I limiti alla deducibilità degli interessi passivi dopo il decreto legge 78/09

In un recente articolo pubblicato dal quotidiano IlSole24Ore, P. Ceppellini e R. Lugano si interrogano sul significato e le origini del fenomeno, in vistosa espansione, riguardante il ricorso alla rateizzazione per il pagamento delle somme iscritte a ruolo (http://www.questidenari.com/?p=556).

Oltre all’ovvia risposta della mancanza immediata di risorse, i due autori approfondiscono il tema del rapporto tra fisco e contribuenti sottolineando che, nell’attuale momento storico caratterizzato dalla caduta del fatturato e dalle difficoltà di accesso al credito bancario, l’incentivo alla ricapitalizzazione e la detassazione degli utili da reinvestire (http://www.questidenari.com/?p=946) rappresentano argomenti di scarso interesse per molte imprese.

In chiave propositiva, gli stessi autori suggeriscono un ripensamento del trattamento fiscale degli interessi passivi, la cui deducibilità è limitata a fini Ires (http://www.questidenari.com/?p=1314) ed esclusa a fini Irap, auspicano uno sforzo teso all’individuazione di criteri più meritocratici e di “regole pratiche di applicazione che siano semplici e non discriminanti” riguardo l’istituto del credito d’imposta alle imprese, ed infine sollecitano un’opera di semplificazione della prassi amministrativa da perseguire attraverso l’eliminazione di alcune attività di adempimento fiscale divenute ormai inutili.

Fonte: IlSole24Ore

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