Posts Tagged titoli stato
BTP 30 anni 01.09.2044
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 16 maggio 2013
Mediante sindacato è stata collocata la prima tranche del nuovo Btp 30 anni.
I Btp 30 anni (godimento 1° marzo 2013, regolamento 22 maggio 2013, scadenza 1° settembre 2044, tasso d’interesse annuo lordo 4,75% pagato in due cedole semestrali), emessi per l’importo di 6 miliardi di euro, sono stati collocati al prezzo di 97,221 ed hanno fatto registrare rendimento lordo del 4,985%.
Ai “BUONI DEL TESORO POLIENNALI 4,75% 01/03/2013 – 01/09/2044” è stato assegnato Isin IT0004923998.
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Asta 13 maggio 2013: Btp 3 anni, Btp 15 anni e CCTeu
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 8 maggio 2013
Per lunedi 13 maggio 2013, in asta marginale e con regolamento 15/05/2013, il MEF ha disposto l’emissione dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali triennali, ai Btp 15 anni e ai CCTeu.
I Btp 3 anni (ISIN IT0004917792, decorrenza 15/04/2013, scadenza 15/05/2016, tasso d’interesse annuo lordo 2,25%, data pagamento cedola 15 novembre 2013; giorni dietimi 0) sono offerti in terza tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2,5 miliardi di euro ad un massimo di 3,5 miliardi di euro e, nell’asta dello scorso 11 aprile, avevano fatto segnare rendimento lordo del 2,29%. Nella mattinata di lunedi i Btp triennali hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa all’1,92%, prezzo di aggiudicazione 100,97 e rapporto di copertura 1,34 derivante da richieste per oltre 4,675 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
I Btp 15 anni (ISIN IT0004644735, decorrenza 1° settembre 2010, scadenza 1° marzo 2026, tasso d’interesse annuo lordo 4,5%, vita residua 13 anni, data pagamento cedola 1° settembre 2013, giorni dietimi 75) sono offerti in sedicesima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 750 milioni di euro ad un massimo di 1,5 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo del 4,55% nell’asta dello scorso 13 febbraio. Nella mattinata di lunedi i Btp 15 anni (vita residua 13 anni) hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa al 4,07%, prezzo di aggiudicazione 104,65 e rapporto di copertura 1,49 derivante da richieste per oltre 2,233 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
I CCTeu (decorrenza 01/05/2013, scadenza 01/11/2018, tasso annualizzato 2,117%, spread 1,8%, tasso cedolare semestrale 1,082% e cedola in pagamento il 1° novembre 2013, giorni dietimi 14) sono offerti in prima tranche per ammontare da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 3 miliardi di euro. Nella mattinata di lunedi il rendimento lordo dei CCTeu (ISIN IT0004922909) è risultato pari a 2,44%, il prezzo di aggiudicazione è stato pari a 98,40 ed il rapporto di copertura si è attestato a 1,35 derivante da richieste per quasi 4,059 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
Fonte: Dipartimento del Tesoro
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Bot 12 mesi e Bot flessibili nell’asta del 10 maggio 2013
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 7 maggio 2013
Per venerdi 10 maggio 2013, con regolamento 14/05/2013, il MEF ha disposto l’emissione dei Buoni Ordinari del Tesoro annuali e flessibili col sistema di collocamento dell’asta competitiva.
I Bot 12 mesi (ISIN IT0004920077, emissione 14/05/2013, scadenza 14/05/2014, durata 365 giorni) sono offerti in prima tranche per un importo pari a 7 miliardi di euro ed avevano fatto registrare rendimento medio ponderato pari allo 0,922% nell’asta dello scorso 10 aprile.
I Bot annuali, nella mattinata di venerdi, hanno fatto registrare rendimento medio ponderato in discesa allo 0,703% e prezzo medio ponderato 99,292; la domanda è stata pari ad oltre 8,128 miliardi di euro e il bid-to-cover si è attestato a 1,16 (assegnato l’intero importo offerto). Il rendimento semplice lordo scende al rendimento semplice netto minimo dello 0,317% una volta applicata la ritenuta fiscale e sottratte le commissioni bancarie massime secondo Assiom Forex.
I Bot flessibili (emissione 14/05/2013, scadenza 19/12/2013, durata 219 giorni) sono offerti in prima tranche per un importo pari a 3 miliardi di euro.
