Fondi comuni: più rendimento? Meno costo!

Secondo le analisi condotte da Ben Johnson, la scelta dei prodotti d’investimento per ogni categoria deve principiare dalla verifica delle spese.

Sarebbe dunque il TER (Total Expenses Ratio, indice di spesa che rapporta al patrimonio medio nel corso dell’anno le spese di gestione, di extra-rendimento e parte delle spese per negoziazione titoli, ed esclude le commissioni di sottoscrizione e di rimborso, oltre agli oneri tributari) la chiave di successo per l’ottenimento della performance, specie nel lungo termine quando si capitalizzano gli effetti delle maggiori o minori commissioni applicate sulle somme versate dai risparmiatori.

Lo studio di Johnson si presta così a motivare l’ampia diffusione degli Exchange Traded Fund, negli ultimi anni toccati da un successo crescente rispetto ai tradizionali fondi comuni d’investimento la cui commissione di gestione media, riferita ai comparti azionari disponibili presso le reti di vendita italiane, è pari all’1,89% annuo contro lo 0,48% degli ETF.

Anche se ci si sposta sul reddito fisso, i numeri sono a favore degli ETF che presentano un TER medio dello 0,18% annuo contro l’1,24% dei fondi obbligazionari.

Tutti gli indicatori medi di costo suesposti per ETF e fondi comuni venduti in Italia appaiono sostanzialmente in linea con quelli dei prodotti venduti nel resto d’Europa.

Fonte: Morningstar

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