Posts Tagged di

CTZ e BTP€i 5 anni: asta 28 maggio 2013

Ascolta con webReader

Per martedi 28 maggio 2013, con regolamento 31/05/2013, il MEF ha disposto il collocamento in asta marginale dei Certificati di credito del Tesoro “Zero coupon” e dei Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’Area Euro quinquennali.

I Ctz (ISIN IT0004890890, emissione 31 gennaio 2013, scadenza 31 dicembre 2014) sono offerti in nona tranche per ammontare nominale da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 2,5 miliardi di euro ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari all’1,167% nell’asta dello scorso 24 aprile.

I BTP€i 5 anni (ISIN IT0004890882, emissione 31 gennaio 2013; scadenza 15 settembre 2018, cedola annuale 1,7% in pagamento al 15 settembre 2013; giorni dietimi 77) sono offerti in quinta tranche per ammontare nominale da un minimo di 500 milioni di euro ad un massimo di 1 miliardo di euro ed avevano fatto registrare rendimento lordo pari al 2,16% nell’asta dello scorso 25 marzo.

Fonte: Dipartimento del Tesoro


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun commento

Circolare n. 13/E del 9 maggio 2013: detrazione per interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica. Ravvedimento operoso e sanzioni

Ascolta con webReader

Con la Circolare n. 13/E del 9 maggio 2013, avente ad oggetto “risposte a quesiti riguardanti detrazioni”, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al sostenimento spese per interventi di recupero edilizio su un medesimo immobile nel periodo d’imposta 2012: il contribuente può decidere di avvalersi della sola detrazione nella misura del 50% per le spese sostenute dal 26 giugno al 31 dicembre fino al limite di euro 96.000 e, conseguentemente, rinunciare la beneficio dello sconto previsto per la rimanente parte di spese sostenute da inizio anno fino al 25 giugno 2012 entro la soglia di euro 48.000.

In ordine alla detrazione del 55% per interventi di riqualificazione energetica negli edifici prorogata fino al 30 giugno 2013, la circolare n. 13/E distingue tra

-        lavori eseguiti sia nel 2012 che nel 2013, con spese sostenute in entrambi gli anni e relative al medesimo intervento, per i quali la comunicazione all’ENEA deve essere effettuata nei 90 giorni dalla data di fine lavori (non necessariamente entro il 30 giugno 2013);

-        lavori conclusi nel 2012, per i quali la scheda informativa è stata inviata all’ENEA nei 90 giorni dalla chiusura dei lavori, con parte delle spese sostenute nel 2013: queste ultime spese, sostenute dopo l’invio della comunicazione e relative al medesimo intervento, sono comunicate dal contribuente integrando la scheda originariamente trasmessa all’ENEA non oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale le spese stesse possono essere portate in detrazione.

Infine, circa la preventiva comunicazione di fine lavori non eseguita tempestivamente, la circolare n. 13/E – richiamando l’art. 2, 1°, del D.L. n. 16 del 2012 – ricorda che “la fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali” non è preclusa al contribuente (“sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza”) se lo stesso

-        possiede i requisiti sostanziali richiesti dalla legge;

-        versa l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall’art. 11, 1°, del D.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, secondo le modalità stabilite dall’art. 17 del D.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, esclusa la compensazione ivi prevista;

-        effettua la comunicazione ovvero esegue l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile.

Sul punto era già intervenuta la precedente circolare n. 38/E del 28 settembre 2012 (ravvedimento operoso: c.d. remissione in bonis) precisando che

-        la sanzione minima, pari ad euro 258, deve essere versata tramite modello F24 (codice tributo 8114) senza possibilità di effettuare la compensazione con crediti eventualmente disponibili e non può essere oggetto di ravvedimento ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472;

-        la prima dichiarazione utile è da intendersi come “la prima dichiarazione dei redditi il cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione ovvero eseguire l’adempimento stesso”.

Pertanto, se il termine per l’invio della scheda informativa all’ENEA scadesse il 30/06/2013 (ad esempio), l’adempimento andrebbe effettuato entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta 2012, ovvero entro il 30/09/2013.


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun commento

BTP 30 anni 01.09.2044

Ascolta con webReader

Mediante sindacato è stata collocata la prima tranche del nuovo Btp 30 anni.

I Btp 30 anni (godimento 1° marzo 2013, regolamento 22 maggio 2013, scadenza 1° settembre 2044, tasso d’interesse annuo lordo 4,75% pagato in due cedole semestrali), emessi per l’importo di 6 miliardi di euro, sono stati collocati al prezzo di 97,221 ed hanno fatto registrare rendimento lordo del 4,985%.

