euro 482,79)

imposta catastale con codice tributo 737T (euro 241,39)

imposta ipotecaria con codice tributo 778T per ogni conservatoria (euro 35,00)

imposta di bollo con codice tributo 456T (euro 58,48)

imposta tributi speciali con codice tributo 964T (euro 18,59).

La dichiarazione è completa per la presentazione in 3 copie.

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(per il rimborso delle imposte intestato a persona deceduta: “Imposte non dovute o pagate in eccedenza: rimborsi a favore del successore o del rappresentante”)

17 pensieri su “La successione (parte II) – Imposte ed esempi di dichiarazione”

  1. ciao, se mi e’ possibile, volevo chiedere come esattamente si compilano i campi nella sezione B2 e B4 per detenzione di 1 conto corrente e 3 azioni (eni,enel,fiat) da parte del de cuius (possesso al 50% col coniuge superstite).

    Grazie se potrai aiutarmi.
    Christian

  2. Gentile Christian,

    tutta la certificazione di provenienza bancaria (da richiedere o di cui si è già in possesso) deve essere allegata alla dichiarazione di successione. Nello specifico:

    CONTO CORRENTE (B4): si richiede all’istituto di credito il saldo del c/c alla data del decesso. Il valore da riportare è il 50% del saldo che rientra nella successione ed è esente da imposte (per un patrimonio familiare complessivo che cade in successione di valore inferiore a 2,5 milioni di euro). Quindi si riporterà
    – Progressivo: 001
    – Quota possesso: 50
    – Descrizione: conto corrente
    – Valore importo: 50% del saldo

    AZIONI (B2): si richiede all’istituto di credito la certificazione dei titoli posseduti alla data del decesso. Il valore da riportare è il 50% del Valore Nominale dei titoli ed è esente da imposte (per un patrimonio familiare complessivo che cade in successione di valore inferiore a 2,5 milioni di euro). Quindi si riporterà:
    – Progressivo: 001
    – Quota possesso: 50
    – Descrizione: azioni Enel
    – Valore importo: 50% del VN delle azioni Enel
    Subito sotto si riporterà il Progressivo 002 con i dati delle azioni Eni seguendo analoga procedura, e poi si allegherà altra pagina con Progressivo 003 e i dati delle azioni Fiat seguendo la stessa procedura.

    1. ERRATA CORRIGE
      A parziale correzione della risposta fornita all’utente Christian, e pur senza inficiare la validità delle indicazioni rese per mancanza di ulteriori elementi desumibili dalla domanda, si specifica che la franchigia per l’importo del patrimonio che cade in successione è pari ad euro 1.000.000 per ogni erede diretto, anziché 2,5 milioni (si veda anche il commento sotto riportato in data 07/05/2011 per il quesito dell’utente PaoloDic).
      Detto ammontare aumenta a 1.500.000 euro se l’erede rientra nella fattispecie prevista dalla Legge 104 del 5 febbraio 1992 (grave handicap).

  3. Buongiorno,

    mi trovo a compilare la dichiarazione per la successione di mio padre. Gli eredi sono il coniuge e 3 figli.
    Oltre all’abitazione (prima casa per mia madre) e garage ci sono anche due conti correnti e dei titoli italiani (valore titoli <2.000€).

    La sua spiegazione relativa alle imposte ipotecaria e catastali (+ imposta di bollo, conservatoria e tirbiti speciali) mi è molto chiara e nel nostro caso si riduce alla duplice imposta di 168€ in luogo del 2% ed 1% (più ammennicoli vari)

    Per quanto riguarda i c/c ed i titoli invece vorrei qualche chiarimento. Ho letto che coniuge e figli hanno una franchigia di 1.000.000€ cadauno al di sotto della quale non si paga il 4% di imposta, me lo conferma?
    In una sua risposta lei parlava si 2,5 milioni di franchigia per il patrimonio familiare ma non ho trovato traccia di questo ammontare nella normativa vigente.
    Mi confermerebbe per cortesia anche che c/c e titoli vanno riportati nella dichiarazione anche se non soggetti ad imposta per via della franchigia di cui sopra?

