La sede ABI di Palazzo Altieri

Nell’ottobre di due anni fa, in occasione della giornata d’apertura al pubblico delle sedi storiche delle banche denominata “Invito a palazzo”, promossa dall’ABI in tutta Italia, decisi di recarmi a Roma per visitare uno dei monumenti architettonici più insigni del tardo Barocco.La Clemenza Altieri: affresco

Inutile nascondervi che l’appagamento della mia sete artistica, nell’occasione, troppo bene si sposava con la curiosità di cose finanziarie evocata dal solo acronimo dell’Associazione Bancaria Italiana.

A pochi passi da Piazza del Gesù, ecco dischiudersi una serie impressionante di dipinti, colonne in porfido, stucchi, cassettoni in legno, arazzi, lampadari di cristallo, statue, pavimenti in parquet, portacandele in cineseria, specchiature delle porte in alabastro, basamenti in onice bianco, decorazioni dorate e in bronzo, e tante altre meraviglie che non possono non far pensare alle difficoltà incontrate nella stima economica dei beni oggetto di vendita e restauro, come pure all’estrema diversità di condizione sociale vissuta dalle popolazioni di epoche passate.

Tuttavia, la storia più recente di palazzo Altieri, descritta nel sito www.abi.it, ci parla di un’operazione di grande responsabilità da parte dell’associazione che ha voluto acquistare dagli eredi della nobile famiglia romana non solo la maggior parte dei locali dell’immobile che occupa attualmente, ma pure gli arredi interni al fine di preservare l’unicità dell’opera attraverso un’iniziativa di valorizzazione del bene storico-artistico nel suo insieme.

Diversamente, avremmo assistito alla dispersione di molti oggetti significativi del nostro patrimonio fra antiquari e storici dell’arte, e al conseguente snaturamento del singolo oggetto e inevitabile impoverimento della stessa dimora che lo conservava.

marmo cipollino water_editedNon avremmo così potuto godere della maestria con cui il marmo cipollino di provenienza orientale è stato levigato e incastonato in questo camino, o non avremmo potuto apprezzare l’armonia cromatica dei pavimenti in legno e delle porte che separano le enormi stanze della dimora seicentesca, per l’assegnazione ereditaria della quale gli Altieri arrivarono a stabilire vincoli di sangue ben precisi tra famiglie nobiliari.

parquetE chissà, magari neanche al vostro Autore sarebbe mai venuto in mente di percorrere questo sentiero artistico (a tinte finanziarie) che lo ha portato ad imprimere nella propria memoria, nonché in quella digitale, le bellezze di un pezzo pregiato del nostro patrimonio storico e culturale.specchiato-in-sala-rossa-riunioni-abi

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