Nella mattinata di venerdi i Bot flessibili (ISIN IT0004921620), assegnati in prima tranche per l’intero importo offerto, hanno fatto segnare rendimento medio ponderato pari allo 0,393%, prezzo medio ponderato 99,761 ed hanno ricevuto richieste per oltre 6,27 miliardi di euro (rapporto di copertura 2,09). Il rendimento dei Bot flessibili scende al rendimento semplice netto minimo dello 0,016% secondo Assiom Forex, una volta applicata la ritenuta fiscale e sottratte le commissioni bancarie massime.
Fonte: Dipartimento del Tesoro
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Previsioni Euribor e Irs a maggio 2013
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 5 maggio 2013
L’inflazione in decisa contrazione all’1,2% annuo ad aprile, ben al di sotto della soglia di intervento, e la caduta degli indici di produzione che fotografano la crisi europea a partire dal cuore manifatturiero tedesco sono stati determinanti a maggio per decidere (con voto non unanime) il taglio del tasso Refi di un quarto di punto (0,5%), il taglio di mezzo punto percentuale per i finanziamenti giornalieri di emergenza (1%) ed il mantenimento del tasso sui depositi a zero, ovvero quella modifica del “corridoio” che prelude ad un successivo intervento sui tassi negativi da diverso tempo oggetto di studio per la Bce. Non si tratterebbe di un provvedimento risolutivo per finanziare l’economia reale dei Paesi periferici, considerato che l’80% del denaro attualmente custodito presso la Bce (giovedi depositi overnight a 110 miliardi di euro e conti correnti a 308 mld) proviene dall’Europa virtuosa, ma sarebbe comunque un valido strumento da affiancare ad altre iniziative (sub).
La manovra convenzionale, ritenuta dal direttivo come la più efficace per gli stimoli all’investimento, servirà agli istituti per ricapitalizzare, ovvero ridurre le sofferenze da crediti che costituiscono la principale causa di avversione al rischio per le banche commerciali: rappresenterebbe quest’ultimo il fattore impeditivo dell’offerta di finanziamento a imprese e consumatori sul quale incidere per rendere trasmissibile la politica monetaria (che rimarrà accomodante finché necessario, col prolungamento fino a metà 2014 delle aste trimestrali a liquidità illimitata). A breve saranno disponibili ulteriori strumenti non convenzionali come l’acquisto di crediti cartolarizzati da piccole-medie imprese e società finanziarie, per i quali occorre ancora stabilire la corretta fissazione del prezzo.
Prima della decisione del direttivo Bce le posizioni di molti analisti erano apparse discordanti, e sullo stesso Liffe non avevano trovato spazio evidenze inequivocabili. E ancora venerdi 3 maggio, il giorno dopo la correzione seguita all’annuncio di Draghi, si sono manifestate increspature (lungo tutta la scaletta da 2 a 12 centesimi) che denunciano la debole efficacia con cui l’iniziativa Bce si tradurrà nell’abbattimento dell’Euribor 3 mesi: atteso a quota 0,18% per fine giugno, il parametro consentirà agli istituti commerciali di scambiare denaro a costi poco inferiori agli attuali quand’anche dovesse realizzarsi un ulteriore taglio di un quarto di punto l’estate prossima. Gli operatori di Londra stanno acquisendo informazioni dalla caduta del fixing dell’Euribor 3 mesi (0,201% il 3 maggio 2013) quantificata in appena 6 millesimi contro i 92 che erano seguiti all’annuncio del precedente taglio nel luglio 2012. Sul brevissimo, in particolare, i tassi sono schiacciati sotto lo 0,1% già da molti giorni e non dovrebbero subire ripercussioni.
Se limitato dovesse dimostrarsi effettivamente l’impatto del taglio sui tassi interbancari, allora ancor più limitata sarebbe l’influenza della stessa manovra sul tratto iniziale della curva dei tassi a medio-lungo termine.
La decisione dei membri del consiglio direttivo, certamente consapevoli della logica prociclica che si realizza quando il rischio dell’attivo di bilancio delle banche si identifica col rischio-Paese, si deve anche all’esistenza di regole stabilite con gli accordi di Basilea che impongono alle banche di accantonare capitale in funzione dei prestiti erogati. Sinora l’acquisto di obbligazioni pubbliche è stato perseguito dalle banche non solo per ottenere profitti (raggiunti con maggiori rischi), ma anche per soffrire un minor dispendio di costoso capitale.
