Posts Tagged spread
Previsioni Euribor 3 mesi del 24 maggio 2013
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 25 maggio 2013
La diffusione a metà settimana dei dati Pmi manifatturiero e servizi in aumento, contenenti il messaggio di un rallentamento della recessione in Europa, ha contribuito a creare increspature significative dei tassi future sul medio termine. I tassi impliciti nei derivati del Liffe restituiscono valori in rialzo fino a sedici centesimi che permettono di tracciare una curva avente maggiore inclinazione, ma pur sempre contraddistinta da gradualità (quota 1% superata a fine 2016).
Sulle scadenze ravvicinate invece l’Euribor 3 mesi, atteso per metà giugno allo 0,2%, sta seguendo un percorso di allineamento alle recenti quotazioni sul mercato interbancario caratterizzate da oscillazioni giornaliere di 1 millesimo molto poco significative (fixing 0,2% del 24 maggio 2013, lo stesso di venerdi scorso). Spread Euribor-Ois costante a 13 punti base.
Nel corso della settimana è rimasto invariato l’Euribor 1 mese (0,112%); l’Euribor 6 mesi finisce a 0,294% e l’Euribor 12 mesi a 0,474%.
Venerdi Euribor 1-2-3 settimane rispettivamente a 0,083%, 0,092% (costante) e 0,102%.
Annunciati in restituzione 8,123 miliardi di euro per la prossima finestra Ltro (sia 2011 che 2012). Scende ancora l’utilizzo dei depositi overnight presso Bce e dei conti correnti, giovedi scorso a 373 miliardi di euro; lo stesso giorno Eonia a 0,078%.
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Previsioni Euribor 3 mesi del 17 maggio 2013
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 18 maggio 2013
Ad eccezione della scadenza mensile (0,112%), durante la settimana sono tutti in lieve discesa i tassi sul mercato interbancario (Euribor 3 mesi fissato 0,2% il 17 maggio 2013). I tassi Euribor a 6 e 12 mesi chiudono rispettivamente a 0,297% e 0,479%. La reattività dei tassi alla manovra Bce operata questo mese si conferma deludente.
Le variazioni registrate in misura limitata trovano riscontro nella perdita di un solo millesimo nell’arco settimanale relativa ai tassi sul brevissimo (Euribor 1 settimana: 0,082%; Euribor 3 settimane: 0,101%) con l’eccezione dell’Euribor 2 settimane, costante a 0,092%.
Influenzati dai dati macroeconomici europei e nord-americani deludenti, gli operatori di Londra hanno ridotto le attese di medio termine con variazioni settimanali fino a quattordici centesimi; per le prossime scadenze, invece, si manifestano sull’Euribor 3 mesi limature che vedono il parametro più usato per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile in quota 0,19% per metà giugno e 0,17% per fine anno, in risalita sul minimo di settembre.
Mercoledi 22 saranno restituiti poco più di 1,1 miliardi di euro dalle banche europee che ricevettero il finanziamento con le operazioni straordinarie a 36 mesi nel 2011 e nel 2012. L’esiguità dei rimborsi lascia intendere la (probabile) provenienza del denaro dalle casse di banche localizzate nell’Europa core e quindi la lentezza del processo di riassorbimento della liquidità in eccesso presente nel sistema: si tratta dello stesso denaro accumulato per mesi presso la Bce, dove la somma dei depositi overnight e dei conti correnti è scesa a quota 410 miliardi giovedi scorso. Quella parte di liquidità ottenuta dalle banche dell’Europa periferica che non è finita nel sistema economico reale a vantaggio di imprese e consumatori, invece, non prenderà velocemente la strada del ritorno perchè impiegata nelle operazioni di risanamento del bilancio.
Sempre giovedi Eonia a 0,082%; mercoledi pomeriggio spread Euribor-Ois a 13 punti base.
(per le previsioni della prossima settimana sui tassi variabili di mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor 3 mesi del 24 maggio 2013“)
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Previsioni Euribor 3 mesi del 10 maggio 2013
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 11 maggio 2013
Il dato più vistoso è senza dubbio la situazione di stallo dell’Euribor 3 mesi che nel corso della settimana ha persino conosciuto lievissime increspature nell’ordine di un millesimo, finendo così venerdi a quota 0,203%. L’aumento, di per sé trascurabile, assume rilevanza se contestualizzato nell’ottica del taglio del tasso base al minimo storico operativo da mercoledi scorso che, nelle intenzioni della Bce, avrebbe dovuto aiutare la discesa delle quotazioni sull’interbancario. Lo strumento principale della politica monetaria, in questo momento, non appare efficace.
Ovvie ripercussioni in termini di rialzi diffusi (fino a 16 centesimi) sui tassi future del Liffe dove gli operatori, in data 10/05/2013, continuano a vedere stabile l’Euribor 3 mesi per i prossimi giorni, poi in quota 0,215% per metà giugno, e decidono di attenuare gli effetti di un eventuale secondo intervento della Bce in estate.
