Bond Enel 2016: l’appeal del marchio e l’incognita dei rendimenti

Il prossimo 15 febbraio 2010, e fino al giorno 26 dello stesso mese a meno di chiusura anticipata, verrà offerto il bond Enel per un taglio minimo di € 2.000,00 (due obbligazioni da mille euro ciascuna) nella duplice versione a tasso fisso o variabile. Il titolo, con scadenza marzo 2016, sarà quotato sul MOT (mercato telematico delle obbligazioni), ovvero garantirà trasparenza agli investitori che potranno seguirne l’evoluzione e confrontarlo con titoli similari (fonte: IlSole24Ore).

L’interrogativo del momento è se il richiamo della maggiore azienda italiana di energia – senza dubbio forte anche grazie alla politica di distribuzione dei dividendi attuata in passato nonostante le difficoltà congiunturali – riuscirà a superare la mancanza di certezza sui rendimenti effettivi dell’emissione: infatti, al momento dell’adesione, i sottoscrittori non conosceranno il rendimento effettivo a scadenza neppure sulla tranche a tasso fisso, ma dovranno attendere i giorni successivi alla chiusura dell’offerta.

Il meccanismo di corresponsione della cedola, come riportato dal prospetto informativo, prevede che i tassi di riferimento – la curva swap per l’emissione a tasso fisso e l’Euribor a 6 mesi per quella a tasso variabile – siano maggiorati di uno spread dipendente dall’incontro dei volumi di domanda e offerta del titolo. In sintesi: se i bond ricevessero forti adesioni, detto differenziale si assottiglierebbe facendo giungere il tasso fisso corrisposto a livello (minimo stimato) del 3,3% lordo annuo, ed il tasso variabile (minimo stimato) all’1,7% (fonte: IlSole24Ore).

Qualora venissero confermati, detti rendimenti sarebbero buoni per la tranche a tasso variabile, ma insufficienti se paragonati a quelli di titoli dalle caratteristiche similari che offrono un tasso fisso poco al di sotto del 4%.

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