Tuttavia non sembra questo il momento della preoccupazione per i titoli di Stato, anzi lo scenario di mercato appare surreale: nonostante il contesto recessivo rimanga sostanzialmente lo stesso da molti mesi, persino aggravato dall’uscita dalla crisi rinviata al 2014, la liquidità pompata nel sistema da politiche monetarie ultraespansive attuate dalle più importanti banche centrali mondiali (unico esempio di moderazione la Bce che non stampa moneta per statuto) consente agli investitori di scommettere sul binomio della liquidità facile e delle politiche fiscali di prossima realizzazione in grado di assicurare crescita nel medio-lungo periodo. Tutto il resto diviene trascurabile, persino l’ostruzionismo della Bundesbank e della Corte costituzionale tedesca sul programma Omt o la fragile intesa politica che ha condotto alla formazione del Governo italiano (spread a 256 punti base).
Questa fiducia in apparenza incrollabile (almeno fino al momento in cui le banche centrali non inizieranno a drenare liquidi facendo scoppiare una bolla colossale) ha fatto sì che da aprile aumentassero i prezzi delle azioni europee, delle obbligazioni corporate (anche “spazzatura”) e delle obbligazioni pubbliche tutte, sia quelle emesse dai Paesi periferici e acquistate per motivi speculativi che quelle emesse dall’Europa core e comprate per l’opposto bisogno di protezione. Alla discesa dei rendimenti su durata decennale dei Btp (3,8%) e dei Bonos (4,02%) si è associata la caduta in prossimità dei minimi storici del rendimento dei Bund (venerdi rimbalzati a 1,24%), segnale di aggravamento del rischio sistemico che ha trascinato al ribasso l’Irs 10 anni in prossimità di quota 1,5% (come era stato correttamente anticipato il mese scorso).
I primi risultati positivi sull’occupazione giapponese e la conferma del quantitative easing americano lasciano intendere che la liquidità continuerà ad affluire sull’Europa e a riversarsi praticamente su tutte le attività esistenti: i derivati del mercato telematico Eurex segnalano un decennale tedesco che, sempre in grado di attirare attenzione, potrebbe vedere livellato il proprio rendimento verso quota 1% al quale farebbe riscontro un tasso Irs 10 anni, anch’esso in discesa nel corso del mese, nelle vicinanze di quota 1,4%.
(le previsioni della prossima settimana sui tassi variabili per mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor 3 mesi del 10 maggio 2013“)
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Asta del 29 aprile 2013: Btp 5 anni e Btp 10 anni
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 23 aprile 2013
Il MEF ha disposto per lunedi 29 aprile 2013, in asta marginale e con regolamento 2 maggio 2013, il collocamento dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali quinquennali e decennali.
I Btp 5 anni (ISIN IT0004907843, decorrenza 02/04/2013, scadenza 01/06/2018, tasso d’interesse annuo lordo 3,5%, data pagamento cedola 1° giugno 2013, prima cedola corta con tasso lordo 0,576923% corrispondente ad un periodo di 60 gg. su un semestre di 182, scadenza cedole successive 1° dicembre e 1° giugno di ogni anno, giorni dietimi 30) sono offerti in terza tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 3 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo del 3,65% nella precedente asta dello scorso 27 marzo. Nella mattinata di lunedi i Btp quinquennali hanno fatto registrare rendimento lordo in ribasso al 2,84%, prezzo di aggiudicazione 103,21 e rapporto di copertura 1,36 derivante da richieste per 4,082 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
I Btp 10 anni (ISIN IT0004898034, decorrenza 01/03/2013, scadenza 01/5/2023, tasso d’interesse annuo lordo 4,5%, data pagamento cedola 1° novembre 2013, giorni dietimi 1) sono offerti in quinta tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 3 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo del 4,66% nella precedente asta dello scorso 27 marzo. I Btp decennali, nella mattinata di lunedi, hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa al 3,94%, prezzo di aggiudicazione 104,93 e rapporto di copertura 1,42 derivante da richieste per oltre 4,267 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
Fonte: Dipartimento del Tesoro
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