Davide con la testa di Golia: il pentimento di Caravaggio

Dipinto nel 1610 ed oggi appartenente alla Galleria Borghese di Roma, forse il “Davide con la testa di Golia” entrò a far parte della trattativa per l’ottenimento della grazia: così troverebbe motivazione la grossa somma di denaro versata a titolo di cauzione da Michelangelo Merisi al fine di sottrarsi all’arresto per errore, recuperare l’opera tra i bagagli dell’imbarcazione che lo aveva condotto da Napoli alle coste laziali, e destinare la stessa opera al cardinale Scipione Borghese.

Di sicuro ultima grande manifestazione della potenza espressiva di Caravaggio diretto a Porto Ercole dove troverà la morte, il dipinto sintetizza molte delle caratteristiche già apprezzate del Maestro milanese, e nel contempo si presta ad una profonda interpretazione psicologica non propriamente agevole.

Sono presenti la luce che investe trasversalmente ed essenzializza il corpo del giustiziere (http://www.questidenari.com/?tag=luminismo-caravaggesco) emerso dall’ombra, la mancanza di uno sfondo, il simbolo negativo di Golia che assume i lineamenti di Caravaggio, sfigurato ed orrido nella rappresentazione realistica del macabro trofeo.

Ad una prima osservazione del dipinto, l’attenzione si sofferma sulla testa dello sconfitto con gli occhi strabici e fuori dalle orbite, la bocca spalancata e la ferita sulla fronte che riconducono alle comprensibili ansie patite dal pittore per la condanna a morte inflittagli dal papa, e che già aleggiavano nell’atmosfera cupa delle precedenti opere (http://www.questidenari.com/?p=2181), o addirittura si collegano ai ripetuti ferimenti per il riconoscimento e le aggressioni subìte dalle guardie e dai sicari.

Eppure, un’ulteriore e più approfondita lettura fanno riflettere sul vero fulcro della rappresentazione rintracciabile nell’espressione del volto di Davide, un giovane che non appare orgoglioso o iracondo ma triste e pacato, intento nella pia esecuzione di un volere superiore, demandato ad un incarico più grande della sua grandezza interiore vincente sulla forza fisica del gigante.

Caravaggio si offre ai propri giudici e giustizieri nell’atto di riconoscere il proprio errore ed accettare la volontà della giustizia terrena, da cui si congeda preannunciando la propria fine.

Anch’esso di attribuzione certa (http://www.questidenari.com/?tag=scuderie-quirinale), il “Davide con la testa di Golia” può essere ammirato a Roma presso le Scuderie del Quirinale.

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