Ai “BUONI DEL TESORO POLIENNALI 4,75% 01/03/2013 – 01/09/2044” è stato assegnato Isin IT0004923998.


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun commento

Asta 13 maggio 2013: Btp 3 anni, Btp 15 anni e CCTeu

Ascolta con webReader

Per lunedi 13 maggio 2013, in asta marginale e con regolamento 15/05/2013, il MEF ha disposto l’emissione dei titoli di Stato relativi ai Buoni del Tesoro Poliennali triennali, ai Btp 15 anni e ai CCTeu.

I Btp 3 anni (ISIN IT0004917792, decorrenza 15/04/2013, scadenza 15/05/2016, tasso d’interesse annuo lordo 2,25%, data pagamento cedola 15 novembre 2013; giorni dietimi 0) sono offerti in terza tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 2,5 miliardi di euro ad un massimo di 3,5 miliardi di euro e, nell’asta dello scorso 11 aprile, avevano fatto segnare rendimento lordo del 2,29%. Nella mattinata di lunedi i Btp triennali hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa all’1,92%, prezzo di aggiudicazione 100,97 e rapporto di copertura 1,34 derivante da richieste per oltre 4,675 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

I Btp 15 anni (ISIN IT0004644735, decorrenza 1° settembre 2010, scadenza 1° marzo 2026, tasso d’interesse annuo lordo 4,5%, vita residua 13 anni, data pagamento cedola 1° settembre 2013, giorni dietimi 75) sono offerti in sedicesima tranche per ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 750 milioni di euro ad un massimo di 1,5 miliardi di euro ed avevano fatto segnare rendimento lordo del 4,55% nell’asta dello scorso 13 febbraio. Nella mattinata di lunedi i Btp 15 anni (vita residua 13 anni) hanno fatto registrare rendimento lordo in discesa al 4,07%, prezzo di aggiudicazione 104,65 e rapporto di copertura 1,49 derivante da richieste per oltre 2,233 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

I CCTeu (decorrenza 01/05/2013, scadenza 01/11/2018, tasso annualizzato 2,117%, spread 1,8%, tasso cedolare semestrale 1,082% e cedola in pagamento il 1° novembre 2013, giorni dietimi 14) sono offerti in prima tranche per ammontare da un minimo di 2 miliardi di euro ad un massimo di 3 miliardi di euro. Nella mattinata di lunedi il rendimento lordo dei CCTeu (ISIN IT0004922909) è risultato pari a 2,44%, il prezzo di aggiudicazione è stato pari a 98,40 ed il rapporto di copertura si è attestato a 1,35 derivante da richieste per quasi 4,059 miliardi di euro (assegnato l’importo massimo offerto).

Fonte: Dipartimento del Tesoro


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun commento

Previsioni Euribor e Irs a maggio 2013

Ascolta con webReader

L’inflazione in decisa contrazione all’1,2% annuo ad aprile, ben al di sotto della soglia di intervento, e la caduta degli indici di produzione che fotografano la crisi europea a partire dal cuore manifatturiero tedesco sono stati determinanti a maggio per decidere (con voto non unanime) il taglio del tasso Refi di un quarto di punto (0,5%), il taglio di mezzo punto percentuale per i finanziamenti giornalieri di emergenza (1%) ed il mantenimento del tasso sui depositi a zero, ovvero quella modifica del “corridoio” che prelude ad un successivo intervento sui tassi negativi da diverso tempo oggetto di studio per la Bce. Non si tratterebbe di un provvedimento risolutivo per finanziare l’economia reale dei Paesi periferici, considerato che l’80% del denaro attualmente custodito presso la Bce (giovedi depositi overnight a 110 miliardi di euro e conti correnti a 308 mld) proviene dall’Europa virtuosa, ma sarebbe comunque un valido strumento da affiancare ad altre iniziative (sub).

La manovra convenzionale, ritenuta dal direttivo come la più efficace per gli stimoli all’investimento, servirà agli istituti per ricapitalizzare, ovvero ridurre le sofferenze da crediti che costituiscono la principale causa di avversione al rischio per le banche commerciali: rappresenterebbe quest’ultimo il fattore impeditivo dell’offerta di finanziamento a imprese e consumatori sul quale incidere per rendere trasmissibile la politica monetaria (che rimarrà accomodante finché necessario, col prolungamento fino a metà 2014 delle aste trimestrali a liquidità illimitata). A breve saranno disponibili ulteriori strumenti non convenzionali come l’acquisto di crediti cartolarizzati da piccole-medie imprese e società finanziarie, per i quali occorre ancora stabilire la corretta fissazione del prezzo.