Le banche europee scambiano il giorno 10 maggio con l’Euribor 6 mesi a 0,303%, mentre chiudono a 0,112% e 0,489% l’Euribor a 1 e 12 mesi. Sul brevissimo acquista due millesimi l’Euribor 3 settimane (0,102%) ed un millesimo l’Euribor 1 settimana (0,083%); rimane stabile l’Euribor 2 settimane (0,092%).
Situazione depositi overnight Bce e conti correnti: non bisogna farsi ingannare dallo svuotamento dei primi (86 miliardi di euro giovedi scorso) che si è tradotto nel riempimento dei secondi, per un totale di 426 miliardi quasi invariato nelle ultime settimane. Presumibilmente la restituzione di 6,357 miliardi di euro in occasione della finestra settimanale programmata per mercoledi prossimo (Ltro 2011 e 2012) sarà operata da banche dell’Europa core e contribuirà a smaltire la liquidità in eccesso che alimenta le due voci di bilancio Bce, senza tradursi in un finanziamento all’economia reale; proprio come sinora non ha soddisfatto la richiesta di mutui e prestiti quella parte minoritaria di denaro che è stata ritirata dalle casse Eurotower ad opera delle banche dei Paesi periferici per essere indirizzata verso le operazioni di risanamento di bilancio dei medesimi istituti di credito.
Giovedi Eonia a 0,072%; mercoledi spread Euribor-Ois a 12,8 punti base.
(per le attese della prossima settimana sui tassi variabili dei mutui e delle obbligazioni: “Previsioni Euribor 3 mesi del 17 maggio 2013“)
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Asta 13 maggio 2013: Btp 3 anni, Btp 15 anni e CCTeu
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 8 maggio 2013
Per lunedi 13 maggio 2013, in asta marginale e con regolamento 15/05/2013, il MEF ha disposto l’emissione dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali triennali, ai Btp 15 anni e ai CCTeu.
I Btp 3 anni (ISIN IT0004917792, decorrenza 15/04/2013, scadenza 15/05/2016, tasso d’interesse annuo lordo 2,25%, data pagamento cedola 15 novembre 2013; giorni dietimi 0) sono offerti in terza tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2,5 miliardi di euro ad un massimo di 3,5 miliardi di euro e, nell’asta dello scorso 11 aprile, avevano fatto segnare rendimento lordo del 2,29%. Nella mattinata di lunedi i Btp triennali hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa all’1,92%, prezzo di aggiudicazione 100,97 e rapporto di copertura 1,34 derivante da richieste per oltre 4,675 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
I Btp 15 anni (ISIN IT0004644735, decorrenza 1° settembre 2010, scadenza 1° marzo 2026, tasso d’interesse annuo lordo 4,5%, vita residua 13 anni, data pagamento cedola 1° settembre 2013, giorni dietimi 75) sono offerti in sedicesima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 750 milioni di euro ad un massimo di 1,5 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo del 4,55% nell’asta dello scorso 13 febbraio. Nella mattinata di lunedi i Btp 15 anni (vita residua 13 anni) hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa al 4,07%, prezzo di aggiudicazione 104,65 e rapporto di copertura 1,49 derivante da richieste per oltre 2,233 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
I CCTeu (decorrenza 01/05/2013, scadenza 01/11/2018, tasso annualizzato 2,117%, spread 1,8%, tasso cedolare semestrale 1,082% e cedola in pagamento il 1° novembre 2013, giorni dietimi 14) sono offerti in prima tranche per ammontare da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 3 miliardi di euro. Nella mattinata di lunedi il rendimento lordo dei CCTeu (ISIN IT0004922909) è risultato pari a 2,44%, il prezzo di aggiudicazione è stato pari a 98,40 ed il rapporto di copertura si è attestato a 1,35 derivante da richieste per quasi 4,059 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).
Fonte: Dipartimento del Tesoro
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Previsioni Euribor e Irs a maggio 2013
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 5 maggio 2013
L’inflazione in decisa contrazione all’1,2% annuo ad aprile, ben al di sotto della soglia di intervento, e la caduta degli indici di produzione che fotografano la crisi europea a partire dal cuore manifatturiero tedesco sono stati determinanti a maggio per decidere (con voto non unanime) il taglio del tasso Refi di un quarto di punto (0,5%), il taglio di mezzo punto percentuale per i finanziamenti giornalieri di emergenza (1%) ed il mantenimento del tasso sui depositi a zero, ovvero quella modifica del “corridoio” che prelude ad un successivo intervento sui tassi negativi da diverso tempo oggetto di studio per la Bce. Non si tratterebbe di un provvedimento risolutivo per finanziare l’economia reale dei Paesi periferici, considerato che l’80% del denaro attualmente custodito presso la Bce (giovedi depositi overnight a 110 miliardi di euro e conti correnti a 308 mld) proviene dall’Europa virtuosa, ma sarebbe comunque un valido strumento da affiancare ad altre iniziative (sub).