    Grazie mille per l'aiuto e buona giornata

  4. Gentile utente,
    in relazione alla sua prima domanda – sull’ammontare della franchigia – la risposta è affermativa.
    Per la precisione, è confermata la franchigia di 1milione di euro per ogni erede diretto (imposta minima € 168); per fratelli e sorelle: 6% con franchigia € 100.000 (ipotecaria e catastale invariate al 2% e 1%, imposta minima € 168); parenti fino al 4° grado e affini fino al 3° grado: 6% senza franchigia, imposta ipotecaria e catastale invariata al 2% e 1% (minimale 168 €); altre persone: 8% senza franchigia, ipotecaria e catastale invariata (2% e 1%, minimo 168 €).
    Anche in relazione alla sua seconda domanda – sull’indicazione di conto corrente e titoli non soggetti all’imposta per franchigia – la risposta è affermativa. Diversamente, la banca potrebbe non riconoscere le cifre agli eredi.
    Saluti

  5. Salve, colgo l’ occasione per approfittare della vostra competenza e professionalità per proporvi i seguenti quesiti in merito alla redazione di una successione, in seguito al decesso di mia madre. Siamo tre figli, io abito attualmente nella casa di residenza oggetto della successione. I beni sono la casa di residenza un terreno con relativo fabbricato e un c/c e dei titoli obbligazionari (scadenza tra quache anno)
    1) non utilizzando la agevolazione prima casa , in linea di principio, quali coefficienti vanno considerati per la rivalutazione della rendita catastale, ai fini del calcolo del valore dei fabbricati, per essere chiaro faccio un esempio con valori che si possono riscontrare nelle tabelle, nel caso di cat A/6 110×1,05(prima casa) oppure 120×1,05(altro immobile)?
    2) Se si utilizza l’agevolazione prima casa, c’è qualche limitazione alla vendita, in ordine temporale, se si per quanto tempo?
    3) La banca ha rilasciato il certificato della situazione bancaria del saldo c/c e dei titoli al valore nominale e/o emissione, quando andremo in banca con la successione, nel caso si volesse un rimborso e/o disinvestire anticipato delle somme, la banca è tenuta a rimborsare come da certificato, al valore nominale o a quello di mercato (in quest’ultimo caso alla data della presentazione o a quella del decesso) ?
    Vi ringrazio anticipatamente
    Cordiali Saluti

  6. Gentile utente,

    dalla Sua esposizione presumiamo (a meno di ulteriori chiarimenti che riterrà opportuno fornirci) che Lei è andato a risiedere in questa abitazione, oggetto della successione, dopo il decesso di Sua madre.
    Quindi vengono a decadere i benefici dell’utilizzo come prima casa, ossia imposta ipotecaria e catastale in misura fissa pari ad euro 168,00 cadauna.
    Per quanto riguarda la rivalutazione dell’immobile (domanda del punto 1), stante quanto sopra riportato, si ritiene giusto il coefficiente 120×1,05 (altro immobile).
    Con riferimento alla domanda del punto 2, non esistono limitazioni temporali sia nell’eventualità che l’immobile sia destinato a prima casa sia che l’immobile sia destinato ad altra funzione.
    L’eventuale plusvalenza, che viene a determinarsi a seguito della cessione del bene, non viene tassata per quello pervenuto in eredità; invece, per la plusvalenza generata a seguito di cessione
    di beni immobili acquistati nel quinquennio precedente, la stessa viene tassata e riportata nel modello di dichiarazione. Consigliamo inoltre, in caso di non iscrizione negli elenchi dei braccianti o coltivatori diretti, la modifica della categoria catastale, dato che il codice A/6 è riferito alla categoria rurale.
    In merito alla domanda del punto 3, la banca accredita il valore di rimborso dei titoli quantificato al momento di presentazione della richiesta di smobilizzo.
    Saluti.

  7. Grazie mille per la risposta, forse però la mia esposizione è stata poco chiara.
    Io ho sempre risieduto nella casa (oggetto della successione come prima casa) . Il mio dubbio era quello di utilizzare l’agevolazione prima casa, in quanto, avevo sentito dire, che in questo caso, la suddetta casa non si poteva vendere per i prossimi cinque anni. Chiedo se questo è vero.
    Riformulo per chiarezza i miei precedenti quesiti:
    1) non utilizzando la agevolazione prima casa (per via dell’impossibilità di una futura vendita) quali coefficienti di rivalutazione si utilizzano?
    2) utilizzando la suddetta agevolazione, cioè pagando le €168,00 come da voi esposto sopra più le eventuli tasse e bolli, in questo caso quali sono i coefficienti di rivalutazione della suddetta casa caduta in successione, per la compilazione del valore degli immobili nel modulo di successione?
    Grazie ancora
    Saluti

  8. Gentile lettore,
    a seguito dei chiarimenti Le confermiamo la precedente risposta secondo cui è indifferente che l’abitazione sia destinata o meno a prima residenza, in quanto tutti i beni immobili pervenuti in successione non scontano la plusvalenza.
    Invece la rivalutazione è 110×1,05 ma, considerato che si tratta di una prima casa, l’immobile sconta l’imposta catastale e l’imposta ipotecaria per la somma fissa di euro 168,00 per ciascuna delle imposte.

