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Diminuiscono i rendimenti per Btp 3 anni e Btp 10 anni. I CCTeu in asta al 29 luglio 2010

Quest’oggi giovedi 29 luglio si è tenuta la prima asta del Tesoro relativa al collocamento dei nuovi titoli di Stato CCTeu indirizzati ai piccoli risparmiatori. L’importo richiesto è stato pari a 1,44 volte quello assegnato.

La clientela retail, che ha avuto tempo fino a ieri per la prenotazione in banca (lotto minimo: euro 1.000), ha acquistato il CCTeu (emissione 15 giugno 2010, scadenza 15 dicembre 2015 e regolamento 2 agosto 2010; codice ISIN IT0004620305), con tasso cedolare semestrale pari all’Euribor 6 mesi maggiorato dello spread 0,80%. Dato che il collocamento ai risparmiatori è stato effettuato in 3° tranche (le precedenti erano destinate agli investitori istituzionali e al concambio coi CCT: http://www.questidenari.com/?p=2707), il tasso cedolare semestrale (0,917% relativo alla prima cedola semestrale del 15 dicembre 2010) deve essere decurtato di una percentuale corrispondente al rateo d’interesse maturato dal collocamento del 24 giugno scorso (godimento 15 giugno). Fonte: IlSole24Ore.com.

Le successive cedole semestrali, ovviamente, non possono essere determinate in quanto collegate al futuro andamento dell’Euribor semestrale (per le previsioni di luglio: http://www.questidenari.com/?p=2755).

Il rendimento annuo lordo del CCTeu è pari a 1,70%.

Sempre oggi sono risultate buone anche le richieste in asta per il Btp 3 anni (scadenza 01/06/2013 e regolamento 02/08/2010), che ha fatto segnare il rendimento lordo del 2,01% (in calo rispetto al 2,33% di giugno), e per il Btp 10 anni (scadenza 01/09/2020 e regolamento 02/08/2010), che ha fatto segnare il rendimento lordo del 3,92% (in calo rispetto al 4,09% di giugno).

Fonte: Dipartimento del Tesoro

(per l’asta dei Btp a 3 e 10 anni del 30 agosto 2010: http://www.questidenari.com/?p=2944)


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

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Strategie per il portafoglio obbligazionario a giugno 2010: durata finanziaria e scelta fra obbligazioni pubbliche e private

I sopravvenuti dubbi sui conti pubblici ungheresi, l’ennesima e tardiva mazzata sull’affidabilità del titolo della Grecia (http://www.questidenari.com/?tag=bond-grecia) sferrata dall’agenzia di rating Moody’s col declassamento a spazzatura, la reazione di Zapatero ai nuovi interrogativi sui conti spagnoli: tutto ha contribuito a rendere ancora più strambo lo scenario di mercato degli ultimi giorni.

I riflessi sui bond governativi sono quelli già sperimentati in circostanze analoghe: Bund tedeschi (benchmark dell’eccellenza) e titoli dei Paesi periferici, in particolare quello greco, hanno allungato le distanze in termini di rendimento, con oscillazioni che a tratti hanno coinvolto pure i nostri Btp.

Sulla scadenza decennale, lo spread ha registrato il minimo dello 0,45% con i titoli francesi, un paio di giorni fa i più virtuosi dell’Eurozona, dopo i tedeschi e prima degli italiani – per quanto Bill Gross, analista Pimco, ritenga che a breve anche i transalpini dovranno mettere mano a spesa pubblica e tasse. Il differenziale massimo, ovviamente, si è avuto con il 6,35% per i titoli ellenici, finiti sopra al 9% di rendimento.

E mentre l’Unione Europea si affretta a varare un piano per vietare le vendite allo scoperto dei Cds, proprio gli stessi Credit default swap – contratti derivati che prezzano il rischio di fallimento di uno Stato membro, e sui quali si impedirà la scommessa da parte di chi non possiede il sottostante titolo di Stato – mettono a segno una serie di rialzi dei costi assicurativi per tutti i PIGS (con esclusione della seconda “I” della periferica Italia. Fonte: IlSole24Ore.com).

Considerato il grado di incertezza molto alto, cosa dovrebbe fare l’investitore che, dimostrando una moderata predisposizione al rischio, non è fuggito sul conto corrente dove perderebbe opportunità di protezione del capitale dall’inflazione?

Se si guarda al mercato obbligazionario nel suo complesso, l’eventualità di un rialzo dei tassi negli Usa – circostanza legata, fra l’altro, a dati sull’occupazione ben più significativi e duraturi degli attuali – farebbe crollare i rendimenti già deludenti.

I gestori si dividono fondamentalmente in due scuole di pensiero: gli uni, preoccupati per la ripresa economica lenta e per i debiti pubblici esorbitanti, hanno ridotto l’esposizione al rischio emittente riparando sui governativi di alta qualità (come i Bund); gli altri fiduciosi nella ripresa, al contrario, hanno scelto di esporsi sulle obbligazioni societarie (fonte: Morningstar.it).