La manovra convenzionale, ritenuta dal direttivo come la più efficace per gli stimoli all’investimento, servirà agli istituti per ricapitalizzare, ovvero ridurre le sofferenze da crediti che costituiscono la principale causa di avversione al rischio per le banche commerciali: rappresenterebbe quest’ultimo il fattore impeditivo dell’offerta di finanziamento a imprese e consumatori sul quale incidere per rendere trasmissibile la politica monetaria (che rimarrà accomodante finché necessario, col prolungamento fino a metà 2014 delle aste trimestrali a liquidità illimitata). A breve saranno disponibili ulteriori strumenti non convenzionali come l’acquisto di crediti cartolarizzati da piccole-medie imprese e società finanziarie, per i quali occorre ancora stabilire la corretta fissazione del prezzo.
Prima della decisione del direttivo Bce le posizioni di molti analisti erano apparse discordanti, e sullo stesso Liffe non avevano trovato spazio evidenze inequivocabili. E ancora venerdi 3 maggio, il giorno dopo la correzione seguita all’annuncio di Draghi, si sono manifestate increspature (lungo tutta la scaletta da 2 a 12 centesimi) che denunciano la debole efficacia con cui l’iniziativa Bce si tradurrà nell’abbattimento dell’Euribor 3 mesi: atteso a quota 0,18% per fine giugno, il parametro consentirà agli istituti commerciali di scambiare denaro a costi poco inferiori agli attuali quand’anche dovesse realizzarsi un ulteriore taglio di un quarto di punto l’estate prossima. Gli operatori di Londra stanno acquisendo informazioni dalla caduta del fixing dell’Euribor 3 mesi (0,201% il 3 maggio 2013) quantificata in appena 6 millesimi contro i 92 che erano seguiti all’annuncio del precedente taglio nel luglio 2012. Sul brevissimo, in particolare, i tassi sono schiacciati sotto lo 0,1% già da molti giorni e non dovrebbero subire ripercussioni.
Se limitato dovesse dimostrarsi effettivamente l’impatto del taglio sui tassi interbancari, allora ancor più limitata sarebbe l’influenza della stessa manovra sul tratto iniziale della curva dei tassi a medio-lungo termine.
La decisione dei membri del consiglio direttivo, certamente consapevoli della logica prociclica che si realizza quando il rischio dell’attivo di bilancio delle banche si identifica col rischio-Paese, si deve anche all’esistenza di regole stabilite con gli accordi di Basilea che impongono alle banche di accantonare capitale in funzione dei prestiti erogati. Sinora l’acquisto di obbligazioni pubbliche è stato perseguito dalle banche non solo per ottenere profitti (raggiunti con maggiori rischi), ma anche per soffrire un minor dispendio di costoso capitale.
Tuttavia non sembra questo il momento della preoccupazione per i titoli di Stato, anzi lo scenario di mercato appare surreale: nonostante il contesto recessivo rimanga sostanzialmente lo stesso da molti mesi, persino aggravato dall’uscita dalla crisi rinviata al 2014, la liquidità pompata nel sistema da politiche monetarie ultraespansive attuate dalle più importanti banche centrali mondiali (unico esempio di moderazione la Bce che non stampa moneta per statuto) consente agli investitori di scommettere sul binomio della liquidità facile e delle politiche fiscali di prossima realizzazione in grado di assicurare crescita nel medio-lungo periodo. Tutto il resto diviene trascurabile, persino l’ostruzionismo della Bundesbank e della Corte costituzionale tedesca sul programma Omt o la fragile intesa politica che ha condotto alla formazione del Governo italiano (spread a 256 punti base).
Questa fiducia in apparenza incrollabile (almeno fino al momento in cui le banche centrali non inizieranno a drenare liquidi facendo scoppiare una bolla colossale) ha fatto sì che da aprile aumentassero i prezzi delle azioni europee, delle obbligazioni corporate (anche “spazzatura”) e delle obbligazioni pubbliche tutte, sia quelle emesse dai Paesi periferici e acquistate per motivi speculativi che quelle emesse dall’Europa core e comprate per l’opposto bisogno di protezione. Alla discesa dei rendimenti su durata decennale dei Btp (3,8%) e dei Bonos (4,02%) si è associata la caduta in prossimità dei minimi storici del rendimento dei Bund (venerdi rimbalzati a 1,24%), segnale di aggravamento del rischio sistemico che ha trascinato al ribasso l’Irs 10 anni in prossimità di quota 1,5% (come era stato correttamente anticipato il mese scorso).
I primi risultati positivi sull’occupazione giapponese e la conferma del quantitative easing americano lasciano intendere che la liquidità continuerà ad affluire sull’Europa e a riversarsi praticamente su tutte le attività esistenti: i derivati del mercato telematico Eurex segnalano un decennale tedesco che, sempre in grado di attirare attenzione, potrebbe vedere livellato il proprio rendimento verso quota 1% al quale farebbe riscontro un tasso Irs 10 anni, anch’esso in discesa nel corso del mese, nelle vicinanze di quota 1,4%.
(le previsioni della prossima settimana sui tassi variabili per mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor 3 mesi del 10 maggio 2013“)
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.