  9. Buona sera.Denuncia di successione per prima casa e box con due partite catastali diverse ma unica voltura.Il tributo speciale (cod. 964T) si versa per ciascuna partita catastale o una sola volta? Inoltre, qualora si venda o si affitti la casa prima dei famosi 5 anni, si dovrà versare la differenza dei vari tributi oltre alla sopratassa del 30% e interessi anche se al momento della successione queste ipotesi non sussistevano? Grazie.

  10. Il tributo catastale si versa per ogni conservatoria interessata. In questo caso, esaminando pertinenza dell’abitazione principale, si presume trattarsi di un’unica conservatoria.
    Inoltre – caro Gianni – come già espresso nella risposta al quesito immediatamente precedente rivolto da altro utente, si ribadisce che sia la cessione che l’affitto, prima della scadenza del quinquennio, non sono soggetti a plusvalenza né sopratassa ed interessi del 30%.
    L’unica attenzione che è necessario prestare, in sede di dichiarazione, riguarda la possibilità lasciata all’erede di dichiarare o meno la prima abitazione (per il motivo dell’imposta ipotecaria e catastale in misura fissa).
    Saluti

  11. Buongiorno.
    mio padre e mia mamma erano proprietari al 50%:
    – dell’immobile principale nel quale risiedevano e nel quale risiedo anche io.
    – di una cantina.

    In seguito al decesso di mia mamma, il sottoscritto dovrebbe ereditare:
    – il 25% della prima casa (50% del 50% di mamma).
    – Il 25% della cantina (50% del 50% di mamma).

    Mio padre dovrebbe ereditare:
    – il 25% della prima casa (50% del 50% di mamma).
    – Il 25% della cantina (50% del 50% di mamma).

    Aggiungo inoltre che il sottoscritto é anche proprietario di un secondo immobile, aquistato come prima casa e concesso in locazione a terzi nello stesso comune nel quale risiedo e lavoro.

    Le imposte di registro e catastale relative alla casa (totale 336 Euro) dovranno essere pagate sia dal sottoscritto che da mio padre (totale 772 Euro) o dovranno essere pagate una volta sola ?

    Per quanto riguarda la cantina, che non é pertinenza, tra imposta di registro e catastale dovró pagare il 3% dell’intero valore catastale o solo della quota in successione ?

    Questo 3% dobbiamo versarlo sia io che mio padre (totale 6%) o basta un versamento unico ?

    Mamma aveva anche alcuni conti di deposito vuoti ormai da tempo.
    Posso chiuderli senza dichiararli in successione o rischio sanzioni ?

  12. Gentile utente,
    lo Staff mi prega di renderLe noto che non rileva la proprietà del secondo immobile come non risultano esistere sanzioni in caso di mancata dichiarazione di conti deposito privi di valore.
    In merito ai rimanenti punti della richiesta, lo Staff Le consiglia di rileggere con attenzione i precedenti articoli corredati da esempi e le indicazioni fornite agli altri utenti dato che potrà trovare risposte implicite nei predetti contenuti.
    Saluti

  13. Rammentando la necessità di inserire il proprio quesito a margine dell’articolo di interesse, pubblichiamo la risposta alla domanda rivolta dall’utente Linasi sull’argomento “esenzione prima casa”.

    DOMANDA – Salve, dovendo presentare la successione di mia madre ho un piccolo problema, non riesco a capire se ho diritto all’esenzione prima casa.
    mia madre possedeva due case e qualche terreno e ne era proprietaria per 3/4 e per 1/4 io ereditato da mio padre. Io sono residente in una delle case e mia madre lo era nell’altra, io non posseggo altri beni oltre a quelli in comproprieta’ con mia madre, quindi ho l’esenzione per prima casa per quella in cui ho la residenza? Grazie

    RISPOSTA – No, l’esenzione si applica esclusivamente se esiste convivenza tra il de cuius e l’erede. Nella Sua situazione non si riscontra questa fattispecie.
    Ricambiamo i saluti.

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