Prima della decisione del direttivo Bce le posizioni di molti analisti erano apparse discordanti, e sullo stesso Liffe non avevano trovato spazio evidenze inequivocabili. E ancora venerdi 3 maggio, il giorno dopo la correzione seguita all’annuncio di Draghi, si sono manifestate increspature (lungo tutta la scaletta da 2 a 12 centesimi) che denunciano la debole efficacia con cui l’iniziativa Bce si tradurrà nell’abbattimento dell’Euribor 3 mesi: atteso a quota 0,18% per fine giugno, il parametro consentirà agli istituti commerciali di scambiare denaro a costi poco inferiori agli attuali quand’anche dovesse realizzarsi un ulteriore taglio di un quarto di punto l’estate prossima. Gli operatori di Londra stanno acquisendo informazioni dalla caduta del fixing dell’Euribor 3 mesi (0,201% il 3 maggio 2013) quantificata in appena 6 millesimi contro i 92 che erano seguiti all’annuncio del precedente taglio nel luglio 2012. Sul brevissimo, in particolare, i tassi sono schiacciati sotto lo 0,1% già da molti giorni e non dovrebbero subire ripercussioni.

Se limitato dovesse dimostrarsi effettivamente l’impatto del taglio sui tassi interbancari, allora ancor più limitata sarebbe l’influenza della stessa manovra sul tratto iniziale della curva dei tassi a medio-lungo termine.

La decisione dei membri del consiglio direttivo, certamente consapevoli della logica prociclica che si realizza quando il rischio dell’attivo di bilancio delle banche si identifica col rischio-Paese, si deve anche all’esistenza di regole stabilite con gli accordi di Basilea che impongono alle banche di accantonare capitale in funzione dei prestiti erogati. Sinora l’acquisto di obbligazioni pubbliche è stato perseguito dalle banche non solo per ottenere profitti (raggiunti con maggiori rischi), ma anche per soffrire un minor dispendio di costoso capitale.

Tuttavia non sembra questo il momento della preoccupazione per i titoli di Stato, anzi lo scenario di mercato appare surreale: nonostante il contesto recessivo rimanga sostanzialmente lo stesso da molti mesi, persino aggravato dall’uscita dalla crisi rinviata al 2014, la liquidità pompata nel sistema da politiche monetarie ultraespansive attuate dalle più importanti banche centrali mondiali (unico esempio di moderazione la Bce che non stampa moneta per statuto) consente agli investitori di scommettere sul binomio della liquidità facile e delle politiche fiscali di prossima realizzazione in grado di assicurare crescita nel medio-lungo periodo. Tutto il resto diviene trascurabile, persino l’ostruzionismo della Bundesbank e della Corte costituzionale tedesca sul programma Omt o la fragile intesa politica che ha condotto alla formazione del Governo italiano (spread a 256 punti base).

Questa fiducia in apparenza incrollabile (almeno fino al momento in cui le banche centrali non inizieranno a drenare liquidi facendo scoppiare una bolla colossale) ha fatto sì che da aprile aumentassero i prezzi delle azioni europee, delle obbligazioni corporate (anche “spazzatura”) e delle obbligazioni pubbliche tutte, sia quelle emesse dai Paesi periferici e acquistate per motivi speculativi che quelle emesse dall’Europa core e comprate per l’opposto bisogno di protezione. Alla discesa dei rendimenti su durata decennale dei Btp (3,8%) e dei Bonos (4,02%) si è associata la caduta in prossimità dei minimi storici del rendimento dei Bund (venerdi rimbalzati a 1,24%), segnale di aggravamento del rischio sistemico che ha trascinato al ribasso l’Irs 10 anni in prossimità di quota 1,5% (come era stato correttamente anticipato il mese scorso).

I primi risultati positivi sull’occupazione giapponese e la conferma del quantitative easing americano lasciano intendere che la liquidità continuerà ad affluire sull’Europa e a riversarsi praticamente su tutte le attività esistenti: i derivati del mercato telematico Eurex segnalano un decennale tedesco che, sempre in grado di attirare attenzione, potrebbe vedere livellato il proprio rendimento verso quota 1% al quale farebbe riscontro un tasso Irs 10 anni, anch’esso in discesa nel corso del mese, nelle vicinanze di quota 1,4%.

(le previsioni della prossima settimana sui tassi variabili per mutui e obbligazioni: “Previsioni Euribor 3 mesi del 10 maggio 2013“)


L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun commento