Archivio per febbraio 2010
Il sonno dell’Euribor genera aspettative al ribasso
Pubblicato da L'Autore in Miscellaneous il 23 febbraio 2010
Ricordate cosa accadde ai tassi di mercato dopo il fallimento Lehman Brothers? Il loro livello aumentò considerevolmente a 5 punti percentuali, segnando il sussulto di tutto un sistema che pareva destinato a collassare.
A poco più di un anno di distanza, invece, le notizie sui conti della Grecia non spostano di una virgola i valori dell’Euribor ad una qualsiasi scadenza, ben ancorato ai propri minimi storici già da qualche settimana.
La differenza tra lo scenario di ieri e quello di oggi è rappresentata, ovviamente, dall’enorme volume di liquidità che le banche centrali hanno iniettato nel sistema finanziario, e che induce gli operatori ad esprimere attese addirittura in calo in virtù dell’affidamento sulle operazioni di soccorso ai Paesi in difficoltà. Ad esempio, con riferimento all’Euribor a 3 mesi quest’oggi 23/02/2010 fissato allo 0.661%, i tassi impliciti del future sull’Euribor trimestrale alle scadenze di marzo, giugno e settembre 2010 indicano rispettivamente 0.67%, 0.84% e 1.06% (le previsioni complete dalla fonte IlSole24Ore).
E se questa è la spiegazione principale dell’andamento dei tassi interbancari, l’attenzione si sposta sulle manovre di riassorbimento della liquidità (exit strategy) che prima o poi saranno avviate dalla Bce.
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Davide con la testa di Golia: il pentimento di Caravaggio
Dipinto nel 1610 ed oggi appartenente alla Galleria Borghese di Roma, forse il “Davide con la testa di Golia” entrò a far parte della trattativa per l’ottenimento della grazia: così troverebbe motivazione la grossa somma di denaro versata a titolo di cauzione da Michelangelo Merisi al fine di sottrarsi all’arresto per errore, recuperare l’opera tra i bagagli dell’imbarcazione che lo aveva condotto da Napoli alle coste laziali, e destinare la stessa opera al cardinale Scipione Borghese.
Di sicuro ultima grande manifestazione della potenza espressiva di Caravaggio diretto a Porto Ercole dove troverà la morte, il dipinto sintetizza molte delle caratteristiche già apprezzate del Maestro milanese, e nel contempo si presta ad una profonda interpretazione psicologica non propriamente agevole.
Sono presenti la luce che investe trasversalmente ed essenzializza il corpo del giustiziere (http://www.questidenari.com/?tag=luminismo-caravaggesco) emerso dall’ombra, la mancanza di uno sfondo, il simbolo negativo di Golia che assume i lineamenti di Caravaggio, sfigurato ed orrido nella rappresentazione realistica del macabro trofeo.
Ad una prima osservazione del dipinto, l’attenzione si sofferma sulla testa dello sconfitto con gli occhi strabici e fuori dalle orbite, la bocca spalancata e la ferita sulla fronte che riconducono alle comprensibili ansie patite dal pittore per la condanna a morte inflittagli dal papa, e che già aleggiavano nell’atmosfera cupa delle precedenti opere (http://www.questidenari.com/?p=2181), o addirittura si collegano ai ripetuti ferimenti per il riconoscimento e le aggressioni subìte dalle guardie e dai sicari.
Eppure, un’ulteriore e più approfondita lettura fanno riflettere sul vero fulcro della rappresentazione rintracciabile nell’espressione del volto di Davide, un giovane che non appare orgoglioso o iracondo ma triste e pacato, intento nella pia esecuzione di un volere superiore, demandato ad un incarico più grande della sua grandezza interiore vincente sulla forza fisica del gigante.
Caravaggio si offre ai propri giudici e giustizieri nell’atto di riconoscere il proprio errore ed accettare la volontà della giustizia terrena, da cui si congeda preannunciando la propria fine.
Anch’esso di attribuzione certa (http://www.questidenari.com/?tag=scuderie-quirinale), il “Davide con la testa di Golia” può essere ammirato a Roma presso le Scuderie del Quirinale.
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.
Emissioni Enel 2010-2016: due osservazioni dopo la chiusura dell’offerta e prima del riparto
Pubblicato da L'Autore in Investimenti borsistici il 21 febbraio 2010
La cifra record per l’Italia pari a 14 miliardi di euro di richieste, ovvero oltre 4 volte l’offerta di obbligazioni Enel a scadenza 2016 (http://www.questidenari.com/?tag=bond-enel-2016), non può non far emergere alcune considerazioni.
Partendo dai numeri disponibili ieri secondo cui il 70% circa della richiesta si è indirizzata verso il tasso fisso (fonte: Finanza e Mercati de IlSole24Ore, edizione del 20/02/2010), e combinandoli con le altre informazioni sulla domanda esuberante che appiattisce lo spread, si finisce per ottenere la poco esaltante deduzione che il rendimento percepito dalla maggior parte degli investitori richiedenti non sarà poi così elevato.
E soprattutto, anche se il rendimento della tranche a tasso fisso si dimostrerà più appetibile del tasso di un Btp di egual durata, al piccolo risparmiatore andrà assegnata – in valore assoluto – una quota di obbligazioni equivalente al lotto minimo di 2.000 euro sommato ad 1/5 circa dell’ammontare richiesto. Buono in ottica di diversificazione del portafoglio, ma insufficiente per le ambizioni di guadagno della clientela retail a cui l’Enel si è rivolta.
La seconda considerazione è che molte persone, veramente tante come si è detto, hanno acquistato un titolo senza sapere con esattezza a cosa fosse parametrato il tasso d’interesse (cfr. midswap), oltre ad aver operato una scelta con idee approssimative sulla quantificazione dello spread, valore disponibile solo al termine dell’offerta. Come a dire: compro un marchio, una garanzia.
Venerdi prossimo 26 febbraio le fonti ufficiali chiariranno i punti in sospeso.
L’autore, Gianluca Libbi, nega ogni autorizzazione a copiare e ripubblicare per intero i testi presenti su questo sito web, "www.questidenari.com", in qualsiasi altro luogo. Leggere le informazioni di copyright per ulteriori dettagli.