I rendimenti scarni dei Bot spingono molti risparmiatori nostrani ad allungare la durata del titolo acquistando Btp: tale decisione, tuttavia, li espone al rischio di rialzo dei tassi di mercato, ovvero all’eventualità di vedere ridotto il loro capitale (per vendita prima della scadenza) in proporzione alla durata residua del titolo, ovvero al numero ed alla “pesantezza” delle cedole d’interesse.

Un modo per rendere più versatile l’investimento in titoli del Tesoro a lungo termine può essere quello di comprare Cct: le relative cedole, collegate al rendimento del Bot semestrale cui oggi viene aggiunto uno spread dello 0,15%, fanno in modo che gli interessi (variabili) corrisposti siano superiori a quelli dei Bot e che, al tempo stesso, le perdite in caso di rialzo dei tassi siano più contenute rispetto ai Btp (sempre nell’eventualità della cessione anticipata).

L’alternativa – o il quid per il giusto mix di portafoglio trovato sulla base dei propri obiettivi di spesa pianificati e della propensione al rischio soggettiva – è rappresentata dalla scelta dei corporate bond.

Al momento, rimane il solo settore bancario ad offrire rendimenti interessanti, anche a causa dei sospetti sui bilanci inquinati per la diffusa adozione della politica di acquisto low cost dei titoli di Stato (ora non più “sicuri”) perseguita per molto tempo e agevolata dalla Bce – per approfondimenti si legga http://www.questidenari.com/?p=2614.

I prezzi allettanti delle obbligazioni bancarie dei grandi gruppi, e la consapevolezza sempre più estesa fra gli operatori di mercato che gli investitori istituzionali non saranno abbandonati al loro destino in caso di fallimento, potrebbero costituire fattori motivanti al cambiamento per quei risparmiatori che intendono aumentare i guadagni sul proprio asset (fonte: IlSole24Ore.com).


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

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Bond Enel 2010-2016: le obbligazioni a tasso fisso rendono il 3.50% lordo, quelle a tasso variabile pagheranno 1.69% ad agosto

Lotto minimo per tutti, stesso spread dello 0,73% da aggiungere ai tassi base e stessa data di emissione e godimento al 26/02/2010, nonché uguale scadenza 26/02/2016 e rating.

Questi i punti in comune alle due tranche di obbligazioni Enel a durata 6 anni, a tasso fisso e tasso variabile (http://www.questidenari.com/?tag=bond-enel-2016).

I richiedenti il tasso fisso, circa il 67% degli oltre 374mila sottoscrittori che si spartiranno € 2 miliardi di offerta, riceveranno obbligazioni emesse al 99,89% del loro valore nominale. La valutazione del prezzo, associata al tasso mid swap a 6 anni (2,79%) sommato ai 73 punti base di margine, fissa il tasso di interesse nominale annuo lordo al 3,50%. La cedola posticipata annua pagherà il 3,52% annuo lordo.

I rimanenti sottoscrittori dell’offerta da 1 miliardo di euro a tasso variabile, invece, riceveranno obbligazioni emesse alla pari che, considerato l’attuale Euribor semestrale 360 giorni a 0,963% da sommare al margine di 73 basis points, hanno tasso nominale annuo pari all’1,693%. La cedola è posticipata semestrale (prima cedola: 26 agosto 2010).

Le agenzie di rating, e le rispettive valutazioni espresse in merito ad entrambe le emissioni obbligazionarie, sono le seguenti

-        Fitch: A

-        Moody’s: A2

-        Standard and Poor’s: A-

Fonti: Comunicato Stampa del 24.02.2010 dal sito web enel.it – Comunicato Stampa del 25.02.2010 dal sito web enel.it


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Libera tutti

 

E’ delle ultime ore la notizia che l’Antitrust, nella persona del presidente Catricalà, ha ammonito sull’urgenza ed inevitabilità dell’intervento su banche e compagnie assicuratrici in materia di misure regolatorie.

La recente crisi dei mercati ha difatti denunciato l’inadeguatezza dei meccanismi autoregolatori del sistema finanziario, conseguenza di pericolose relazioni tra istituti che non pongono in essere comportamenti concorrenziali ed espongono il sistema stesso al rischio di deleteri effetti domino.

Al fine di risollevare la fiducia degli operatori presenti sul mercato dei capitali, una delle misure adottate riguarderà le condizioni di trasparenza sulla portabilità dei mutui, in particolare l’introduzione dell’indice sintetico di costo comprensivo del tasso passivo e commissione di massimo scoperto –  allo stato attuale, l’Antitrust denuncia la lacuna normativa che non consente di tutelare le piccole e medie imprese, ma soltanto i consumatori, di fronte a pratiche commerciali scorrette nell’applicazione della commissione di massimo scoperto.

Maggiori possibilità di comprensione delle varie opzioni indurranno così i richiedenti mutuo a paragonare più agevolmente le singole offerte di negoziazione e portabilità, ovvero a rendere più frequenti i trasferimenti tra gli istituti di credito con benefici effetti sul ribasso degli spread (i costi che le banche fanno pagare ai loro clienti in cambio dei servizi prestati).


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